Neven Spahija: LBA molto competitiva. Il livello elevato anche da Trapani

Neven Spahija, coach della Reyer Venezia, ha parlato così del prossimo campionato nell’intervista concessa durante il raduno della squadra orogranata

Neven Spahija, coach della Reyer Venezia, ha parlato così del prossimo campionato nell’intervista concessa durante il raduno della squadra orogranata.

«Mi aspetto un torneo molto competitivo, il livello è cresciuto osservando i roster delle altre squadre. Il livello della Serie A era elevato anche quando sono arrivato, nella prossima stagione ancora di più, basta vedere il roster che ha allestito una neopromossa come Trapani».

13 thoughts on “Neven Spahija: LBA molto competitiva. Il livello elevato anche da Trapani

  1. Ma come, qui in questo blog per molti utenti il campionato LBA che vinciamo da tre anni di seguito, è un campionato di poco conto.

    1. Ma cosa altro può dichiarare??? Infatti chissà come mai la finale degli ultimi 4 anni è sempre la stessa.

  2. Ma il buon Neven allena Venezia, che partecipa (seppur con 0 ambizioni) ad LBA……come si fa dire: avete visto che c’è chi dice che “il livello è alto”……ma daiiiiii

    Certo non potrebbe dire: “il livello è infimo” (che poi è la realtà delle cose)

    …….Ah, ma, quest’anno con gli Sharks Trapani cambierà tutto…..

  3. Il livello del nostro campionato,per chi ha vissuto personalmente ( ahimè)l’epopea Ignis,Forst e Simmenthal,e’ decisamente incommentabile.

    Visto però che la maggior parte di coloro che intervengono su ROM con fare sapiente manco sa di cosa sto parlando qui mi fermo.

    Mi limito unicamente a scrivere che accolgo con grande simpatia la squadra di Trapani ,città conosciuta fino ad oggi unicamente per i traghetti ( sempre in tremendo ritardo)per le isole Egadi.

    Se poi il signor Spahija afferma,con grande sicumera ,che la Lba è molto competitiva ( ma dove?)e che l’arrivo di questa nuova compagine ne ha pure innalzato il livello,non posso fare altro che segnalarlo al sindaco della sua città perché si attivi immediatamente per un Tso alla sua persona.

  4. Quello degli anni 70/80 era un altro basket che poco o punto aveva a che fare con quello che si gioca oggi in Europa. Era più lento , più tecnico forse ma molto meno atletico e meno logorante, si gicavano trenta partite in una stagione e l’Italia era ancora in grado di attirare i big dell’epoca.
    Sono convinto che una ipotetica squadra di campioni di allora oggi avrebbe problemi a superare una attuale squadra di media/ bassa classifica.
    Il gioco non può essere paragonato. A tal proposito vorrei conoscere l’opinione di Dino Meneghin o Roberto Premier o Arthur Kenney

    1. Sicuramente batterebbero le ultime due di Messina che ha giocato senza centro!!

  5. Signor Orlando lei parla di cose viste con i propri occhi oppure si e’ dilettato unicamente a vedere qualche vecchio filmato oppure a spulciare qualche articoletto su internet?

    Leggere che a suo avviso oggi le formidabili squadre di Varese,Cantù e Milano degli anni d’oro farebbero fatica contro una Tortona qualsiasi mi fa supporre che lei non sia ben al corrente di cosa abbiano realmente fatto queste formidabili squadre.

    Ma vado oltre: lei e’ veramente convinto che mitici giocatori come Marzorati,Ossola,Morse,Brumatti farebbero tutta questa fatica in un basket come quello di oggi?

    Per quanto mi riguarda posso solo dirle che se oggi mi riportassero al Milan gente come Rivera,Lodetti,Sormani e Prati vedremmo cose ben diverse.

    Cordialità

    D.L.B.

  6. Ora , per motivi anagrafici, frequento meno, ma dall’inizio degli anni 70 ero un assiduo frequentatore del palalido e dell’annessa secondaria dove forse ho visto giocare anche lei che mi sembra fosse in squadra nelle giovanili .

  7. Preciso:non sono la persona a cui si riferisce il signor Orlando ma ho un passato come play nelle giovanili ( non Olimpia) di discreto livello.

    Niente più di tutto questo.

  8. Nessun problema Squalo,ci mancherebbe.

    A cavallo tra gli anni 70 ed 80 vivevo a Viareggio ed ho fatto tutta la trafila nelle giovanili della Jolly basket assieme a quelli che sono poi diventati atleti di buon livello in serie B (con la Sporting club Primomercato,ex Betti basket ) come Bina,Covelli,Bemi e Vannucchi.

    Per tutta una serie di motivi,che viene lunga spiegare,gli eventi della vita mi hanno poi allontanato dal basket agonistico ma non credo sia stata una gran perdita per questo sport.

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