Olimpia Milano post Maccabi. Finisce tutto qui, nel silenzio di Belgrado, a latere di un match vissuto come uno scrimmage, con il popolo che aveva già da tempo (da Kaunas) abbandonato ogni velleità di calcolo.
La speranza è l’ultima a morire. Ma la speranza era morta. Ettore Messina, malinconico, non deve neanche rispondere alle domande dei giornalisti, anche perchè di giornalisti, in campo neutro, non ce ne sono.
«Stagione amara», con un filo di voce. Lo è stata. E poco altro c’è da dire. Oggi non esiste un giudizio definitivo. Quello lo si è costruito per settimane, mesi. Non trovando mai continuità, battendo le grandi e cedendo alle piccole. A volte.
Nell’insalata del fallimento, il secondo in due anni, vanno tanti ingredienti. Eterogenei, con diversi gradi di gerarchia e influenza. Si deve parlare di infortuni, ma non si può parlare solo di infortuni
Si può parlare di mancanza di playmaker, ma non si può parlare solo di mancanza di playmaker. Si può parlare di colpe di costruzione, di responsabilità dirette di Ettore Messina, ma l’accomodamento del capro espiatorio non ci appartiene.
Quel che è certo, è mancata l’amalgama. Che non si compra sul mercato, ma si costruisce con il lavoro. E con idee chiare. Quelle idee chiare che mancano da 24 mesi. L’Olimpia delle Final Four di Colonia giocava, a volte, con tre handler: Chacho, Delaney e Punter. Senza dimenticare Shields.
Era una squadra piccola e aggressiva. Quella forza è stata letta da Ettore Messina, probabilmente, come una colpa. E da lì è partito un lungo inseguimento. Da una squadra troppo piccola ad una troppo “grossa”, per quanto non certamente sotto il ferro.
Da una squadra magari con meno talento rispetto alla media, ad una con troppo talento. Da un muro difensivo ad un gigante dai piedi d’argilla.
Delle individualità avremo modo di parlare più avanti, restiamo per ora sul manico. Ettore Messina. Perché tra le cause del fallimento, vi è anche la mancanza fiducia. Quella mancanza di fiducia che ti fa consegnare le chiavi del pullman ad un’autista mortificante e mortificato, passando per l’avvicendarsi di protagonisti sui posti di fondo, come dimenticati.
L’Olimpia Milano di Ettore Messina pare oggi più una lotta per la sopravvivenza, ma esclusiva per i giocatori. Non sappiamo quello che deciderà il tecnico sul suo futuro da qui a fine stagione. Molto passerà per uno Scudetto che si fa fondamentale. Per l’albo d’oro, per il prestigio, soprattutto per salutarsi con un sorriso dopo tanti bronci.
Ma se sarà continuità, opportunità che chi scrive personalmente auspica, bisognerà cambiare i tempi di azione. Nell’ultimo mercato l’Olimpia ha inseguito, non agito. Non trovando la chiave dell’equilibrio.
Per rilanciarsi in Europa, per ritrovare quella credibilità tanto sbandierata, ma oggi miseramente perduta, bisognerà partire subito. Oggi. Non domani. Iniziando dai rinnovi di Nicolò Melli e Stefano Tonut, chiarendosi se un accordo sia possibile.
Passando quindi per chi dovrà prendere in mano il volante in campo di questa squadra. Oggi la società ha molteplici conoscenze e qualità per costruire il rilancio. Ettore Messina dovrà solo allentare le briglie e risolvere i suoi dubbi. Non si attenda ancora le LBA Finals. Le rivali, o presunte tali, non attendono. Anzi.

Carissimo Maggi, mi rivolgo a lei x la prima volta e, al di là di opinioni personali derivanti da come ciascuno di noi vede il basket x storia, esperienza dirette, comprensione del gioco, organizzazione e struttura societaria, staff tecnici medici e di preparatori atletici.. a me pare che il suo articolo sia un po’ una contraddizione.
