L’Olimpia Milano si arrende all’Unipol Forum contro l’Anadolu Efes, regalando il primo tempo e vedendo la rimonta spegnersi sul -4. La squadra milanese gioca un pessimo primo tempo: in attacco non si fa mai canestro, difensivamente balla troppo spesso e si fa battere facilmente dagli esterni avversari, mentre anche sotto canestro l’Efes domina. 25 punti segnati in due quarti di gioco, inizia a diventare un dato costante in questa prima parte di stagione: 26 nel primo tempo a Montecarlo, 27 al Pireo, 25 oggi.
Nel terzo periodo l’Olimpia Milano trova una bella reazione, guidata dalla difesa e dall’aggressività offensiva, trovando anche qualche tripla e segnando 34 punti in 10 minuti. Il pubblico del Forum trasforma i fischi in applausi, apprezzando lo sforzo dei milanesi. Ciò non basta però, visto che non sempre le rimonte di oltre 20 punti vanno a buon fine… L’Efes nonostante la perdita per infortunio di Shane Larkin torna in controllo nel quarto periodo grazie al talento di dei singoli si porta a casa la vittoria dopo aver visto i milanesi tornare sul -4.
Olimpia Milano-Anadolu Efes | La partita
La partita si apre con il canestro di Mirotic, ma Osmani risponde dall’arco. La difesa milanese balla e l’Efes trova il +8 con la tripla di Bryant. Mirotic segna il 4-10, ma l’Efes continua a martellare e trova il +10. A scuotere l’Olimpia ci prova Brooks dall’arco, a cui segue la schiacciata di Bolmaro. In uscita dal timeout Thompson segna dall’arco, prima della schiacciata in alley-oop. I turchi tentano già la fuga sul +14, il primo quarto si chiude sull’11-23. L’Olimpia Milano non fa canestro e quindi non riesce ad avvicinarsi, mentre l’Efes continua a far male e trova il +17 con Oturu. Beaubois segna da tre punti per il 17-35, Oturu schiaccia il +20. Da tre punti la palla non entra mai, in campo c’è solo la squadra turca che rimane in controllo sui 20 punti di vantaggio. Caruso segna il -19, ma l’Efes ha vita troppo facile in attacco. Il primo tempo si chiude sul 25-46.
Il secondo tempo si apre con i tiri liberi di LeDay, ma Bryant risponde con un 2+1. Mirotic segna da tre punti, soltanto la seconda tripla di squadra di serata. Shields segna da tre punti, primo canestro di serata, ma vale solo il -18. LeDay segna 5 punti in fila per il 40-53, Brooks segna dalla lunetta con Larkin che esce per infortunio. Un chirurgico Bryant risponde con la tripla, ma Mirotic segna il 44-56. Shavon Shields segna la tripla per il -9, LeDay con una schiacciata nel traffico con fallo firma il -6. L’Efes si è fermato: Shields segna il -4 in contropiede, ma Smits segna da tre punti. Darius Thompson segna con fallo il canestro del 54-62, ma Brooks segna da rimbalzo in attacco. Beaubois rispedisce l’Olimpia sul -10, ma risponde con la stessa moneta Brooks. Il terzo periodo si chiude sul 59-66. Il quarto periodo si apre col canestro di Smits, a cui risponde la tripla di Flaccadori. Darius Thompson ricaccia indietro l’Olimpia dall’arco firmando il 62-71, ma Ricci risponde con la stessa moneta. Poirier trova un gran canestro con fallo e l’Efes torna sul + 11. Smits segna da tre punti e la partita sembra essere tornata in controllo dei turchi. In uscita dal timeout Mirotic segna la tripla con fallo ma non lo completa. Ancora a segno da lontano il montenegrino per il -10, ma Bryant stasera non sbaglia mai. La rimonta milanese si ferma, con i turchi che non deragliano e tornano in controllo del match. L’Efes trova il successo con il risultato di 84-96 all’Unipol Forum contro l’Olimpia Milano.
Olimpia Milano-Anadolu Efes (11-23, 25-46, 59-66, 84-96)
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Olimpia Milano calendario | I prossimi appuntamenti
L’Olimpia Milano tornerà in campo sabato 26 ottobre alle ore 20.30 per affrontare la GeVi Napoli in LBA all’Unipol Forum. Successivamente sarà doppio turno di EuroLeague: martedì 29 alle ore 20.30 l’EA7 Emporio Armani Milano affronterà in trasferta il Baskonia, mentre giovedì 31 all’Unipol Forum arriverà la Virtus Bologna.

Ritiriamoci dalla coppa
e’ troppo per noi.
Secondo me Shields va ceduto
Lo mandiamo a Varese insieme a Meno.
