Olimpia Milano post Monaco | Se una nuova filosofia esiste, è stata disattesa

Olimpia Milano post Monaco, un impatto brutale. Per questo nuovo ciclo biancorosso, il battesimo di EuroLeague è stato a dir poco traumatico

Olimpia Milano post Monaco

Olimpia Milano post Monaco, un impatto brutale. Per questo nuovo ciclo biancorosso, il battesimo di EuroLeague è stato a dir poco traumatico. Sorprendentemente traumatico, come peraltro ammesso dallo stesso Ettore Messina all’intervallo.

Sia chiaro, il Monaco è una grande squadra. A differenza dell’Olimpia, ai vertici da due anni. C’è un’ossatura importante, dove in tanti sanno dare il loro apporto quando conta: Okobo, Blossomgame, Diallo, Strazel, James. Per parlare solo degli esterni. E il grande ex, va detto, non era neanche al 50% della condizione. Ah, e mancava Calathes.

Non si contesta la sconfitta in sé, si contesta il modo. Come nel primo tempo con la Virtus, come nel primo tempo (e non solo) con Trieste, anche nel primo tempo con il Monaco abbiamo visto una squadra incapace di organizzarsi, di attaccare con costrutto, di segnare canestri facili, di reggere un uno contro uno.

Perché la sofferenza a rimbalzo nasce da questo. Da una difesa mai a posto, sempre battuta, sempre costretta ad inseguire. 26-13 il dato di fine primo tempo, 12-8 a favore dei monegaschi sotto il canestro milanese. E oggi non si può dire che manchino muscoli o centimetri. Josh Nebo? 2 rimbalzi. Zach LeDay? un rimbalzo. David McCormack? 0 rimbalzi in più di 12’ di gioco.

La colpa, come detto, non è solo loro. Significa non saper sfruttare il potenziale a disposizione in quel fondamentale. A fine partita un altro dato è molto indicativo. Il Monaco è andato a prendersi 22 tiri nel pitturato, segnandone peraltro 16, l’Olimpia 7 in tutto. 

La difesa è stata un colabrodo, l’attacco precipitoso e arruffone. Rispetto alle indicazioni di Messina, si è andati in tutt’altra direzione. Palla a Shields di nuovo nei primi minuti, transizioni bloccate da chi doveva spingerle (Bolmaro), ed ecco servito il -19 in 14’ di gioco.

Non sta a me parlare di voglia, coesione o altro. Siamo ad inizio stagione, il match di ieri va vissuto come un impatto traumatico, per quanto risulta difficile comprendere come al 3 ottobre si possa avere già un record 0-2 tra LBA ed EuroLeague. Se si è data una nuova filosofia, a Salle Gaston Medecin è stata totalmente disattesa.

PS. Grande articolo quello di Giulia Arturi sulla Gazzetta dello Sport. Finalmente un talent, che fa il talent, anche nel basket.

14 thoughts on “Olimpia Milano post Monaco | Se una nuova filosofia esiste, è stata disattesa

    1. Con lo stipendio che ha è tutto fuorché povero. Parla per te Peppino e soprattutto conserva le forze per la battaglia sul salario minimo, non fare il parassita come sempre che per esonerare te basterebbe riservare i commenti solo agli abbonati.

    1. Il problema è che siete quattro gatti e non funziona 💔, alla prima bella vittoria rivedrai i titoli mi-la-no-ce-ntri-ci e 31 volte campioni d’Italia. Esattamente come stai vedendo quelli sulla Juve del nuovo Guardiola, che però era già stata bocciata e retrocessa dopo tre 0-0. Ormai da tempo immemore i social sono una fogna e gli admin degli spazzin…operatori ecologici. Cmque un bene che dei derelitti si sfoghino qui contro un allenatore che non nella vita di tutti i giorni su (improbabili) mogli, figlie, fidanzate. Anche se fra voi incels le cose non sempre si escludono.

      1. quello che non funziona e’ la tua squadra branca branca branca leon leon leon.

  1. Perdere di 13 tirando con il 55%(!!!) da tre penso sia un record, che sta a dimostrare quando la differenza tra le due squadre fosse ben più ampia rispetto a quello che ha detto il risultato finale.
    Per il resto, tutto già visto nella scorsa stagione: attacco lento a entrare nei giochi, lunghi mai serviti, fatica estrema a creare vantaggi nel pick and roll, linguaggio del corpo pessimo da parte dei leader. Se questo è l’inizio sarà una lunga stagione…

  2. Sono anni che leggiamo queste cose. In Italia poi vinciamo perché bene o male i giocatori sono professionisti e la quadra tra loro la trovano a fronte – sino allo scirsk anno – di avvrsari molto meno strutturati, ma in una qualsiasi altra società questa sequenza di prestazioni indecenti a livello europeo con giocatori scelti ogni anno dal coach, con gli stessi che performano molto meglio appena andati via da Milano, avrebbe comportato l’allontanamento del coach. È uno sperpero di denaro per prestazioni indecenti. Se entrano in campo come ieri da cosa dipenderà mai?

  3. Non credo abbia senso analizzare la partita di ieri, troppo brutta, troppi errori, troppo molli, squadra (mi auguro solo ieri sera) semplicemente inadeguata! Poi si può discutere dei singoli, degli accoppiamenti, delle scarse percentuali, dei rimbalzi concessi, delle palle perse ecc., ma quando segni 24 (dicasi 24!) punti contro una squadra non certo nota per essere arcigna difensivamente, significa essere entrati in campo con atteggiamento sbagliato! E sia chiaro, non mi riferisco solo ai giocatori…

    Prendiamo i rimbalzi concessi, sarebbe sbagliato farne un problema di stazza, semplicemente non si faceva taglio/fuori oppure si perdeva sistematicamente l’uomo sul primo passo con conseguenti aiuti dei lunghi che perdevano la posizione. Certo che se il tuo miglior rimbalzista è Neno (6), mentre Nebo ne prende 2, Mitotic 1, Ricci 0, il problema è serio.