Messina parla di continuità ma lui è l’allenatore e presidente e da lui dipendono in termini di responsabilità ambito squadra e organizzazione e struttura societaria
Lei parla di mancanza di amalgama, ma quella la si raggiunge partendo dalla costruzione della squadra, la copertura dei ruoli con i primari e i secondari attori, si parla di schemi e di ambiente .. di spogliatoio, ma anche qui credo che Messina e il suo staff debbano guardarsi negli occhi
Si parla di mancanza di play, alla quale aggiungerei la mancanza cronica di un centro da EL, si un vice Shields e di un’assicurazione x mitigare i rischi di recupero di Baron, ma anche qui c’è un coach con il suo staff e con un GM
Si parla di aggressività difensiva, ma con giocatori poco inclini a questa componente di gioco troppo piccola e troppo grossa (anche ieri sera sulla parità abbiamo schierato il Quintettone e abbiamo preso 10 p con sostituzione di mirotic melli e Poythress con hines Ricci e Voigtmann.. mah)
Poi si parla di rilancio, ma con chi ovviamente non lo può sapere nessuno, ma sicuramente un Presidente, un GM, un Team Manager con ruoli e responsabilità ben definite e separate, credo siano un passaggio obbligatorio, perché questo sistema ha fallito ed è stato soltanto nascosto grazie ai Chacho ai Delaney e agli Hines con i Melli e i Datome.
La credibilità sul mercato la si è persa grazie anche a una mala gestione contrattuale e di rapporti con molti giocatori .. o scelte o non scelte, a volte incomprensibili che hanno lasciato tutti noi basiti.
Ora a me non interessa molto se rimanga Messina o meno, ma questo Messina deve rendersi conto di aver sbagliato due anni di fila gli obbiettivi a cui la Milano biancorossa teneva, tiene e terra sempre ..
La mia Olimpia è e rimarrà sempre la mia squadra per una molteplicità di ragioni personali e di affetti, ma per favore basta con questo scempio di roster e che si faccia davvero una programmazione a due tre cinque anni con obbiettivi seri
Nessuno chiede di vincere sempre, ma di combattere ed essere competitivi questi si è deve essere chiaro a Messina in primis in modo tale che questa mentalità pervada anche coloro che si sentono al di sopra di responsabilità che invece hanno.
Ora vedremo decisioni e cosa accadrà e come approcceremo tema contratti e mercato, ma che lo scudetto eventualmente vinto (sempre un successo sarebbe !!) non faccia dimenticare tutte le delusioni patite dalla SCI alla CI alla EL.
Forza Olimpia e mi scuso x essermi rivolto direttamente a Lei
Il problema è Messina
E spero di avere presto la controprova……
Beh… è incredibile!
Alla fine del tuo ragionamento siamo messi di fronte a un’orribile contraddizione.
Per tornare in Europa non possiamo seguire i play off LBA sperando di vincerli.
Seguiamo la nostra squadra, l’Olimpia Milano col solito affetto, ma nello stesso tempo non ci possiamo augurare che l’Armani vinca lo scudetto.
Perché un altro alibi a Messina e un’altra stagione europea come queste due, per favore no!
Rinnovare Melli, se hai gia Mirotic, a me pare finanziariamente inefficiente. E ti costringe a avere qualcuno non all` altezza in un altro reparto. Se resta Miro, via Melli
Perfettamente d’accordo…ma li il problema è alla base…non si può dare 2,5 milioni di euro ad un ottimo difensore e niente più.. quando poi tutti gli anni sei costretta ad inseguire un 4 dominante in europa che nn ti faccia attaccare in 4… l’errore madornale è stato nn rifirmare Punter e Leday….e buttare quegli stessi soldi, anzi pure di più, in 1000 giocatori inutili.
Finanziariamente il tuo ragionamento non fa una piega. Bisogna però considerare che Melli è italiano ed è uno dei pochi italiani di alto livello e questo conta per le regole LBA, perchè non si può non tener presente, all’interno del più ampio ragionamento sui rinnovi e la costruzione della squadra, come Melli (e anche Datome, finchè ha giocato) sia stato fondamentale per la vittoria degli scudetti.
Alcuni danno per certo l’arrivo di Gallinari, in quel caso si potrebbe anche pensare di rinunciare a Melli.
Detto che lo stipendio di Melli per le esigenze della squadra, ed avendo già Mirotic come giustamente dici tu, sarebbe da convogliare nell’acquisto di play di alto livello.
C’è poi tutta una serie di ragionamenti “di cuore”, legati all’affetto che si ha nei confronti di Melli, all’affetto che lui ha sempre mostrato nei confronti dell’Olimpia e via dicendo, ma a volte bisogna mettere da parte il cuore e ragionare unicamente col cervello, se necessario.
Personalmente penso che, a meno che non riceva un’offerta economica monstre da altro club, rimanga a Milano.
Proprio per l’affetto che si ha per Melli speriamo che scelga di andare via in una società più seria rispetto alla nostra gestita da un POBO/Coach in pensione.
