
Kyle Hines ha scritto la storia del basket europeo ed è stato un giocatore chiave anche dell’Olimpia Milano, con cui ha giocato 4 stagioni, vincendo tre scudetti, due Coppe Italia, una Supercoppa, con la partecipazione alle Final Four di Eurolega 2021. Una leggenda celebrata ieri pomeriggio all’Unipol Forum, con l’introduzione nella Hall of Fame del club biancorosso. Rispolverando grandi emozioni nel giocatore americano ed in tutto il popolo milanese, parlando anche del suo futuro.
“Grazie all’Olimpia Milano per questa opportunità di questa notte celebrativa – le sue parole – Grazie al Sig. Dell’Orco, al sig. Armani ed al Gruppo Armani per il supporto che ci ha sempre dato, durante le stagioni in cui sono stato a Milano. Essere parte di questa storia è fantastico, al Forum c’erano 40 membri della mia famiglia solo per me, è una serata speciale”.
Il primo pensiero quando è arrivata la chiamata di Milano: “Nel 2020, la ragione principale è stato il Chacho. Mi ha mandato tanti messaggi, mi spiegava la visione ed il progetto dell’Olimpia Milano. Avevo giocato con lui, così come avevo giocato all’Oly quando c’era Christos. Li conoscevo bene. Poi io avevo giocato in Legadue in Italia e, all’epoca, giocare per l’Olimpia era un sogno. Decidere di aprire un nuovo capitolo della mia carriera a Milano è stata una decisione facile”.
Cosa ti manca del basket e dell’Olimpia Milano? “La preparazione alla partita, lo spogliatoio, fare stretching, soprattutto quando si avvicinano i playoff per vincere il titolo. Dell’Olimpia mi mancano le persone, i tifosi. Questi 5 giorni ho visto tanta gente, è stato come fare un tuffo nel passato. Un club, una città ed un posto sempre speciale per me“.
L’introduzione nella Hall of Fame dell’Olimpia Milano: “Essere parte di queste persone, di grandi giocatori e allenatori è speciale e non avrei mai immaginato. Ancora oggi faccio fatica a realizzare le dimensioni di quello che significa. È un onore”.
Il ricordo principale: “Ne ho davvero tanti. L’ultima partita qui, giocando le finali, quando ho alzato il trofeo. Poi c’è stata la serie di 7 gare con la Virtus o la corsa verso le F4, ma anche le sconfitte: lo 0-4 con la Virtus, che però ha poi reso quel gruppo migliore, la sconfitta nei playoff di Eurolega e alle Final Four”.
Cosa non ti aspettavi a Milano e ti ha sorpreso in positivo: “La cultura e la passione per lo sport. C’è stata una partita della serie a 7 gare con la Virtus, in cui ho davvero capito quanto contasse la squadra per la gente. Ha reso questa esperienza speciale, soprattutto vendendo da Mosca, in cui non c’era questa percezione, pur tenendoci. Ma qui era tutto diverso”.
Il ricordo di Giorgio Armani: “Come supportava sempre la squadra, ad ogni partita in casa, fosse contro la prima in Eurolega o una gara qualsiasi di campionato. Era importante per la squadra. Una delle persone più famose del mondo, con una compagnia internazionale, ma trovava sempre il tempo per seguire la squadra. Ti faceva aver ancora più voglia di spingere. Mia mamma era una sua grande fan ed ha avuto l’accortezza di volerla conoscere. Giocare per questa squadra e per lui è stato davvero speciale”.

Un futuro da coach?
Giocatori (e persone) come Kyle, e il Chacho da lui nominato, sono rari. Quando li creano buttano lo stampo. Vederli sul parquet coi nostri colori era sempre un’emozione.
Critico spesso Messina per la sua gestione e per il doppio ruolo, ma gli va attribuito il merito di aver portato a Milano Chacho e Hines, che senza EM difficilmente sarebbero venuti.