
Trento alle spalle, Brescia all’orizzonte: l’Olimpia Milano, appreso il passaggio del turno in extremis dei rivali virtussini sull’altro lato del tabellone, si lancia sulla semifinale scudetto più insidiosa delle ultime tre stagioni.
Al culmine di una stagione tribolata, ma che ancora può concedere una parziale redenzione, sono due le sfide da affrontare, e possibilmente vincere, per Ettore Messina. Per la proprietà, per i tifosi, per sé stesso, per un lavoro di cinque anni cui una disfatta rischierebbe seriamente di apporre la parola fine.
La connessione Melli-Mirotic
Il tema più dibattuto della stagione. Tra concetti anacronistici, come la condivisione del ruolo, e necessità evidenti, l’equilibrio in campo. Melli e Mirotic possono giocare insieme? La risposta arriva dalle evidenti differenze di propensione cestistica.
Da una parte uno dei cinque più grandi talenti offensivi d’Europa. Dall’altra un giocatore completo che rappresenta uno dei cinque più grandi generali difensivi del continente.
Relegare cotante attitudini ad un’alternanza nel medesimo ruolo sarebbe riduttivo e superficiale. Nicolò Melli può giocare da 5? E’ quel che accade da anni, tra Nazionale e biancorosso. E’ quel che è accaduto solo un anno fa, nei vincenti playoff scudetto.
E’ quel che garantisce lo stesso capitano biancorosso, che a domanda precisa degli utenti di CFVB (“sei troppo basso per giocare da centro?”) risponde: «No, lo dice il campo. L’unico luogo in cui si possono dare risposte».
Il panorama europeo si evolve, il decennio racconta di quintetti con ali grandi ormai prettamente perimetrali, o certamente meno interne del passato. Basta guardare a chi aggredirà le prossime Final Four: Hayes-Davis, Peters, Papanikolaou, Hezonja, Musa, Deck…
La questione è l’equilibrio, la connessione degli “ego”, la volontà di essere parte di un medesimo progetto. Melli e Mirotic in campo lanciano un messaggio chiaro. Si cercano, dialogano, si incoraggiano.
Il futuro al momento è risposto, le discussioni contrattuali di rinnovo per il capitano, avviate da tempo, troveranno la loro conclusione più avanti. Conta oggi il presente competitivo. Se un equilibrio è stato trovato un anno fa con Voigtmann, perché oggi Melli non dovrebbe formare una coppia vincente con Mirotic?
La connessione Shields-Napier
L’Olimpia Milano è stata, in questi mesi, un manifesto programmatico, ed esecutivo, dell’incostanza. Di partita in partita, di minuto in minuto.
La continuità arriva dal cervello, nel basket odierno da chi tiene la palla in mano. Al suo ritorno da Belgrado, Shabazz Napier ha accumulato peccati, dalle scelte alla gestione dei palloni nei momenti chiave.
La convinzione è corale: il futuro scudettato dei biancorossi passa dalle prestazioni del prodotto di UConn. Che, a differenza ad esempio di Nikola Mirotic, dei segnali positivi li ha già mandati.
Più senza, che con, Shavon Shields, Napier ha dominato gara-3, e indirizzato dalla palla a due gara-4 con Trento. Trovare oggi una coabitazione tra i due diventa primario.
Shavon Shields è stato uno dei pochi giocatori positivi di questa stagione biancorossa. Risolti problemi fisici ha trovato continuità di campo e di prestazioni, caricandosi però eccessivamente di responsabilità.
Ala piccola numero uno in Europa, ha il talento da guardia più che il corpo. Shavon è necessità. Da inquadrare. Ettore Messina lo sa, e conseguentemente progetta per il futuro un’Olimpia Milano diversa, con due playmaker (uno è Dimitrijevic) oltre a Flaccadori e altri due esterni con proprietà da handler.
Uno, due portatori di palla in contemporanea in campo. Più Shavon Shields, con cui al massimo si parlerà di un ritocco d’ingaggio. Ma, giusto, stiamo parlando di presente. E un primo passo verso il futuro si potrebbe fare anche adesso.
Shields palla in mano è produttivo, a giochi offensivi già avviati può diventare letale (rilanciando anche la vocazione difensiva). Dunque, con palla in mano a Napier. Che, riportato al centro del villaggio, può confermare le ritrovate sicurezze di Trento.
Magari anche per giocarsi un posto per il futuro, al fianco di Nenad Dimitrijevic. L’Olimpia Milano resta vigile su Darius Thompson, ma la strada dalla Turchia resta complessa, e il cambio potrebbe anche non essere così vantaggioso.

Melli – Mirotic, tutto a posto
Napier da segnali positivi
Shields n1 in europa
Abbiamo l’imbarazzo per la scelta del/dei play x la prossima stagione.
Già definito l’assetto di squadra per il 24/25.
Ma chi ci ferma + ????
Sembra un articolo della Pravda, dei bei tempi che furono.
E non dimenticare il Forum pieno che applaude!
al Forum 10.000 diecimila che applaudono e sostengono la squadra nonostante un annata travagliata, qui 20 venti che se la raccontano fra di loro come vecchie comari un po’ invecchiate ………. capisco…rode parecchio, ma forse devi fartene una ragione …poverino
Caro Doc visto chi è resuscitato dalle fogne dove versava? Ovviamente è sempre stato presente con un altro nickname.