Maggi, sinceramente resto molto perplesso, Lei si augura di continuare ancora con Messina, che però deve allentare le briglie e sciogliere i suoi dubbi.
Ad uomo in piena crisi di identità (sportivamente parlando) , che non ne azzecca una da due anni , Lei vorrebbe affidare l’ennesima ricostruzione della squadra . Rimango sempre molto perplesso.
Ma sono solo un tifoso schifoso,certi ragionamenti non li riesco a seguire. E’ colpa mia sia ben chiaro.
@Ale = Tranquillo Melli non rinnova. Offerte migliori e non rapporti positivi con il borioso incapace che allena
Ettore Messina, non è il capro espiatorio. Molto più semplicemente, è il Responsabile Unico, del progetto sportivo Olimpia Milano. È, il Presidente Operativo. È, l’Head Coach. Tutto questo, da 5 anni. Periodo di tempo, più che adeguato, per giudicare l’operato di una persona.
Anch’io sono basito dai tuoi ragionamenti Maggi. Ne cito 2:
Oggi non esiste un giudizio definitivo
Molto passerà per uno Scudetto che si fa fondamentale.
Solo tu pensare che uno scudetto salverà questa stagione.
Altrove le analisi sono ben diverse, ne cito questa:
L’Eurolega dell’Olimpia Milano è finita due settimane fa a Kaunas, dove ha perso l’ennesima occasione per rimettersi in corsa per aggrappare un obiettivo play-in, ovvero un brodino caldo (forse freddo) di una stagione che è oltre il fallimentare. No Giannis, il fallimento esiste eccome, fa parte della vita e del basket. Alcune volte si vince, altre si perde, alcune si overperforma, altre si underperforma e altre ancora si fallisce pesantemente. Questa è l’occasione.
Tu parli di dare fiducia all’autista e ieri ha scritto della vicenda Vildoza / Ataman.
Sai così è successo ieri ? Che Ataman ha fatto giocare 10 minuti a Vildoza in EL.
Il paragone con Pangos è fin troppo facile. Ne voglio sprecare tempo nel giochino di chi note le differenze, perchè basta chiudere gli occhi, far finta di nulla, sperare fra 1 mese e mezzo di festeggiare il terzo scudetto consecutivo (merce rarissima!!) per tirare avanti così.
Profonda tristezza
Un chiarimento, se possibile, circa l’affermazione sull’ultimo mercato in cui l’Olimpia avrebbe inseguito e non agito.
Avevo inteso, leggendo qui, leggendo altrove, insomma dalle info che ero riuscito a raccogliere, come in realtà fosse stato raggiunto con largo anticipo, a stagione scorsa ancora in corso per intenderci, un accordo con Darius Thompson il quale però a fronte di successiva offerta ricevuta dall’Efes e superiore a quella di Milano se n’è poi andato in Turchia.
Se così fosse, ed ho fatto solo un esempio di un giocatore in un ruolo che sarebbe stato fondamentale, più che agire invece di inseguire bisognerebbe più che altro agire diversamente, perchè se raggiungi un accordo con un giocatore questo deve essere definitivo, non solo verbale o parziale o comunque che se poi arriva un altro miglior offerente te lo fai soffiare, ovvio che il tuo muoversi in anticipo viene in tal modo vanificato totalmente e ti ritrovi poi, da in anticipo, ad essere addirittura in ritardo…
Certamente, invece, l’agire invece di inseguire può essere associato all’affare Mirotic, dove sembra piuttosto evidente come sia stato un acquisto, per tempistica, per incastri a roster, per acquisti precedenti già effettuati, quasi imprevisto, quasi un’occasione imperdibile capitata un pò per caso, piuttosto che uno pianificato per tempo.
Si può parlare di mercato inseguito e non agito. Io parlo di scelte.
Ed è stato Messina a scegliere di giocare senza centri, tenendo Hines che avrebbe fatto meglio a seguire Datome e salutare l’Olimpia l’estate scorsa, prendendo Kamagate, salvo poi relegarlo in panchina per poi prestarlo a Tortona, dove il giocatore sta sfornando buone prestazioni.
Ed è stato Messina a scegliere di confermare Pangos già accantonato durante i playoff scudetto, per poi tagliarlo a stagione in corso e ripercorrere la strada Napier.
Ed è stato Messina a scegliere Maodo Lò, che basta respiragli addosso e s’infortuna.
Ed è stato Messina a scegliere Mirotic con la tendinite cronica, e a farlo infortunare per eccesso di minutaggio tra LBA ed EL, con Mirotic fuori mesi.
