
Josh Nebo, protagonista sul sito di Olimpia Milano, ha raccontato il suo arrivo in Europa, partendo dallo stop per Covid.
«Il Covid mi ha negato la possibilità di fare i workout per le squadre NBA. Le summer leagues sono state cancellate e non ho potuto partecipare, vedere a che punto ero dal loro punto di vista, ricevere dei feedback. Sono rimasto al buio, non sapevo come mi consideravano. Sapevo che non sarei stato scelto e che avevo davvero bisogno di fare dei provini, farmi conoscere di più. Ma non potevo».
Il centro biancorosso quindi arriva in Israele: «L’Hapeol Eilat mi ha offerto un contratto garantito. Ho pensato che, se avessi giocato bene, avrei potuto tornare più avanti. Ma il mio primo anno in Europa è andato bene. Venire in Europa credo sia stata la migliore decisione che abbia mai preso nella mia carriera. Molto meglio che girare attorno alla NBA senza meta».
L’ambientamento non è stato semplice, ma in squadra c’era un ex biancorosso, Joe Ragland: «Joe Ragland è stato la cosa migliore che mi potesse capitare. In campo naturalmente mi ha reso tutto più facile, ma anche fuori del campo mi ha insegnato tanto, mi ha fatto capire su cosa concentrarmi. Credo sia stato decisivo anche nella mia crescita successiva: è stato il mio mentore e una specie di allenatore. Abbiamo guardato i video insieme, ho ascoltato le sue critiche, mi ha guidato nei progressi. L’ho apprezzato tantissimo».

Hai capito? Anche quel pasticcione di Ragland è stato, a modo suo, utile (non da noi)
Se nell’intervista ha parlato in italiano, per uno straniero va bene. Ma se il contenuto è stato tradotto, allora quell’ “AVREI potuto tornare” è un calcio nelle palle.
Tu lo vedi Nebo che parla già in italiano quando ci sono stranieri che non lo parlano dopo anni ?