Flavio Portaluppi, leggenda vivente di Olimpia Milano, ha commentato il momento biancorosso sul QS.
SULLA STAGIONE
«Dare un giudizio da fuori non è mai semplice. Nelle ultime due stagioni la partenza è sempre stata a rallentatore, si sono dovuti cercare degli equilibri e questo ha condizionato la stagione. Abbiamo assistito delle ricadute, come nella finale di Coppa Italia, ma come l’anno scorso nella seconda parte di stagione il rendimento è stato più continuo. E’ come se ci fosse sempre una necessità di assestamento per trovare i giusti equilibri, e questo mal si concilia in un basket del ”tutto e subito’’»
SULLA CORSA SCUDETTO
«E qui, con la Virtus un po’ in affanno, il cielo pare più sereno. Nonostante i risultati di Brescia e Venezia, se devo fare un pronostico dico Olimpia Milano. E il terzo Scudetto consecutivo non mi parrebbe risultato da buttare via…».
SU MIROTIC E MELLI
«Guardando le tempistiche della firma di Mirotic posso ritenere che sia stata un’opportunità del momento. Cui era impossibile dire no. C’è voluto un po’ di tempo per trovare l’equilibrio, lavorando anche su un quintetto super alto. Mirotic è uno dei giocatori più efficaci, ma non è che Melli sia un signor nessuno. Quindi giusto provare ogni via perchè giocassero insieme. Ora mi pare si sia trovato un equilibrio».

Approvato e timbrato: MINCULPOP
Con la Virtus, un po’ in affanno? Nell’ultimo mese, di campionato, ha battuto agevolmente Milano e, poi, Brescia e Venezia, in trasferta. Trascinata degli ITALIANI. ( a Milano, siamo impegnati a conteggiare i ” minuti di qualità “) A Venezia, nonostante l’assenza di Cordinier, si sono permessi il lusso di tenere a riposo, in panchina, Belinelli, Dobric e Mickey. Ci hanno pensato Mascolo, Abass, Polonara, Pajola e Hackett, a trascinare la squadra sul +30. Certo, adesso, LORO, sono attesi da un bel “tour de force ” : dopodomani, lo spareggio con il Baskonia, per l’8° posto. La prossima settimana, un possibile doppio turno di Eurolega. E, poi, l’eventuale serie playoff, senza un’attimo di respiro, nel bel mezzo del finale di campionato. Ecco, forse, un po’ di affanno, lo avranno in seguito…
Dissento parzialmente qui con il “grande Flavio” (con cui tra l’altro vinsi un campionato nazionale Under 15 nel lontano 1986 mi sembra). Grandissima persona e amico di gioventù per cui ho il massimo rispetto. Rimangono pero’ alcuni fattori che sono lasciati fuori dall’analisi: 1. Armani e Messina non penso vadano visti come Owners/General Manager vittima della macchina basket moderna del “tutto e subito”. Hanno (entrambi) avuto tempo, troppo, per sviluppare un progetto con un capo e una coda, in crescita, espansivo e di successo. Non e’ mancato nulla: capitale, brand, accesso a campioni, supporto del pubblico. Penso sia riduttivo guardare all’oggi sotto le lenti del “non ci si può’ aspettare tutto subito”. Troppe rivoluzioni sono state fatte, scarsissima pianificazione di lungo e sopratutto visione miopica sono a mio avviso le pecche di questi non (volendo essere generosi). 2. Sostenere che a Mirotić non si poteva dire di no e’ a mio avviso un errore. Chiunque sappia dove stia andando (in termini di progettualità’) ha la responsabilità’ di dire di no a tutto quanto non faciliti la strada verso l’obiettivo finale. Se il progetto fosse stato solido e chiaro, dire di NO a Mirotic sarebbe stato facile e immediato in quanto l’alterazione degli equilibri e i costi fin troppo evidenti. Mirotic e’ entrato proprio perché’ la visione e il progetto avevano debolezze di fondo, cui si sperava di ovviare con un colpo di mercato basato sul “talento individuale”. Sui commenti di Flavio re:LBA non sono in grande disaccordo, ma penso che contino poco a grandi schemi di valutazione dell’annata e del quinquennio. E se di finale Milano-BO si parlerà ancora quest’anno, non vedo una Virtus in affanno…anzi, penso siano favoriti per quanto hanno costruito a inizio stagione che tornerà’ utile durante i PO italiani.