Ed è stato Messina a scegliere di non cercare sostituti per Baron, il nostro cecchino, reduce da una delicata operazione che l’ha messo fuori causa per l’intera stagione.
Ed è stato Messina a non dare a Darius Thompson quanto chiedeva, salvo poi smenarci molto di più per far fuori Pangos a stagione iniziata.
Devo continuare?
POBO Messina è un rookie, che non aveva mai vestito i panni del dirigente prima di approdare a Milano col ricatto ad Armani della serie o mi fai anche POBO o non ti faccio da Head Coach.
Messina aveva in mano l’Olimpia, per cui a mercato inseguito piuttosto che agito, il responsabile è uno solo. E deve levarsi dai coglioni, se l’Olimpia vuole sperare di avviare un nuovo ciclo.
Conoscendo il soggetto a breve ti risponderà che Lo ha saltato solo 3 partite negli ultimi 10 anni, che non è vero che Mirotic a Barcellona è stato gestito meglio perché aveva una media superiore a quella attuale e bla bla bla.
Ormai è un disco rotto.
No, non continuare, sono cose scritte 10.000 volte, l’abbiamo capita, basta, grazie.
Nel momento che Messina dice di non divertirsi a guardare le partite .. .beh … ha detto tutto.
Poi possiamo o fare tutte le analisi e contro analisi.
Ma 5 anni di gestione come unico referente tecnico e di mercato sono più che sufficienti a dare un giudizio.
Per me non positivo.
Senza essere pro o contro Messina che rimane un grandissimo allenatore.
Ma i cicli iniziano si sviluppano e poi finiscono.
Per tutti, Messina incluso.
Poi avendo il tema dei 6 italiani a referto preferisco avere Melli & Mirotic a dividersi i minuti e aggiungerci un centro come si deve … Melli ha un ingaggio importante? … chiaro che si … ma non c’è scritto da nessuna parte che devi avere ogni anno 16/17 giocatori a roster … ne bastano 12/14 forti … vedi il RM e dei giovani da far crescere … tanto i giocatori se non giocano spesso e con minutaggi importanti hanno un valore tecnico sempre residuale al loro costo, alto o basso che sia …
Dopo la figura del c…fatta ( giustamente)contro la Roma di cose da dire e da scrivere ne avrei molte sia su Pioli che su Messina che su una cosa almeno si assomigliano ,nelle cazzate che sparano dopo le sconfitte.
Tra i due c’è invece una grandissima e sostanziale differenza ,non solo sui poteri di cui dispongono ,ma soprattutto riguardo al budget che possono gestire,il primo ha in mano una Duster ,il secondo almeno una Stelvio(se non di più),il livello di incazzatura non può perciò prescindere da queste ovvie premesse.
Parlando di biancorosso,e senza alcun preconcetto verso l’attuale plenipotenziario,sarei sinceramente interessato a sapere quale altro club di alto livello in Europa avrebbe concesso tutto questo credito ad un individuo che da due anni non ne imbrocca praticamente una,ad eccezione dello scudettino salva tutto.
Vediamo per esempio a Madrid come ne verranno fuori Mateo e lo stesso Ancelotti se a fine stagione portano a casa solo la liga.
Ed il buon Ergin ad Atene?
Magari per una stagione potrebbero pure cavarsela ma alla seconda un bel calcio nel deretano lo avrebbero certamente,mentre da noi gli insuccessi generano al contrario dei rinnovi ,con una logica perversa difficilmente comprensibile per noi comuni mortali che viaggiamo in una dimensione professionale diametralmente opposta
Dovrebbe essere oramai ben chiaro pure al nostro illustre proprietario ed al suo compagno che un budget tra i primi 5/6 in Europa dovrebbe quantomeno generare risultati sportivi di ben altro livello.
Ma se alla fine,come disse pubblicamente il nostro ottimo Ettore ,in Olimpia i parametri principali di valutazione del suo lavoro non comprendono il responso del campo allora l’unica cosa che si dovrà sperare è che se ne vadano tutti quanti prima possibile,a partire da chi apre il borsello.
Quanto all’Eurolega non siamo obbligati a parteciparvi.Grazie al tanto vituperato Proli abbiamo una licenza pluriennale alla quale penso si possa tranquillamente rinunciare come fece Gran Canaria anni addietro, pur avendone acquisito il diritto sul campo.
Lasciamo stare,non e’ roba per noi,concentriamoci su scudetto e coppa Italia come una qualsiasi squadretta di mezza tacca .
