Danilo Gallinari: Chiudere la carriera in Olimpia Milano? Molto difficile

Danilo Gallinari, su La Gazzetta dello Sport, allontana le chance di chiudere la carriera in Olimpia Milano: «Molto difficile»

Danilo Gallinari

Danilo Gallinari, su La Gazzetta dello Sport, allontana le chances di chiudere la carriera in Olimpia Milano: «Molto difficile».

SULLE FINALI SCUDETTO

«La finale è stata bella, tra le squadre più forti che da anni ormai si sfidano. Da tifoso di Milano, sono contento di come sia finita».

SUL FUTURO

«La priorità è la Nba, l’anno prossimo sarò lì»

SUI TEMPI DEL MERCATO NBA

«Nella mia situazione di solito verso fine luglio».

30 thoughts on “Danilo Gallinari: Chiudere la carriera in Olimpia Milano? Molto difficile

    1. Ma come? Per anni non hai fatto altro che raccontarci la filastrocca che avresti terminato la carriera all’Olimpia? Comico.

  1. Un conto sono le chiacchiere dei giornalisti e i desiderata dei tifosi, un’altro è la voglia di esserci e il potere della pecunia.

    1. Fino a ieri ci sbavavi ahahahaha
      Ipocrita come sempre. In fondo alla tua età non si può più cambiare

  2. Finchè riesce a mungere la vacca grassa NBA Gallo non si schioda dagli States. In campo ormai non si muove, può andare bene giusto in NBA, non in Eurolega.

    Meglio se resta oltre oceano, così non viene ad alimentare l’injury list dell’Olimpia per mesi da figurina strapagata.

  3. Non ci posso credere,sarebbe troppo bello per essere vero.

    Per il momento le cose andranno come scrive giustamente il signor Lupo e questo furbettino fino a che l’NBA lo riempira’ di quattrini di là non si schioda di sicuro ,nel frattempo però tiene socchiuso l’uscio per un eventuale arrivo a Milano quando di là dall’oceano il bengodi gli finirà.

    Spero che pure in società qualcuno si rompa definitivamente i cog…di quest’altro personaggetto che ama Milano a parole ma nei fatti la cosa a cui tiene di più e’ unicamente il suo conto in banca.

  4. Personalmente credevo fosse la volta buona ma semplicemente perché non credevo che, dopo gli ultimi 2 anni, avesse ancora reali prospettive NBA.
    Evidentemente mi sbagliavo.
    Del resto è ovvio che preferisca rimanere là, se ne ha ancora la possibilità.
    In un anno guadagna quanto ricaverebbe in 3 anni in Europa, vive in USA dalla notte dei tempi, chi glielo fa fare di tornare, se c’è ancora qualche franchigia disposta a contrattualizzarlo?

    1. I real contenders” in NBA sulla East rimangono Boston (ma non credo nel repeat), Pacers (con molti “se”), Bucks (assumendo in “come back”), Miami e NY. Non credo la East fare’ un repeat l’anno prossimo. Nel West avrai sempre Minnie, Denver, Lakers, Phx, OKC e Dallas (non credo nei Clippers per gaps manageriali).

      In sostanza, a Boston, NYC, Denver e Bucks ci e’ gia’ stato, quindi le opzioni per lui sarebbero Miami, Lakers, Phx, nessuna delle quali secondo me e’ un fit per un giocatore anziano con gravi issues fisici, e rimasto solamente come veteran presence e (da provare) shooting. Ma il Gallo non lo vedo come shooter puro, c’e’ di meglio da prendere per un real contender.

      Minnie non ha bisogno e OKC e’ coperta (oltre che mi sembra ci sia gia stato li). Forse una remota opportunità’ con Sacramento, da vedere sugli sviluppi di mercato 9anche se Scramento a mio avviso non e’ un contender).

      NBA e’ very very hard per Gallo a quest punto, fatto salvo un team di mercato B senza aspirazioni. Mi domando pero’ perche’ portare la famiglia in zone disastrate (eg. Detroit, Ohio, Tennesse etc). Washington l’ha gia’ waived una volta. Non so…tutto può’ essere..non lo vedo pero’.

      Carriera manageriale, non ci sono grandi esempi di internazionali che entrano da Manager x squadre NBA salvo in base posizioni di scout, o per player franchigia (e.g. Divac per Sacramento) che lui non e’.

      Gli auguro il meglio, ma vedo la finestra USA di alto livello chiudersi.

  5. L’unico motivo per venire a Milano sarebbe quello di mettere sulla sua bacheca un trofeo, il primo di una ricchissima ma mai vincente carriera.
    Ho il timore che Armani, anche fra 1 anno, possa offrigli un contratto.

  6. Gallinari junior ha fatto una scelta professionale ben precisa e rispettabile.

    Le sue priorità sono ben chiare da tempo e molti di noi avrebbero probabilmente fatto lo stesso,sicuramente quelli che non sono mai stati in USA,uno dei peggiori posti al mondo dove vivere ( non si offenda il signor Mauro),pure con i milioni in banca.