-12 dopo aver segnato 25 punti in un tempo con tutti i centri e Caseur fuori è un risultato molto più accettabile di quello folle contro Kaunas. Milano riparta dal secondo tempo di oggi. Prenda al più presto una PG forte al posto di Neno che non è all’altezza dei giocare in EL e recuperi il reparto lunghi.
Se il dio del basket vuole Mirotic ha iniziato la stagione, Shields purtroppo sta dando sempre più conferme del calo – fisico in primis – post infortunio che ad oggi lo rende quasi deleterio a questo livello. Se Shavon è questo Milano non può permettersi lui e Mirotic in campo insieme.
Note positive: Leday che dopo l’accademia del bollito Obradovic è un leader naturale e poco meno di un top EL nel ruolo. Bolmaro (7 assist e 3 rubate) che come cambio del play va benissimo. L’impegno di Caruso nel primo tempo da incubo. E soprattutto Armoni Brooks che appena si adatterà completamente al basket europeo si rivelerà un’ottima presa del front office che sbaglia tutti gli Usa. Giocatore di grande talento e letture.
Con questo Neno la presa di Mannion può essere meno non sense di quanto sembri anche se a Milano serve (ORA) un giocatore che dia la scossa data da Napier due anni fa. Ora Che rientrino i centri e possibilmente non si rompa nessuno per almeno sei mesi.
Ed ora…gabbie aperte!
Mi trovi d’accordo con la tua analisi. Il mio piu’ grande dubbio sul quale probabilmente qui su ROM disquisiremo ad infinitum sta nella disposizione in campo e nell’approccio al gioco, da cui nascono certe scelte di giocatori che entrano a fare parte del roster di Milano.
Mi spiego, se di fatto ti opponi a implementare un sistema radicalmente diverso da quello attuale e piu’ incentrato sulla direzione che il basket sta prendendo, continuerai a scegliere un certo tipo di giocatori e continuerai a metterli in certe caselle.
Potra’ funzionare nel momento in cui ti trovi in una convergenza stellare in cui ti “capitano” opportunità’ di acquisti a basso prezzo di giocatori che hanno uno skill a 360 gradi e sanno giocare diversi tipi di basketball, con fondamentali supremi, padroneggiamento dello stage di EL, senso del ritmo, angoli e spazi. Sono rari (Hines e Chacho erano due di quelli).
Altrimenti sei incredibilmente limitato: limitato dal sistema stesso, e doppiamente limitato da giocatori qualitativamente inferiori che fanno fatica a ingranare in mancanza di spazi (giocare a basketball statici e con pochi spazi e’ piu’ difficile che in perpetuo movimento).
Il modello Bartzokas per dire (esempio qualsiasi, ma non proprio “qualsiasi”) pone constante responsabilità; di movimento e molteplicità’ di blocchi su chiunque stia in campo. E’ figlio (o padre se vuoi) della moderna “motion offense”, che noi rifiutiamo sembra quasi a priori. Ed e’ il sistema che i giocatori al giorno d’oggi vogliono giocare.
Indipendentemente dal play che si prenderà’, se non vediamo un cambiamento di fondo di filosofia e di approccio nella meta’ campo, vedo difficile uscire da questo buco. Felice se qualcuno mi prova di essere in errore, ma razionalmente non ne vedo proprio la via di scampo…salvo in LBA in cui il basket che vedo (da molto lontano) e’ ancora abbastanza rudimentale in termini strategici e per qualita’.
Personalmente ritengo Messina un vincente e un grande manager ma se potessi scegliere io l’allenatore di Milano, lo dico da anni, andrei su altri e il mio preferito sarebbe proprio Bartzokas (il mio sogno insieme a quello ormai irrealizzabile di Blatt) e che il suo limite principale nel basket di oggi sia ad adattare i giocatori al suo credo in modo ultraortodosso. Concordo sul fatto che il basket di Messina richieda caratteristiche molto rare (e costosissime) nella pallacanestro odierna e una disponibilità economica che nessuna squadra italiana avrà mai per mettere insieme un roster veramente competitivo in Europa per più stagioni, insieme alla delirante regola sui panda.
Penso però anche che nelle ultime due campagne Milano abbia alternato momenti di basket esaltante a troppi cali di tensione e credo quindi che vadano messi in discussione anche i giocatori, soprattutto quelli chiave. Shields post infortunio non è più un difensore di livello e in attacco è sempre più monodimensionale. Mirotic è un giocatore particolare che devi poterti permettere senza doverne fare un leader. Gli italiani (di Milano e non) sono giocatori semplicemente mediocri a livello Eurolega. Chiunque dia la colpa a Messina del fatto che nessuno degli italiani a parte Melli, Belinelli, Hackett, (Gallinari e Fontecchio non li conto) abbia potuto circolare in EL in questi ultimi anni mente sapendo di mentire. Quindi ok lapidare Messina ma se l’obbiettivo è avere una squadra italiana che arrivi comodamente ai playoff ogni anno per più anni invito tutti a studiare meglio la pallacanestro odierna, a partire dalle regole Eurolega sui bilanci, alla fiscalità, alle regole federali e poi a indicarmi quale allenatore potrebbe da solo o insieme a un GM bypassare queste criticità. Se non sbaglio Bologna per fare una bella stagione lo scorso anno ha dovuto poi abbassare il monte ingaggi di 6 milioni e ora è ultima.