Prendere atto della propria debolezza e regolarsi di conseguenza e’ da persone intelligenti,andare in giro a prendere solo schiaffi denota al contrario unicamente inettitudine e presupponenza.
A questo ci siamo purtroppo ridotti,e nessuno pensi che Messina lascerà lo scranno pure in assenza del titoletto.
Sarebbe solo da illusi pensarlo.
Forza e coraggio,passerà pure questa.
.
C’è un solo futuro per l’Olimpia ed è che messina levi le tende e vada in pensione. Il resto sono solo delle gran seghe mentali. Ora speriamo che lo scudetto lo vinca Brescia (Bologna proprio non ce la faccio…) così non ci sarà neppure quel ridicolo alibi e il fallimento si mostrerà per quello che in realtà già è: assoluto. #messinavattene
A parte che Messina rimarrebbe anche in caso di non vittoria dello scudetto salva stagione, se lo dovesse vincere Brescia o chiunque altro che non sia Bologna avrebbe un ulteriore alibi: dichiarerà ai quattro venti “avete visto anche Bologna non ha vinto lo scudetto per colpa dell’EL” . Ormai ci ha abituati a dichiarazioni deliranti.
Veramente una tristezza il commento di Maggi. Ma il motivo si è capito: non hanno visto dal vivo l’Olimpia vincente di Peterson cosa che hanno visto la maggior parte della generazione baby boomers di questo blog. Che non può accettare questa situazione. Invece di fare un nell’articolo mandando affanculo Messina no auspica continuità. Pazzesco. Talmente focalizzato sul pastore che neanche scrive minimamente pro suoi lettori che sono tutti contro.
Ps: per trovare l’algama chiedi pure all’ex presidente del Catania massimino
Caro Doc amico mio veramente pensavi o credevi che Maggi prendesse una posizione netta contro Messina?
Io non ho mai avuto dubbi a tal proposito.
Basta leggere i suoi articoli post partita per capire che è bravo a gettare fumo negli occhi, ci gira intorno ma mai per affondare il colpo, mai una vera accusa contro Messina nonostante le sue annate europee fallimentari.
Ha aspettato l’esclusione matematica sai play-in per non dire nulla, il vuoto assoluto. Spesso nei suoi articoli si contraddice da solo.
L’unica risposta che ha è che Messina ha altri due anni di contratto, come se fosse uno scoop quando in realtà lo sanno pure i muri.
La verità è che lui è filo messiniano per cui non ci andrà mai contro
L’unica cosa che sa fare non bene ma benissimo è bannare gli utenti scomodi piegandosi al volere di 4 pecorelle rimaste su ROM.
Beh …
parlano della F4 del 202/21 come del Santo Graal ….
parlano di centri e di farci giocare la qualunque ma non hanno mai visto giocare dal vivo Meneghin o Carrol
Straparlano di pastori e che senza Messina l’Olimpia non esiste
Santa pazienza di noi boomer
L’ennesima analisi non aggiunge ne toglie nulla, però parlare di Messina come capro espiatorio mi sembra ingiusto soprattutto verso di lui e le sue acclarate colpe, tanto chiare da non poterne fare di lui un “semplice” capro espiatorio
Dire poi che si è passati da una squadra con poco talento ad una con troppo!! talento non è corretto: se in una squadra l’asse play- pivot è fondamentale, ebbene, noi è proprio in quei due ruoli che abbiamo dimostrato le maggiori carenze; se sprechi il talento in ruoli non chiave hai voglia poi a parlare di squadra addirittura con troppo talento…..no no ed ancora NO!!
Qualsiasi “rilancio” di un club di rispetto che e’ venuto da fallimenti pluriennali, e’ sempre ripartito da un turnaround culturale. Nuove figure, nuove energie, nuove partenze per stabilire fiducia reciproca e nuove opportunità per costruire. In passato l’Olimpia ha sempre scelto di rivoluzionare il parco giocatori per ovviare a un problema relazionale tecnico che non “cliccava” fra allenatore, società e (molti, troppi) players. Vedremo se ancora una volta questo sara’ il tentativo perseguito in estate, anche se a questo punto il turnover giocatori e’ così palese e poco credibile che prima di accettare un’offerta Olimpia chiunque abbia oppportunita’ migliori farà un profondo esame di coscienza prima di accettare.
