Nasce l’Olimpia Milano di Nikola Mirotic. Nessun alibi, dovrà essere la SUA squadra

Alessandro Maggi 9

La stagione di Nikola Mirotic. O meglio, la stagione dell’Olimpia Milano di Nikola Mirotic. Questa è l’unica realtà

Nikola Mirotic

La stagione di Nikola Mirotic. O meglio, la stagione dell’Olimpia Milano di Nikola Mirotic. Non ci sono mezzi termini, mezze parole, giri di dialettica: il prossimo deve essere l’anno del principe di Titograd.

La condanna ad essere il più grande

Classe 1991, un bronzo olimpico e un oro europeo, tre titoli spagnoli e uno italiano. In bacheca, anche un titolo di mvp di EuroLeague, due EuroLeague First Team, tre Second Team e due Rising Star in fila. 

Questo solo per l’Europa, visto che parliamo di un due volte mvp di ACB, due volte MVP delle finali di ACB, un NBA All-Rookie First Team e, tanto per non farsi mancare nulla, anche un MVP delle LBA Finals 2024. 

Tuttavia, non basta. Europeo che ha lasciato l’Europa per essere protagonista in NBA, riuscendovi, Mirotic manca dell’alloro più importante: l’EuroLeague. L’ultima istantanea è la catastrofica semifinale con il Barcellona del 2023. 

Si parla tanto, e giustamente, del ritorno di Sasha Vezenkov in Europa, ma nel ruolo il talento più grande e pesante resta il suo. E allora, per Mirotic, la sconfitta non ha mai alibi. Non può essere accettata. Una dolce condanna. Alla seconda stagione a Milano, dopo il flop europeo della stagione passata, non c’è altro cui pensare se non, quanto meno, i playoff.

La prima stagione a Milano

E’ arrivato all’ultimo, ma è stato desiderato e inseguito. Ettore Messina cercava un altro fuoriclasse, non poteva che essere lui.

L’impatto c’è stato, importante. 15.4 punti di media in LBA, 16.9 in EuroLeague. La dannazione è stato lo stop di fine novembre, che lo ha tenuto fuori dai giochi sino a fine gennaio.

Al 16 di novembre, in Europa, valeva 19.1 di media nella massima competizione continentale. Il punto più complesso forse durante i playoff di LBA. Sull’1-1 delle Finals con la Virtus ha risposto con 21 punti in gara-3 e 30 nella decisiva gara-4.

E’ successo di tutto, si è parlato tanto, ma quando è contato Mirotic ha preso l’Olimpia Milano per mano, e l’ha portata alla terra promessa dello Scudetto. Obiettivo minimo, ma obiettivo centrato.

La prima Milano di Nikola Mirotic

Come detto, nella passata stagione si è parlato tanto. Mirotic è arrivato nella Milano di Nicolò Melli. Il tandem poteva essere vincente, un’ala/centro di grande impatto difensivo con l’ala dal massimo talento offensivo di EuroLeague.

Non ha funzionato, se non alla fine. Evidentemente, per un atto II, troppo tardi. In principio, Ettore Messina ha percorso una strada diversa. “Quintettone” con Shields da “2”, Mirotic da “3”, e Melli con Poythress, o soprattutto Voigtmann, sotto canestro.

La cosa non ha funzionato, perchè in regia mancava il cambio di passo, perchè l’equilibrio difensivo non c’era, perchè il sistema era troppo prevedibile. Si è percorso quella strada per troppo tempo, perseverando nell’errore.

Nella sconfitta, come sempre, le insoddisfazioni si sono acuite. Tra Melli e l’Olimpia è stato subito gelo, Shields ha lasciato l’agenzia di Mirotic (e di Messina) per passare a quella del capitano biancorosso, al rientro dall’infortunio il montenegrino si è ritrovato spesso ad attendere palla solo a fine possesso.

Scelte legittime, responsabilità comuni, nelle sconfitte tutto è diventato sospetto. Probabilmente, anche silenzi. Il club, però, sin da fine inverno, aveva le idee chiare per il futuro. La stagione sarà quello che sarà, ma la prossima sarà la squadra di Nikola Mirotic.

E Mirotic, nel momento culminante, ha fatto quello che doveva fare. Ha reagito, ha stravinto il confronto in cui stava soccombendo senza attenuanti, quello con Toko Shengelia. A dir poco brutalizzato nelle ultime due gare (il georgiano, va detto, tirava la carretta in Virtus da mesi). 

Nikola ha risposto presente. Forse ha avuto momenti di incertezza, da qui le voci poi rivelatesi antiquate su un accordo con il Monaco, ma alla fine ha prevalso la scelta di mesi prima. Milano. Messina.

Però, ora, è arrivato il momento della verità. L’Italia conta, l’Europa molto di più. Nikola Mirotic può essere il leader di una squadra che vuole arrivare sino in fondo? Il potenziale c’è. Il suo. Intorno due centri di grande impatto fisico, e un’ala molto dinamica come LeDay. Di certo, profili che per personalità accettano il nuovo re.

La sfida sarà esserci, dall’inizio, reggere i guai fisici, e legare con Shavon Shields per un obiettivo comune. Nella sfida, la sfida forse più grande e affascinante. Sta nascendo una nuova Olimpia, senza un capitano designato. Chiunque sia, per la prima volta in carriera Nikola Mirotic dovrà essere leader. Davvero. E’ quello che il mondo Olimpia chiede.