Io credo che gli anni di Chacho, Hines, Delaney e co. abbiamo illuso troppa gente sulla reale dimensione di Milano in Eurolega, unitamente alla narrazione che Armani sia l’uomo più facoltoso dell’universo e la mancanza di un roster paragonabile a quelli greci, spagnoli e turchi dipenda solo dalle scelte sbagliate di Messina.
Spero assolutamente di sbagliarmi ma tendo a pensare che il post Messina, per quanto miglioramento ‘nel gioco’ si potrà registrare, mi darà ragione, con la variabile del dominio costante in Italia che sarà tutto da confermare (e che prima di Messina era semplicemente una chimera indipendentemente da budget e avversari, fra cui mancava una contender come Bologna).
dai magari quest’anno riusciamo ad essere matematicamente fuori dai giochi prima di capodanno, ce la possiamo fare, Messina crediamo in te. Ridicoli e non inganni il terzo quarto, questa squadra non ha e non potrà mai avere un’identità perché è limitata, prevedibile e confusa offensivamente e inguardabile difensivamente, oltre ai problemi di continuità e personalità/leadership
Per inciso anche quest’anno il presunto play titolare (mediocre come si era sempre dimostrato ad alto livello, visto che ha 26 anni) è bruciato e fuori dai giochi dopo un mese. Era chiaramente una scommessa, chiaramente persa e giocatore già bruciato. Evitarlo era semplice, bastava affiancarlo con un giocatore di livello e personalità che gli togliesse pressione e responsabilità e lo guidasse
Ma evidentemente questo era troppo difficile da intuire, maglio bruciare il terzo play in tre anni, tutti e tra dopo circa un mese da inizio stagione, altro record Messiniano
Complimenti ed avanti così fino a fine 2026 quando forse ma forse si toglierà dai cabassisi, Armani e Dell’Orco permettendo.
Al al tuo “bastava” devi aggiungere “come ad esempio” esibendo nomi di livello e personalità con costo ingaggio e cartellino che secondo te Milano avrebbe realisticamente potuto prendere.
Secondo me sotto Sloukas, Larkin, TJ Shorts, Lorenzo Brown, Lloyd, Carlik Jones e Campazzo ci sono scommesse tanto quanto lo sono quelle di Dimitrjevic/Bolmaro oppure dei medi profili, ma probabilmente sbaglio.
Cortesemente non Napier altrimenti ti giro i commenti sulle sue partite dello scorso anno, anche in LBA.
Pur senza il centro titolare ed il terzo, bisogna ammettere che non siamo attrezzati per i playoff, non lo siamo per i play in e, probabilmente, nemmeno per questo torneo. E questo, indipendentemente da Messina (che comunque ha costruito la squadra) Sarà un’altra stagione lunga, logorante, densa di schiaffi e schiaffoni. Si salvi chi può, gente.
Trattengo ancora commenti piu’ drastici come ripromessomi di fare, almeno fino a fine Novembre e dopo aver visto la squadra al rientro di Nebo, che penso ne migliorerà’ parzialmente gli aspetti offensivi.
Ma continuo a vedere tendenze ormai storiche, lo stesso approccio al gioco che abbiamo visto fallire in EL per 3 anni ormai, lacune individuali e di gruppo sia in difesa che in attacco.
Queste sono le cose che continuo a osservare prima di trarre conclusioni:
1) staticita’ dell’attacco, che si riduce a uno statico screen and roll (alternato al pick and roll alto) per letture che di fatto sono 2. Perche’ continuo a sottolinearlo? Perche’ il basket moderno vincente si basa su sistemi di motion offense, molteplicità’ di blocchi in movimento, circolazione ossessiva di uomini e palla per creare 4-5 opzioni per ogni attacco. Per noi, anche sapendo che il playbook di Messina e’ teoricamente piu’ ampio, vedo le solite letture ripetute ad nauseam.
2) continuo ricorso all'”hero play”, stasera Mirotic da 3. E’ costante nel nostro approccio di gioco, figlio della staticita di gruppo e di carenza di spazi che portano a ricorrere a un numero limitato di opzioni, spesso allo scadere del clock. Lo abbiamo visto costantemente nel corso degli ultimi due anni, nulla e’ cambiato.
