Danilo Gallinari: Ormai la mia vita è negli Stati Uniti, resterò là

Danilo Gallinari, pronto al rientro negli USA dopo gli allenamenti a Treviglio, si racconta su l’Eco di Bergamo

Danilo Gallinari, pronto al rientro negli USA dopo gli allenamenti a Treviglio, si racconta su l’Eco di Bergamo.

SUL FUTURO

«Sto bene, mi sento pronto a dire ancora la mia: voglio giocare ancora nella Nba, è il mio unico obiettivo per adesso, e non guardo troppo in là».

SUL MERCATO NBA

«Il mercato Nba è ancora lungo e c’è tempo: bisogna capire quali sono le opzioni che si presentano, tutto può succedere».

SULLA SUA VITA

«Ormai la mia vita è negli Stati Uniti, resterò là, anche se non so ancora in quale città: ripeto, ormai le ho timbrate quasi tutte…».

20 thoughts on “Danilo Gallinari: Ormai la mia vita è negli Stati Uniti, resterò là”

  1. C’è anche l’opzione di ritirarsi caro Gallo, se no potrebbe diventare accanimento terapeutico, anche se la terapia a suon di dollaroni capisco che faccia bene al suo spirito ……

      1. Bhe’, dai: giudicare l’etica di un atleta non credo sia nostro compito. In fondo, se lo pagano bene non è colpa sua e, soprattutto, non mi sembra l’ unico essere ben pagato.
        L’ etica lasciamola ad altri ambiti, dai.

  2. L’unica cosa che gli si può appuntare e’ una certa tendenza a non chiarire completamente e una volta per tutta una posizione che sembra sempre più simile a quella di un gruppo di professionisti sportivi che decidono di lasciare il loro paese per abbracciare il “diventare americani”.

    E’ un punto questo più sfumato di quanto possa apparire a prima lettura, capita spesso quando smetti di vedere il tuo paese di origine come la tua “casa”, cessa un po’ di essere veramente “tuo” e ti prepari a diventare qualcosa d’altro senza guardare più indietro al passato.

    Il che vuol dire decidere di mettere le fondamenta per costruirsi una vita di lungo termine in America, famiglia inclusa anche nel “post carriera”, senza guardare all’Italia come un porto verso cui inevitabilmente rientrare, accettando di diventare culturalmente assimilato (anche quello comporta un duro lavoro che con il tempo pesa).

    Avviene spesso lentamente quasi senza accorgetene finché le cose diventano chiare, e forse per Danilo la chiarezza e’ arrivata proprio ora. Nell’incertezza i tira e molla sono sempre dannosi ma fanno parte della maturazione di una decisione che ha i suoi tempi di sviluppo e coscienza. Si può perdonare.

    Auguri Danilo e vedrai che un giorno (forse ancora lontano) l’Italia tornerà nel tuo cuore. Gli USA sono tante cose ma si stanno avviando verso una preoccupante implosione socio-culturale e ci saranno anni difficili in questo paese nell’immediato futuro.

    1. Mah, diciamo la verità, e diciamocela!! Tu parli al Gallo e del Gallo come se fosse una persona normale…….non lo è! È uno che, grazie ad una lunga carriera pro ha guadagnato tanti di quei soldi da potersi dire: cittadino del mondo, perché col denaro ha il potere di fare “quel cazzo che vuole”……ovunque, altro che implosione socio-culturale negli USA; dal grattacielo dove abita, certamente più vicino al cielo che alla terra, neanche se ne accorge…..

      E poi, detto tra noi, non mi è mai sembrato uno vicino a particolari tematiche socio-culturali, non mi sembra averne le sensibilità, mai sentito dire da lui qualcosa di interessante…….dopodiché buonissimo giocatore, per carità…..

    2. Qui debordo fuori da temi interessanti per i più qui su ROM, ma aggiungo velocemente (pur non essendo in disaccordo con te, avere capacità finanziaria in America consente di vivere meglio un’esistenza che senza soldi sarebbe virtualmente insopportabile), il problema degli USA e le difficoltà di lungo termine per un europeo sono L’ottusità’ e superficialità americana, la mancanza di “bellezza” e creatività, e un sistema per lo più vuoto di valori e basato sul Dio dellla transazione veloce e di breve. Il tutto in un quadro di un impero economico che ha cominciato il suo declino.

      Certo con disponibilità finanziarie puoi fare una vita agiata e senza grandi problemi logistici, ma alla lunga la vuotezza dentro e la conformazione robotica richiesta dal sistema pesa e ti pone a dura prova.

      La “libertà” americana e’ un valore di facciata e esaltato dalla propaganda di sistema, non e’ reale e quotidiano. Ci sono paletti molto forti e binari in qui l’individuo deve restare pena conseguenze che paghi, a ogni livello (ricco o povero che tu sia in misura e modi diversi, ma non per questo meno reali)

  3. Nel mio piccolissimo ambito di precoce tifoso Olimpia fin dai tempi del fumoso Palalido mi auguro che ora cessino definitivamente qualsiasi agghiaccianti ipotesi sul ritorno del 36enne Gallinari, nulla ovviamente da eccepire su persona e professionalità ma lo ritengo fin da quando giocava qui il giocatore più sopravvalutato del XXI secolo in relazione all’incapacità di prendersi caratterialmente e tecnicamente in carico la leadership di una squadra, è un buon, forse anche ottimo, specialista da utilizzare puntualmente nelle rotazioni come è richiesto alle seconde schiere della NBA, è quello il suo mondo.
    Tra l’altro da tifoso anche milanista mi sono fatto l’idea che questi “ritorni nostalgia” tipo Kaká alla fine deludono sempre e servano più che altro a dissimulare incapacità progettuali…

  4. Credo che l’Armani Milano non abbia spinto più di tanto per prenderlo. In questa situazione le possibilità c’erano se lo avessero voluto. Credo che il POBO non lo volesse di fondo.