9 thoughts on “Nasce l’Olimpia Milano di Nikola Mirotic. Nessun alibi, dovrà essere la SUA squadra

  1. Mirotic desiderato e inseguito?
    Ma ce la ricordiamo la scorsa estate con Mirotic che alla fine è arrivato da noi per esclusione, dopo aver trattato (e in alcuni casi praticamente chiuso, vedi Partizan) con mezza Europa?
    Ce le ricordiamo le dichiarazioni di Messina che parlava di Mirotic come un gentile omaggio (non si capiva nemmeno se richiesto) di Armani a fine mercato?
    Mah.

    1. Non potevi essere più preciso. Sei stato talmente dettagliato che non devo aggiungere altro ma solo che ormai ROM pur di non scagliarsi contro il vero artefice delle ultime due disastrose europee si attacca a tutto.

  2. Sui suoi guai fisici non si può certo recriminare, dato che si sapeva benissimo che non avrebbe (e sarà così anche quest’anno) retto una stagione intera. Quando non ci sarà, vedremo Ricci da quattro anche in EL, come cambio di Leday?
    O ci sarà un quintettone, con i due pivot?
    Vedremo. Io resto dell’ idea che Mirotic sia un gran giocatore ma non gli affiderei mai una squadra, in qualità di leader.
    Ma il mio è il pensiero di un tifoso, certamente non di un tecnico.
    Speriamo che questo “dono inaspettato” ma “seguito, cercato e voluto” (??) ci riporti ai playoff di EL.

  3. Ricisyruzione fantasiosa di cosa è avvenuto lo scorso anno.
    Il flop europeo non può essere certo imputato al montenegrino.
    Niente alibi dovrebbe essere un invito rivolto a chi spesso gli alibi gli ha ampiamente usati spesso fuori luogo.

    1. Condivido: il “niente alibi” deve essere rivolto a chi sceglie e allena i giocatori visto che negli ultimi due anni lo stesso si è inventato mille alibi e molti senza alcun senso logico ma unicamente per discolparsi davanti alla stampa succube del personaggio.
      E ROM non fa eccezione perché in questi due anni ha messo la testa sotto la sabbia pur di non attaccare il pastore.

  4. Un post talmente messiniano nella forma e nel contenuto – gonfiare le mezze verità, sgonfiare le altre mezze: clamoroso per esempio affermare che Mirotic sia stato cercato e desiderato, non certo da Messina; come del resto l’elegia di quello che fondamentalmente è il passato del giocatore, come dell’elegia del proprio passato vive ormai Messina – un post talmente messiniano che purtroppo è impossibile commentarlo, ma anche considerarlo sensato 😔.

    La squadra se vivrà un anno diverso dagli ultimi, lo farà per le scommesse sugli esterni, sia in attacco che soprattutto in difesa dove abbiamo perso parecchia qualità, secondo me, quindi la prima linea difensiva sarà fondamentale e risolutiva.

    Mirotic ha già dato e avrà un anno di più, potrà giocare sempre di meno, i suoi (tanti) punti contano sempre (molto) poco, la sua (scarsa) qualità difensiva peserà di più, eccetera.
    Però magari l’anno prossimo farà una coppia super super glamour col Gallo!

  5. Non so, mi sembra difficile costruire una squadra intorno s Mirotic ( designed around him), del quale conosciamo i pregi, ma, I cui difetti ne hanno sempre impedito di esserne un leader; forse la squadra di quest’anno troverà una sua forma e, speriamo, sostanza……con il suo contributo certo forse…….grazie a lui non so

    Euroleague non mente, nel caso è lì che dovrà far vedere di esser decisivo, di fare la differenza…ecco, “brutalizzi”, come pomposamente dice Maggi, la concorrenza in Euroleague e verrò dalla vostra parte

  6. Il solito post aziendalista di ROM (di Maggi, sarebbe meglio dire). Al di la di questo, questa non puó e non deve essere la squadra di Mirotic, come non puó e non deve essere quella di Shields. Se questa versione dell’Olimpia vuole avere successo dovrá essere la squadra di Messina, al 100% con lui e per lui e lui dovrá tornare a fare l’allenatore. Dimi e Bolmaro vanno costruiti, sono buoni giocatori , ma hanno bisogno di un allenatore che li faccia crescere, che li educhi a giocare al massimo livello. Shields e Mirotic faranno i punti, ma non sono leader emotivi e non possono diventarlo, sono i fari tecnici della squadra e devono esserlo del sistema che Messina costruirá.
    E qui siamo al punto: Messina sará in grado di tornare a fare l’allenatore? Di far crescere i giovani invece di panchinarli sistematicamente per punizione? Sará capace di costruire un sistema di gioco che prescinda dai singoli e elevi la qualitá complessiva della squadra oltre la mera somma delle individualitá? Sará capace di accettare gli errori difensivi di una squadra che perde in un sol colpo tre grandi difensori (Hall, Melli, Hines)?
    Se Messina ci proverá e riuscirá, beh allora potremmo avere una squadra per cui tifare. Magari non si vince lo stesso l’eurolega, ma almeno si costruisce qualcosa. Se Messina sará quello delle ultime stagioni potrebbe finire tutto in un disastro, perché, appunto, quest’anno mancano anche i leader emotivi dello spogliatoio, quelli che tengono in piedi la baracca a prescindere, perché sono lottatori (Melli su tutti, ma pure Hines).
    Mirotic con le sorti dell’Olimpia ha poco a che fare. Quest’anno piú che mai deve essere Messina a creare la squadra e a farla girare. Speriamo bene….

  7. E’ sempre stato riconosciuto come un leader tecnico e mai come il capobanda che suona la carica quando si finisce sotto.

Comments are closed.

Next Post

Danilo Gallinari: Tornare in Italia? No, ora c'è l'NBA

Danilo Gallinari, su Repubblica, parla anche di futuro in attesa di una nuova chance in NBA. Ecco le sue parole
Lituania Italia

Iscriviti