
Nikola Mirotic, nella lunga intervista concessa a ROM nella giornata del 10 settembre, ha parlato della necessità di essere leader.
Ed è qui che torniamo, evidenziando bene le sue parole: «Devo farlo, credo in me stesso, so cosa posso fare. Come posso farlo? So che posso essere migliore dell’anno scorso e questa è senza dubbio una mia responsabilità. Questo è il motivo per cui mi hanno ingaggiato, per la leadership, e lo farò».
Ovviamente, contrerà anche la condizione fisica: «Spero solo di essere in salute come il resto della squadra. E alla fine, sapete che tutti i ragazzi faranno il loro lavoro perché alla fine questo è uno sport di squadra. Tutti dobbiamo fare, tutti dobbiamo sapere qual è il nostro ruolo nella squadra. Io so qual è il mio ruolo. Quindi farò del mio meglio per aiutare la squadra a vincere altri trofei, perché questa società se lo merita».
E’ una presa di responsabilità forte che passa anche per la parola continuità: «Devo essere molto più incisivo. Devo parlare di più con i ragazzi. Non solo, devo essere un esempio con il mio lavoro in campo, ma anche fuori dal campo. Con la maglia so quale squadra rappresento. So quali sono le aspettative nei miei confronti. Come ho detto, non sono contento. Non sono contento del lavoro che ho fatto l’anno scorso».
Lo ribadisce Mirotic, quella che è stata la sua prima stagione a Milano non lo soddisfa: «Quindi cercherò di fare molto meglio, da leader, e di aiutare questa squadra a raggiungere quegli obiettivi che tutti crediamo di poter raggiungere. Questo è il mio approccio di quest’anno e lavorerò duramente con la mia squadra per riuscirci».

Parole sante e una buona autocritica, uno del suo stampo se fosse anche un leader….ma può diventarlo?
Il vero leader in campo per me è Shields.
Silenzioso, efficace, risolutore quando le cose si mettono male, oppure hanno bisogno di una mano per pendere da un lato invece che l’altro nei finali infuocati.
Avrebbe potuto avere una carriera strepitosa, ma è finito in mano a Messina in una squadra che anno dopo anno ha finito per perdere le palle – e questo dispiace più dei risultati disastrosi.
Mirotic dipende dalla squadra, e la squadra non è che faccia troppo per metterlo in ritmo.
Leader non lo è mai stato, Mirotic è più attento al suo che alla squadra, e si vede dai risultati che ha ottenuto. Certo in Italia non ha rivali, in Europa conta molto meno.