Shields palla in mano è produttivo? Beh porta palla per 10-15 secondi ad azione, e se non è in giornata la partita la perdi perché Messina non lo toglie. Non si può basare il gioco di squadra su un solo giocatore, ma non è colpa di Shields, che fa il suo. È Messina che dovrebbe fornire a lui e alla squadra le soluzioni di gioco alternative.
Ed è Giorgio Armani che dovrebbe dire: “l’Olimpia gioca per vincere, per cui tirate fuori gli attributi” e non “Messina sta lì a prescindere dai risultati sportivi, ma che bello lo show del Forum, in campo l’importante è lo stile”.
Beh. Lo dico da schifoso. Fanculo lo stile. Nello sport d’elite si gioca per vincere, non per ma kiss cam e il Forum pieno.
Con Brescia io non la vedo così rosea. In stagione regolare Brescia e Milano erano testa a testa, nei confronti diretti siamo pari. Brescia non è Trento, è più consistente.
L’articolo tratta vari argomenti da me già espressi recentemente in alcuni commenti, come ad esempio Mirotic che si mostra pienamente coinvolto ed è uno dei migliori talenti offensivi che attualmente giochino in Europa. O come ad esempio quando si dice che Shields, non fosse costretto a tenere tanto palla in mano ed a crearsi (e creare per gli altri) vantaggi, sarebbe ancor più letale davanti e un mastino dietro, e da qui la chiara esigenza di allestire finalmente un reparto play/guardie all’altezza.
Insomma, non posso che concordare con quanto scritto.
punto 1: Messina non si gioca nulla perché è già confermato fino al 2026 al di là dei risultati, fosse anche solo per ripicca e/o testardaggine.
punto 2: Melli da pivot in EL non può esistere se non in casi di emergenza. Fisicamente e atleticamente non è adatto al ruolo e perde la quasi totalità della sua pericolosità offensiva e dell’efficacia difensiva.
punto 3: Napier non è un play ma una guardia con attitudini offensive, ottimo ball handling e rapidità nelle mani.
Obbligato a costruire gioco, in una squadra con molti terminali offensivi che tendono a tenere palla e non a velocizzare, fa molta fatica. Farebbe fatica anche un playmaker vero.
punto 4: Shields è un ottimo giocatore ma, a mio parere, andrebbe meno responsabilizzato. Andrebbe inserito in un gioco corale offensivo e difensivo, gioco che non c’è poiché mancano i presupposti tecnici. Lo stesso discorso vale per Mirotic.
punto 5: per il futuro e per fare strada in EL, sarà indispensabile avere (oltre a due centri veri) due playmaker con personalità, leadership, capacità di costruire e gestire il gioco, struttura fisica e tecnica adeguata e buone doti difensive. Non so se Dimitrijevic sia questo tipo di giocatore o se verrà preso come guardia/come terzo play.
Se così non fosse, sarebbe il primo acquisto sbagliato per la prossima stagione.
Premesso che Mirotic vale dieci volte Voigtmann, il sillogismo “se l’anno scorso è funzionata la coppia Melli Voigtmann, perché non dovrebbe funzionare quella Melli Mirotic?” non sta in piedi e questo per il semplicissimo fatto che Voigtmann è enormemente più rimbalzista di Mirotic.
Per quanto riguarda Shields, noi già giochiamo normalmente con due handler più Shields ogni volta che sono contemporaneamente in campo Napier e Hall, cioè per lunghi tratti di partita. Quando è in campo Voigtmann, c’è addirittura un handler nel reparto lunghi, senza parlare del fatto che spesso la palla la porta Hines. Il problema è che che tu di handler ne puoi avere anche quattro in campo contemporaneamente ma se poi ogni azione si risolve in Shields per 15 secondi con palla in mano e poi uno contro tutti, non cambia niente.
Il tema di SS troppo accentratore nelle situazioni di attacco si pone nel momento in cui l’HEADCOACH35TITLES non lo panchina neppure dopo 3 attacchi forzati di seguito … che quando alterniamo isolamento e ricerca del lato debole … diventa difficile per tutti prenderci le misure … in tal caso in LBA giocare contro uno starting five tipo Napier Hall Shields Mirotic Melli è un problema per chiunque …
Scusate, leggendo quell’articolo sembra che stiamo parlando di una squadra in salute, dove non ci sono problemi di gioco perchè ormai gli assetti sono chiari e definiti. Tant’è che possiamo pensare al futuro con fiducia, dove oltre a Melli ci sarà un Shields + efficare perchè meno responsabilizzato
1 settimana fa qui si scriveva di provare a vincere lo scudetto “salvifico”, data la pessima stagione fin qui condotta.
Dovrei dire che almeno una delle due è sbagliata, però, senza ironia, si può legittimamente cambiare opinione.
Sono invece ironico quando dico, si può e si deve cambiare opinione dopo aver affondato la corazzata di Trento.
P.S.
Siamo una squadra senza certezze, questa è l’unica certezza.
Potremmo massacrare Brescia come perdere di 20.
Nell’articolo mi sembra si parla solo di certezze. Boh !!!
Il coach non si gioca proprio niente. Se dipendesse dai risultati, sarebbe già fuori da tempo.