    1. Infatti pochi ricordano che tra Messina e Gallinari non corre buon sangue (eufemismo) fin dai tempi della nazionale quando Messina era il coach.

  5. Non mi permetto di insegnare cosa significhi vivere in USA al signor Mauro,la mia esperienza di vita da quelle parti si riduce sempre ad un paio di settimane all’anno in moto perciò ne ho una visione ovviamente parziale ma nello stesso tempo pure profonda perché ogni km di asfalto nella zona south west- south central ti racconta veramente cosa sono gli USA,ovvero un qualcosa di incredibilmente lontano da Miami Vice,Dallas o Baywatch e da tutto quello di illusorio che ci propinano in tv.

    Premesso questo,la mia piccola esperienza personale mi convince a dire che un cittadino medio viva di gran lunga meglio in Italia,come pure generalmente in Europa,rispetto a qualsiasi stato statunitense e proprio per questo motivo io mai e poi mai mi tratterrei da quelle parti più del necessario, pur portando ovviamente il massimo rispetto per chi ha fatto una scelta del genere.

    Cittadino medio che ovviamente non e’ chi ha guadagnato di soli ingaggi più di 200 milioni di $ e che ,come ha giustamente segnalato il signor Fab,può normalmente fare dappertutto quello che noi poveracci manco ci possiamo sognare,e certamente può farlo anche meglio in un contesto civile dove il top che può proporre la politica non e’ niente di più che un eventuale secondo mandato presidenziale per un pazzo scatenato come Trump.

    1. … un pazzo scatenato come Trump che già vinse e temo possa rivincere ottenendo meno voti del suo avversario, vai a capire come ragionano, eppure vivono basandosi su numeri e statistiche…
      Naturalmente viceversa potrei tranquillamente capire il loro stupore quando vengono a conoscenza che per un reato fiscale che là ti conduce senza discussioni dentro una cella ben sorvegliata invece qui da noi ti conduce a dover andare a raccontare barzellette agli ospiti di una casa di riposo di Cesano Boscone…

  6. Gallinari non mi risulta si sia mai pronunciato sull’argomento ma, così a pelle, secondo me a lui un nuovo mandato a Trump va pure bene.

    1. Su tematiche quali “Trump” non pronunciarsi contro equivale a pronunciarsi a favore, oppure può ” non fregargliene un cazzo” (cosa probabile), che altrettanto significa pronunciarsi a favore…..insomma, sul “pensiero” politico del Gallo mi pare che siamo tutti d’accordo …..non esiste; d’altronde, è cresciuto da privilegiato in una famiglia di privilegiati…..mi sembra che il padre ne tantomeno lui un lavoro vero l’abbiano mai subito, che è una fortuna, ma ti limita nell’esplorare altri orizzonti

  7. Probabilmente Gallinari si sarà trombato tutte le fidanzate degli utenti di ROM, posso effettivamente capire tutto quest’astio nei suoi confronti

    1. Marco, come molto spesso succede, sono ancora una volta d’accordo con lei!!! Qui addirittura si disquisisce sulla rilevanza morale o meno delle idee politiche del Gallo (che oltre ad essere assolutamente ininfluenti in questo contesto, probabilmente nessuno conosce). Il tutto semplicemente perché una persona libera decide che trascorrerà il prosieguo della sua esistenza (dorata, visto che se lo può permettere) negli USA. Fino a quando? Ma fino a quando ne avrà voglia, ovviamente (come è suo sacrosantissimo diritto). Cordialità e sempre forza Olimpia!!!

    2. Concordo.
      Gli avran posto penso 1000 volte, nell’arco della carriera, la medesima domanda “torni a Milano?” a cui lui ha risposto 1000 volte alla stessa maniera ossia “mi piacerebbe a fine carriera, se ci fossero le condizioni”, ossia una classica risposta di circostanza, d’altronde la grandissima fantasia dei giornalisti nostrani nel porgere domande…
      In realtà, finchè ha avuto, ha ed avrà offerte dalla NBA il Gallo ha giocato, gioca e giocherà negli USA, avendone pienamente diritto e non si capisce perchè dovrebbe rinunciarvi avendo fatto anche una scelta di vita generale indirizzata verso gli Usa.
      Ma si sa che il trastullo quotidiano su ROM consiste nell’ergersi a critici distruttivi di tutto ciò che ruoti intorno all’Olimpia Milano, che sia il proprietario, il coach o giocatori vari, che sia una sconfitta sportiva, un post di complimenti per un oro olimpico, un’intervista rilasciata da qualche addetto ai lavori, un nuovo arrivo di mercato, una scelta sportiva di qualsiasi giocatore. L’importante è criticare in maniera astiosa, sempre e comunque.

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