3) difesa burrosa, sopratutto sul palleggiatore. Bolmaro e Dimi sono ormai un causa persa in difesa sulla”1″ e sui pick and roll duro. Messina sta optando per una soluzione “Tonut (o Leday) sulla ;’1”. Leggermente piu’ efficace ma apre tutta un’altra serie di mismatch che rendono complicate rotazioni e liberano l’attacco per facili 1v1. Onestamente non so come questo problema verra’ risolto nel corso della stagione, di fatto sta dando piu’ minuti a Tonut in campo, poi pero’ pagati in attacco dove virtualmente e’ fuori dal gioco.
4) Energia. Questo secondo me e’ il dato piu’ preoccupante. Lo noto avendo visto il cambio di facciata dei lakers di quest’anno dopo essere passati dall’orrore di Darvin Ham, coach di Los Angeles della passata stagione, in cui notavo somiglianze all’approccio statico Olimpia. Il nuovo coaching qui a LA sta implementando un sistema motion offense, radicalmente opposto al passato, e basato su costante movimento (simile in Europa a Bartzokas in Grecia). Cambio di sistema, cambio di faccia. Notte e giorno. Se osservate l’Olimpia come si muove in gruppo notate una lentezza preoccupante nei movimenti di tutti, da chi porta il blocco, a chi rolla, a chi copre gli spazi e chi taglia. Tutto al momento funziona al rallentatore se comparato con sistemi piu’ aperti. Non so come mai, ma e’ un problema che noto da anni ormai.
5) Shields. Sembra dimesso, depresso e fuori ritmo. Scherzavamo qualche partita fa con qualcuno di voi (mi sembra Fab) al mio commento che Brooks a volte diventa lo “Shields che dovremmo vedere costantemente”. E’ una provocazione chiaramente, ma sottolinea forse il mio commento di fondo (blasfemino per molti) della mancanza del salto di qualita’ di Shavon, ottimo giocatore ma non al livello di “superstar”. E costruire intorno a un giocatore buono ma non trascinante, nel basket moderno e’ pericoloso e non ti fa andare molto lontano.
Detto cio’…aspettiamo qualche settimana per vedere le cose si sbloccano. Inizio a avere forti dubbi sulla base dei dati disponibili, ma diamo a questo gruppo il tempo di svilupparsi un filo oltre…sempre che trovino le energie, motivazione e convinzione per farlo
Mauro non sono assolutamente d’accordo con Bolmaro, difensivamente è l’unico che si sbatte e prende un sacco di botte, ma non viene mai e dico mai aiutato dai suoi compagni, e tenere da solo il palleggio di tutti gli handler dell’efes alla lunga ti crea problemi di falli, fiato corto e perdita di lucidità offensiva. Credo sia un problema di difesa collettiva più che sul portatore o “1” che dir si voglia.
Su Dimitrievic invece al momento nulla da dire, non solo non tiene l’1vs1, ma sistematicamente sbaglia anche il lato da lasciare e sugli aiuti (comunque deficitari) si aprono sempre autostrade kilometriche per i tiratori dall’arco che sentitamente ringraziano (vero Baoubois?)
Bolmaro per altro gli ultimi 3 minuti li ha fatti seduto in panchina parlando col fisioterapista, spero sia solo una botta o comunque un riposo precauzionale a partita ormai persa
sembriamo il paese Italia.
Sempre in emergenza mai una programmazione seria. Non siamo seri da un po troppo tempo
L unica cosa che mi rincuora e’ che la morissima
In casa e’ contro la Virtus e quindi ci trasformeremo nei Lia Angelis Lakers. La nostra stagione è riassumibile in un torneo al meglio delle 5 che si gioca a giugno. Il resto un contorno tutto sommato umile. E se vinceremo (e lo vinceremo) lo scudetto tutto a gioire per il grande successo ed il quarto in fila dimenticando che il campionato italiano. In esiste. Esistiamo noi e Bologna con budget 4 volte la terza
Non tiriamo fuori le regole e i principi fiscali per giustificare un roster scarso. Anche la regola dei panda cosa c’entra. In Eurolega non esiste.
Armani, se vuole, ha tutte le possibilità economiche per allestire un top team. Il punto è che non vuole. Quindi con il budget che c’è ci si deve arrangiare. Ma il budget è sufficiente per fare un roster da Playoff off Eurolega tutti gli anni. E’ chiaro che se competi e vai ai playoff tutti gli anni poi ti può girare bene ed arrivare ad un tiro dalla finale. Il punto è che sono 3 anni che non riusciamo più a competere. Con i soldi dati a Mirotic si potevano prendere due ottimi giocatori, forse il play che ci serve. Quindi in primis il problema è la scelta dei giocatori e come viene utilizzato il budget dal pobo. Molto male! Questo è il nocciolo del problema. Poi c’è il resto.