    Io sono d’accordo che la squadra a differenza delle stagioni passate sia più atletica e più “da corsa”, però le transizioni cominciano dalla difesa, se tu prendi canestro ad ogni azione è dura ripartire con velocità!

    Quanto a Brooks, come dice Tranquillo tende a metterla, per ora però a parte le qualità balistiche, per altro già note agli addetti, non ha mostrato altro da poterlo definire la guardia titolare, spero non si riveli un nuovo Troy Daniels ma mostri qualcosa di diverso del classico catch and shoot

    1. Ci hai preso fratello, essendo nato a fine giugno sono proprio un Cancro!

    2. Ieri il problema è stato l’atteggiamento, e chiaramente la colpa di Messina (che ti ripeto non è il mio adorato, ma vabbè…) è stata non preparare adeguatamente la partita, ma non tanto il piano tattico, quanto piuttosto nel motivare i giocatori e caricarli emotivamente, perché puoi anche essere il migliore stratega del Mondo ed avere un quintetto NBA, ma se entri in campo molle e svogliato a questi livelli la partita la perdi comunque! Io non punto il dito sui singoli, ho riportato solo alcune statistiche per enfatizzare un problema di squadra

      Speriamo sia un episodio, e magari che la scoppola serva a svegliare squadra e coach

  4. Quali sarebbe le indicazioni di Messina ?
    Qual’era il piano partita di ieri ?
    Perchè la sensazione, da troppo tempo, è che non sbagliamo i giochi, è che proprio non sappiamo cosa fare in campo.
    Abbiamo iniziato a sparacchiare da 3 (shields e mirotic su tutti) dopo pochi minuti, appena andati sotto.
    E la rimonta del quarto quarto è figlia di + attenzione in difesa e … delle bombe di Brooks.
    Gioco zero. Idee zero.
    Governace della partita, zero.

  5. Quando Napier e Voigtmann (campione del mondo e piazzato alle Olimpiadi) fanno tali partite contro il Real Madrid vuol dire che non hai saputo farli giocare. Loro come gli altri e come questi di ora. Sembra un male oscuro che attanaglia l’Olimpia da due anni, ma invece è un male chiarissimo: #messinavàttene prima che sia troppo tardi anche quest’anno.

  6. Difficile avanzare giudizi a questo punto, e penso inoltre che andare sotto di 15-18pt nei primi 10-12 min di fatto invalida una valutazione bilanciata….ma avanzo un paio di osservazioni da sottoporre a test nei prossimi mesi:

    1) Problema rimbalzo. E’ un tema che ci vede in difficoltà’ da un po’…e una debolezza che ricordo veniva fuori anche nelle stagioni passate. Mi domando se esiste un problema difensivo di fondo che parte dalla difficolta’ contenitiva delle guards avversarie, unita a una lentezza di rotazione che destabilizza l’assetto. Un problema che ricordo fece arrabbiare Melli in passato, e forse ancora presente. Non ne sono certoal 100% ma potrebbe essere una spiegazione

    2) Stallo in attacco. Altro problema delle passate stagioni, ripresentatosi ieri in cui per lunghi frangenti facevamo fatica a creare spazi. Penso qui che la nostra capacita’ offensiva dipenda molto dai primi due blocchi e come vengono giocati. Anche qui: questione di dettagli…partiamo molto in alto e per qualche motivo che non so spiegarmi abbiamo lunghi che sembra rinuncino a priori alla rollata aggressiva, che genera l’aggiustamento difensivo.

    Sul 2) e mi fermo qui per non diventare noioso, avanzo una domanda provocatoria, cui non so la risposta. Andrebbe osservata direttamente e comparata in numeri. Abbiamo forse un problema di come Shields gestisce la lettura con il lungo, in termini di timing e angoli di passaggio in screen and roll (angoli di passaggio non sempre ricercati da parte di Shavon)?

    Perche’ se cosi fosse, difensivamente io ordino al mio lungo in rotazione (difesa) di andare in tag sul bloccante Olimpia, forzando l’hedge su Shields che esce dal blocco e virtualmente obliterando qualsiasi opportunità di flusso. E’ un po’ quello che ho visto succedere nei primi 20 minuti ieri sera.

    E siccome l’impostazione nostra non e’ basata su una “motion offense” (piu’ variabile e di movimento), e’ teoricamente piu’ facile per la difesa predisporsi e “attaccare” l’attacco muovendoci dove vogliono. E se applico full court press a un reparto “handlers” che e’ corto in partenza, e riesco a rubare quei 10 secondi iniziali, sono certo di mettere l’impostazione Olimpia in difficoltà per carenza di: 1. spazi, 2. tempo sul clock e 3. angoli.

    E se genero stallo, creo forzature di tiro in un assetto sbilanciato, e ho la quasi totale garanzia di catturare il rimbalzo difensivo…

    Non penso funzioni sempre, sopratutto quando Shavon e’ in serata (e/o Mirotic entra in soccorso), ma mi domando quanto questa sia una debolezza strutturale che rende la vita dei nostri lunghi difficile, proprio per il modo in cui la palla e’ gestita nel cuore del nostro gioco, che nasce (a fatica) in funzione di un efficiente sistema di screen and rolls (in larga parte)

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