    Se veramente gli fosse interessato vincere qualcosa sarebbe tornato già da tempo in Europa dove avrebbe comunque continuato a rimpolpare un conto già sufficiente a mantenere 5 generazioni.

    Premesso questo la cosa che trovo insopportabile e’ questo suo modo ambiguo di farsi desiderare da una piazza che,salvo casi patologici,non ha più voglia di farsi prendere per il culo da questo signorino.

    Io resto sempre dell’idea che questo signorino ce lo ritroveremo purtroppo tra le scatole,spero proprio di sbagliarmi perché sarebbe veramente troppo.

    1. Carissimo DBL – un commento rapidissimo per dire che hai al 100% ragione sugli States, almeno vista la mia esperienza trentennale qui. Nessuna offesa: gli USA sono di fatto uno dei peggiori paesi in cui vivere.

      Non ho rimpianti per il mio iniziale periodo a NYC, ma all’epoca avevo 23 anni….lol…e bastano un paio di anni li’ prima di essere cotto. Se a qualcuno venisse la balzana idea di trasferirsi: pensateci due volte!!!! Può’ essere divertente pe run paio di settimane visitare (se scegli i posti giusti). Ho conosciuto pochissimi europei che si sono fermati qui a lungo (piu’ di 10 anni): e’ raro (a meno che non ti sposi con un locale).

      Sul Gallo, l’ho scritto in passato. Sarei stupito se gli venisse dato un contratto biennale qui in NBA, e anche un annuale alla luce dell’anno scorso la vedo dura. Ma non mi fido nemmeno di quello che sta gente dice alla stampa…”difficile” non vuol mai dire “impossibile”. Cestisticamente al momento lo vedo come totalmente “washed out”

      Salutoni

      1. Caro Mauro, sono d’accordo con te. Non volevo rovinare la festa, agli amici del blog ma, prima di stappare una bottiglia, in relazione alle dichiarazioni ( di circostanza ) del Gallo, aspetterei, ( come ha detto, lo stesso Danilo ) fine luglio/ agosto.

      2. Caro Dario c’è chi quella bottiglia l’ha già stappata da molti mesi dando per certo l’arrivo del Gallo. Un nome a caso il pallone gonfiato di ROM ossia Fra Deve ahahahahahaha

  7. Che pagliaccio !!!
    Ogni 2×3 diceva che avrebbe chiuso la carriera a Milano
    Meglio così, ex giocatore,sempre rotto. Se trova i fessi Yankees che lo pagano,stia pure là

    GALLINARI SOLO VITTORIO

    1. Probabile che abbia detto all’agente di continuare a sondare seguendo un piano “strutturato”.

      In NBA il mercato accelera dopo il draft che e’ questa settimana…Speculazioni a totale scopo di entertainment qui le mie e senza alcuna pretesa di verità’, ma potrebbe essere un piano di questo tipo: \

      1. Provarle tutte x vedere se riesce a aggregarsi per un minimum (che può’ arrivare a 2.5-4M, quindi quasi oltre il top EU) a un “contender” – anche se dovesse scaldare la panchina per tutti i playoffs (alcuni scelgono questa strada pur di avere l’anello),

      2. Se 1 va male, sondare le top 6 Europee (per $$$, e per chances di titolo),

      3. Ultima opzione, Milano

      Interpreto cosi’ il “sarebbe difficile” che avrebbe dichiarato, proprio perche’ e’ l’ultima opzione dovesse tutto il resto andare male. E ho la vaga sensazione che….e’ possibile che tutto il resto non gli vada in porto.

      Ma vuole la finestra Olimpica per darsi una chance espositiva, se c’e’ qualcosa da esporre.

      Forse si sente “meglio” dell’anno scorso e pensa di avere ancora qualcosa da dire, cosa a cui certamente ha diritto.

      Chiaro non ne so nulla…puramente una possibile lettura la mia.

      1. Penso che se venisse in Europa sarebbe solo a Milano.
        Leggevo che avrebbe intenzione di intraprendere una carriera manageriale in NBA, considerato che il fratello vive negli USA e lui ormai si è stabilito da anni negli USA, presumo che il ritorno a Milano “difficile” sia più che altro legato appunto al fatto che ormai il centro della propria vita presente e futura siano gli USA.
        Una franchigia che gli proponga un contratto di un anno come specialista penso possa ancora trovarlo.

  8. Dopo che per anni ha parlato del sogno di tornare a Milano per chiudere la carriera ora parla così…tra l’atro ad agosto saranno 36 quindi o quest’anno oppure, spero, ci siamo definitivamente tolti questa telenovela dai piedi. Poi curioso di vedere che se lo accolla in NBA e a che cifre….

  9. Forse il grande Bob Mc Adoo, a 72 anni., …..fisicamente sta meglio di lui …… per favore. Se Armani lo vuole come uomo immagine gli facesse fare le sfilate di moda …e basta. Nonostante abbia investito tanto e in tanti anni, il buon Giorgio e il basket sono 2 rrette parallele………non si incontreranno mai.

