Andrea Trinchieri: Non è il momento per parlare del mio futuro

Alessandro Maggi 2

Andrea Trinchieri, dopo il ko con il Rytas nelle finali scudetto in Lituania, si è presentato in sala stampa per una conferenza colma di amarezza

Andrea Trinchieri

Andrea Trinchieri, dopo il ko con il Rytas nelle finali scudetto in Lituania, si è presentato in sala stampa per una conferenza colma di amarezza.

Dopo un’analisi del match si arriva alla considerazione sulla stagione: «Lo Zalgiris ha vissuto una stagione molto difficile, ricca di alti e bassi. A metà stagione abbiamo giocato bene, abbiamo ottenuto un risultato positivo in Eurolega, abbiamo vinto la coppa. È stato molto difficile tenere insieme tutti i pezzi. Siamo arrivati alla finale dopo una stagione difficile pensando che tutto quello che avevamo fatto prima avrebbe funzionato. Ma nella terza partita della semifinale abbiamo perso il nostro leader offensivo ed è stato un duro colpo».

Constatazione, non alibi: «Ma penso che avremmo potuto e dovuto fare molto di più. La lezione è molto semplice: accetterò tutte le critiche perché ho abbastanza esperienza. L’organizzazione deve imparare da questo per migliorare. Ho commesso molti errori durante la stagione, ma se non migliorassi sarebbe molto difficile. Creare una situazione stabile e buona è molto difficile. Dobbiamo capire cosa non ha funzionato per poter mostrare uno Žalgiris più forte».

SUL RISULTATO

«Non ho mai lasciato che il risultato definisse il mio lavoro. Sono venuto qui, ho fatto del mio meglio. Non esiste allenatore al mondo che possa garantire qualcosa. Solo impegno, professionalità e fare del proprio meglio ogni giorno. Abbiamo perso due tempi supplementari e un’altra partita per 1 punto. Non credo che sia stato dovuto alla motivazione, ma alla prestazione in campo. Se non sei motivato, perderai una partita per 10 o 15 punti: l’ho visto succedere un milione di volte».

SUL FATTO CHE LO ZALGIRIS NON PERDESSE UNA FINALE DAL 2010

«Penso al mio futuro ogni giorno. Nessuna partita o serie definirà chi sono».

SUL FUTURO

«Non sono importante in questo momento. Abbiamo appena perso una finale, “il corpo è ancora caldo”. Tengo molto allo Zalgiris. Sono venuto, ho cercato di dare una mano, ho fatto buone cose, ho commesso tanti errori, come ogni allenatore. Ma questo non è il momento adatto per parlare di me».

2 thoughts on “Andrea Trinchieri: Non è il momento per parlare del mio futuro

  1. Ambiente e vita difficile li’ in Lituania, nonostante la sua passione per il basket. Parlo da expat trentennale, non e’ banale stare fuori dal paese in cui sei nato per lungo tempo, soprattutto quando gli anni di gioventù sono alle spalle (ti inizia a colpire verso i 40, proprio intorno alla sua età).

    Potrebbe essere una figura importante per il futuro di Milano, magari fra qualche anno. L’Olimpia sarebbe l’unica piazza in Italia che gli consentirebbe di competere con un budget di livello in Europa.

    Vedremo, do certo penso che Andrea farà considerazioni di lifestyle e fit culturale che lo poteranno a pensare a valutare anche altre opzioni nel caso che si presentassero.

    Probabilmente non un facile “matrimonio” con Messina e non la figura portante (brand) che Armani vorrebbe vedere in cima all’organizzazione, ma…so vedrà.

    Personalmente mi piace molto la sua energia e carica umana, oltre che le doti di coaching, cresciute molto negli anni recenti.

  2. Premessa: ho una predilezione particolare per questo grande tecnico che si e’ costruito una carriera credibile a livello europeo con il sudore della fronte e senza scorciatoie.

    Detto questo passiamo al contenuto delle sue dichiarazioni:comprensibile l’amarezza ed apprezzabile la serena autocritica sul suo operato ed il riconoscere i propri errori (parola del tutto sconosciuta al signor Messina.

    Fuori discussione che la prematura uscita dai giochi di Evans sia stata una mazzata non facilmente rimediabile per una squadra non profonda come Pana o Real ma degna di stima la sua constatazione che avrebbero dovuto e potuto fare molto di piu’.

    Su una cosa mi trovo invece in totale disaccordo: un allenatore professionista del suo livello non può in alcun modo prescindere dai risultati del campo e questi definiscono senza alibi la qualità suo lavoro.

    Evidentemente il Trinka si e’ un po’ “messinizzato” ma fuori da Milano ,senza risultati ,vai a casina…

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