Oh poi se in 5 stagioni cambi 56 giocatori … praticamente 11 giocatori a stagione …. l’amalgama è un miracolo se c’è l’hai … 😎
Che poi di questa ormai mitologica F4 del 2020/21 sono rimasti Hines & Shields … e parliamo solo di 3 stagioni addietro … e qui si continua a parlarne come chissà che cosa … come se non debba essere normale con quel budget essere stabilmente tra le prime 4/8 della EL …
Per non parlare del non rinnovo a Fontecchio ( adesso in NBA) … della rescissione di Mike James (miglior marcatore di tutti i tempi di EL) … del non rinnovo a Grant ( miglior giocatore Eurocup) … di Punter & LeDay & Bentil … di Della Valle ( MVP LBA 21/22 e MVP CI 23) …
5 stagioni ad una media di 30 milioni a stagione sono 150 milioni … se dovessimo vincere lo scudetto sono 50 milioni cadauno … signora, che faccio? Lascio?
E, se leggo fra le righe dell’articolo,
l’assunzione che Messina comunque vadano le cose rimanga in posizione di guida, e’ forse un dato di fatto. Armani vede Messina come un “brand cestistico” storico, in Italia, Europa e con “stampino” NBA (cui parte del marketing Olimpia e’ concettualmente ispirato). Entrambi sono brand storicamente rilevanti nei rispettivi settori, benché entrambi a mio avviso decadenti. Ma il matrimonio ha senso e penso purtroppo per noi rimane solido, c’è una comunanza di immagine, leve storiche e retaggi di marketing ancora importanti da proteggere per entrambi, indipendentemente da cosa dica il campo. Sul campo si può sempre dare la colpa a chi gioca, mentre l’immagine da fuori viene protetta con linguaggio, slogan e una verniciata di capitale fresco
Al tuo finale aggiungerei i 10.000 di media del Forum.
Giusto! Dimenticavo……
Mio parere in sintesi e in ordine di priorità
– non smantellare il roster ma limitarsi a 3-4 innesti importanti, sappiamo tutti dove, non ripeto
– nuovo allenatore, preferibilmente giovane e affamato
– ruolo chiaro a Datome, con coraggio e convinzione
– ruolo chiaro a chi opera sul mercato, Christos e’ già sufficiente
A me non me ne frega niente di Messina si o Messina no, ma direi che il sistema messino-centrico è finito.
Manca un punto il più importante: il tuo pastore fuori dalle palle anche da POBO, altrimenti tutti i punti elencati da te possono andare a farsi benedire.
Guarda se il pastore se ne andasse insieme a te, ci sto ;-).
Ma se i punti che ho elencato si avverassero per me potete restare entrambi purché nella stessa stanza con anche Maggi a risolvervela tra di voi una volta per tutte.
Punti sintetici e condivisibili su larga linea. La tua e’ un’ipotesi di “miglioramento”ai margini (anche se non sapendo quali siano i “3-4 innesti” + coach e’ difficile fare previsioni sull’efficacia dell’approccio che suggerisci). A mio avviso se non si trova una nuova “leadership” forte che trasporti il resto della struttura in alto cambiando atteggiamento, cultura, misure, intensità’ e fiducia, rimarremo ancorati dove siamo (piu’ o meno). Per “leadership” intendo una guida illuminata che arriva da almeno uno (idealmente due) dei tre assi di influenza: proprietà’ (al momento sulle spalle di Dell’Orco, di cui giudico la leadership “debole” o quasi inesistente), di coaching (al momento riposante su Messina, giudicabile come “indebolita’” in termini di traiettoria, anche volendo essere ottimisti), e leadership in campo (players, al momento risiede a mio avviso su Melli, e anche li’, salvo qualche prestazione illuminata, possiamo giudicarla “debole” per lo scarso impatto che sembra trasferire sui compagni). In sostanza: manca il vero faro al momento in Olimpia. Non lo e’ Armani, non puo’ piu’ esserlo Messina, non lo e’ Melli. Ne’ possono esserlo Shields (per sua personalità’), Mirotic o chiunque altro in questo team. A mio avviso da li’ bisogna ripartire, e quella e’ la parte piu’ difficile da risolvere
Sono d’accordo, ma quella deve venire prima di tutto da Datome e dall’allenatore giovane.
E mi rendo conto della scommessa, ma sarebbe anche questo il fascino. Se sto sovrastimando il potenziale di questi due innesti allora la mia proposta non sta in piedi.
La proprietà deve stare fuori dalla gestione, di questo sono certo. Poi sta a Datome come nuovo AD scegliere e impostare la governance.
E sta all’allenatore scegliere il leader.