Così Ettore Messina ha commentato gara 2 di semifinale: “Una partita molto dura. Dopo un bellissimo inizio, ci siamo incartati, poi non abbiamo messo alcuni tiri aperti e ci siamo innervositi. I ragazzi sono stati bravi a ritrovare energia e lucidità nella ripresa, abbiamo continuato a difendere bene, soprattutto su Della Valle, limitando il numero dei suoi tiri. Un passo importante, ma a Brescia ora durissima”.
Una riflessione sugli arbitri: “La partita è stata di contatti molto forti da entrambi i lati, né noi né Brescia abbiamo avuto idea del metro, tutti eravamo scontenti. Forse bisognerebbe fare una riflessione, in base a quello che sta succedendo nei playoff. I giocatori non capivano il metro, la terna non è parsa nella migliore serata”.
La difesa su Bilan decisiva: “Sono d’accordo. Nicolò ha giocato una grandissima partita, è stato un punto di riferimento importante. Vorrei far notare la partita di Tonut, con un plus/minus di 25. Per questo l’ho tolto a 25 secondi dalla fine, perché volevo tutti gli facessero i complimenti”.
Il numero alto di palle perse: “Sono il frutto anche di un po’ di superficialità. In questi playoff, ci sono molti momenti a favore di una o dell’altra squadra. Non è facile mantenere l’attenzione costante per 40 minuti. Anche la finale di Eurolega, sono bastati 5 minuti per girare la partita. Sono sembrate due squadre diverse”.
Le prove di Voigtmann nei playoff: “Sta facendo molto bene. Speriamo continui così. Ha fiducia in se stesso e i compagni lo cercano. Ci aiuta molto anche nella circolazione”.
La prima grande prova nei playoff di Mirotic: “Oggi è stato trovato e cercato dai compagni. Ha avuto belle connessioni. Come sempre, se riusciamo ad avere circolazione di palla, alla fine ne beneficiano tutti. Molto più accorto anche in difesa, buon lavoro su Gabriel e Burnell”
Cosa può cambiare in Gara 3? “Dovremo avere la forza mentale e giocare come fossimo 0-0. Non puoi aspettare cosa fanno loro, dobbiamo concentrarci su di noi, mantenere alto il livello in difesa ed attacco, facendolo con grande umiltà. Siamo avanti, ma non c’è niente di deciso”.
I complimenti al Panathinaikos: “Vorrei fare i complimenti ad un mezzo italiano come Ataman ed a Grant, campione d’Italia con noi, che hanno vinto una meritatissima Eurolega”.

Mi piace parecchio lo “stile Armani”: vincere di 11 dominando tutta la partita perché nettamente più forti, ma lamentarsi lo stesso degli arbitri.
Che classe!
L’onestà intellettuale consiste invece proprio nel lamentarsi del metro arbitrale se non lo si condivide, a prescindere che si sia vinto o perso. Non si è lamentato per falli dati o non dati a Milano, ma per la condotta che ha lasciato entrambe le squadre scontente. Ha posto una questione, in maniera diretta.
Esatto
Proprio così
Inutile spiegarlo a chi tanto critica sempre e tutto a prescindere e che definisce mentecatti chi la pensa diversamente
Probabilmente, questa della tiritera sugli arbitri, è la prova provata che c’è un link che lega Maggi a Messina, quindi occhio ragazzi, il coach ci legge…..
😀
Secondo me non era una lamentela ma una semplice constatazione, dato che ha detto che pure Brescia non era contentissima.
Secondo me degli arbitri si parla il meno possibile, possibilmente mai, ma siamo umani e qualche volta ci scappa, ma quando non ci sono episodi decisivi o contestati, più si evita meglio è.
Soprattutto i protagonisti dovrebbero evitare, per un fatto di cultura sportiva.
Mi pare ne stiano parlando tutti e non capisco perché non debba essere fatto anche da noi, vedi la squalifica al mister di Venezia, il presidente del Brescia che vuole pareggiare con un tiro da tre anche se sotto di quattro in gara 1. Giustamente unico che non si lamenta al momento è Banchi o Bologna ma ricordiamoci le parole della società bolognese lo scorso anno fra sudditanza e arbitro Ucraino
Cerco abitualmente di capire senza preconcetti cosa vuole esprimere il signor Messina nelle sue dichiarazioni ma faccio sempre una enorme fatica,lo riconosco come un mio limite personale.
Credo con buona ragione che il peggio di se stesso questo individuo (più che in panchina) lo dia oramai dopo ogni partita,soprattutto se vinta,con un atteggiamento degno di un dittatorello di una qualsiasi repubblica delle banane.
Ma la cosa più indisponente e’ non vedere quasi mai un minimo di accenno di critica veramente severa nei suoi confronti da parte degli organi di stampa tutti proni ad ascoltare le banalità assortite che escono dalla sua bocca a fronte di risultati sul campo oggettivamente indifendibili.
Le poche volte che qualcuno ha osato ribellarsi e’ stato messo subito in riga
seguendo il metodo tanto caro in alcuni regimi “ punirne uno per educarne cento “.
Ma noi restiamo sempre fedeli alla nostra linea di coerente critica ad oltranza alla faccia di tutti quei mentecatti che a vario titolo sostengono questi signori palesemente incapaci di riportare l’Olimpia dove meriterebbe di stare.