    1. Caro M.T. mi e’ piaciuta la tua ultima “battuta”…e penso tu abbia ragione.

      Alta Moda (benché’ ormai il termine ha ormai perso di significato nel mondo moderno, retaggio storico degli anni 80 e 90 e ormai parte dei nostri album dei ricordi) e Sport competitivo sono sempre stati due mondi a parte. A parte il connubio negli ambiti “talent”, tra giocatori e modelle (veline e presentatrici da voi in Italia), ma quello e’ un altro discorso….Come mi fece ridere Spalletti quando in conferenza stampa un paio di settimane fa citava l’essere “vestiti bene” (da Armani) come un punto di orgoglio per l’Italia verso Euro 24. A pochi importa, pochi lo notano.

      In realtà’ non ho mai capito cosa ci azzecchi EA7 in ambito abbigliamento tecnico (“forzato” su Olimpia sul lato “on court performance” ma non con le nazionali, dove ha preso solo l’ “off court” leisure appeal). Rimasto a mezzo del guado tra sponsor tecnico e sponsor “off court”, andando diretti ad attaccare Lululemon, Gymshark, Alo e simili…che ho sempre visto come trend metrosexual e effeminato (non proprio “performance” come tradizionalmente gli sponsor tecnici x pro sports).

      Di fatto ha “funzionato” (e non so con quale successo) solo in Italia, e limitatamente al deal con Federazioni e con l’Olimpia. Forse (ma dubito) sufficiente per break even ma mi sono sempre domandato il perche’ di fondo (e il “per chi”).

      L’ho sempre giudicata un’iniziativa e un extension destinata ad avere lo stesso destino di Armani Jeans, prodotti di bassa qualità’ e non distintivi venduti a prezzi esagerati, e AX Armani Exchange, che ancora resiste mai e’ realmente decollato finanziariamente per mancanza di ragion d’essere. EA7 a mio avviso ha lo stesso destino, e nemmeno compare nel revenue breakdown di azienda (probabilmente meno del 1% di revenues totali).

      Un marketing non propriamente “organico” e “naturale” a mio umile avviso. E mi trovi d’accordo: due mondi paralleli e non comunicanti.

      1. A tuo umile avviso……hai detto bene, MT ha fatto una battuta, tu hai ribattuto (umilmente) con una lectio magistralis di business marketing……e che cazz!!🤣🤣

      2. Non puoi capire perché usi una griglia interpretativa che non ti aiuta. Il Marketing, il break-even, non c’entrano con la scelta di entrare in questo mondo. Eppure Armani l’ha spiegata molte volte la scelta di rilevare l’Olimpia.

        Non sono questioni economiche, ma di cuore. Armani, come altri milanesi benefattori (non ti faccio i nomi) ad un certo punto della loro vita decidono di restituire alla città qualcosa. È una usanza direi storica della borghesia del nord, in particolare quella meneghina. Quindi per capire i motivi non aiutano conoscenze manageriali, ma storiche di come Milano si sia sviluppata e consolidata anche con questa tradizione borghese di solidarietà (Per inciso Armani ha fatto anche altro).

        Capisco che è difficile da comprendere e nel cinismo che contraddistingue la nostra società questo approccio non venga riconosciuto. Ma questo spiega anche l’approccio rispetto ai risultati. Si comprendono meglio le ultime interviste di valutazione dell’anno.
        Armani si accontenta dello scudetto, del forum pieno, delle vittorie delle giovanili e rispetta il lavoro svolto nonostante la delusione europea.
        Può non piacere, si può non essere d’accordo, ma almeno si capisce usando questi parametri il perché Armani resiste ed investe (meno male).

      3. Ma dov’eri durante la stagione europea che si è rivelata un completo fallimento? Troppo facile uscire dalle fogne in cui versavi per la vittoria dello scudetto di cartone.
        Coglione ritorna a vedere i cantieri che quello è il posto per le merde come te.

      4. Caro Mauro C Ti leggo sempre con piacere, da quello che scrivi si vede che hai una grande esperienza (vissuta) sia di basket giocato,, che di questioni economico/societarie. Io a differenza di qualcuno, che esalta la proprietà a prescindere, continuo a pensare che Armani sia grandissimo come sponsor, pessimo come proprietà. Un caro saluto.

    2. Quando si parla di Armani c’è solo una domanda da farsi: se Armani esce che si prende l’Olimpia con hli investimenti attuali?
      Forse rimane solo Palmasco con la sua di fare una colletta fra i tifosi per avere voce in capitolo.

      1. Invece la vera domanda è un altra: sei più merda o più coglione?
        Secondo me entrambi ahahahaha

      2. @Iellini: anche secondo me il rischio di un pesante ridimensionamento, il giorno che Armani deciderà di farsi da parte, è presente. E’ un rischio, non una certezza (magari si troverà qualche altro imprenditore che deciderà di spendere nel basket ad alto livello), ma è un rischio non trascurabile.

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