Olimpia Milano-Partizan, 3 domande 3 | Non resta che sperare nel talento e nell’orgoglio

Olimpia Milano-Partizan, si torna in campo al Forum d’Assago anche per EuroLeague dopo qualche settimana di attesa

Olimpia Milano-Partizan, si torna in campo al Forum d’Assago anche per EuroLeague dopo qualche settimana di attesa. Tornano le 3 domande 3, due in meno visto il momento.

Olimpia Milano in campo in EuroLeague, ma possiamo ormai considerarla chiusa la corsa play-in?

«Sulla carta no, nella pratica sì. Si possono sprecare parole come “non si molla fino alla fine”, ma la prestazione di Lione conferma come questa squadra non abbia mai avuto gli strumenti per inseguire la post-season. Stagione orribile, parlare solo di infortuni sarebbe prendersi per i fondelli. Ora non resta che contare sul talento e sull’orgoglio per inseguire lo Scudetto».

Eppure in questi giorni si è parlato anche su ROM degli infortuni.

«Perchè le cause sono molteplici. Per mesi si è parlato di mancanza di un play, quindi di una squadra male assemblata. Quindi se vai in campo con Napier, Hall, Shields, Mirotic e Melli sei male assemblato? Ma in che mondo? Ma di che parliamo? Vogliamo cercare la complessità dove non esiste. Si può avere un play leader, o un centro dominante, quel che Milano non ha, ma se non lotti insieme non vai da nessuna parte. E questa squadra non lotta assieme. E’ un gruppo senza valori sportivi nel suo mettersi insieme (non è una critica individuale). Non resta che sperare nel talento».

Arriva il Partizan, che come Milano vive una stagione sotto tono. Che partita dobbiamo attenderci?

«Se perdi Lessort e Exum, e non firmi Mirotic, c’è poco da sperare. Che gara attenderci? Se Milano difende la partita non inizia neanche. Il Partizan dietro è disastroso, e con un’Olimpia aggressiva potrebbero aprirsi degli spazi enormi in transizione. E’ il confronto tra due delle peggiori squadre a rimbalzo, quindi conterà anche il ritmo. Se lo imporrà il Partizan, tanti saluti».

6 thoughts on “Olimpia Milano-Partizan, 3 domande 3 | Non resta che sperare nel talento e nell’orgoglio

  1. La nostra unica possibilità di vincere lo scudetto la vedo legata alle F4 di Eurolega di Bologna. Tre stagioni fa, nel 2021, tornammo senza energie dalle F4 di Eurolega e una Virtus fresca ci mise ko 4-0.

    Quest’anno potrebbe andare viceversa, altrimenti questa Olimpia senza capo nè coda perderà pure lo scudetto.

  2. Non resta che sperare nel talento e nell’orgoglio

    Perché se speriamo nel gioco

    E Napier Hall Shields Mirotic Melli è male assortita, non solo perché giochi senza un centro di ruolo ma perché il frontcourt è composto da giocatori che non amano il pitturato

    Quindi as usual se abbiamo percentuali da tre importanti bene altrimenti è dura

    In LBA puoi giocare senza un centro di ruolo contro la maggior parte delle squadre, in EL diventa un handicap

    Poi domani vinciamo, ma non sposta di una virgola il problema

  3. Mi spiace, ma non sono d’accordo.
    Napier, Hall, Shields, Mirotic e Melli sono un quintetto pieno di talento (come lo sono anche altri giocatori facenti parte del roster), di valori tecnici e, a mio parere, anche morali/di esperienza ad alto livello.
    Se però mancano totalmente i due ruoli citati: play maker (facitore/creatore di gioco per se ma soprattutto per gli altri) e centro dominante (capace prendere rimbalzi, ma anche di dare al gioco più dimensioni, diverse dal corri e tira/uno contro uno a palla ferma), la qualità del gioco si abbassa al punto da non mettere i giocatori in grado di dimostrare le proprie capacità, secondo quelle che sono le proprie caratteristiche, rendendo molto più difficile la creazione di una chimica di squadra a livello tecnico/agonistico e “morale”.
    Quindi il vulnus di questa stagione e della precedente, entrambe disastrose a livello EL, va ricercato ricercato nella costruzione del roster e, di conseguenza, nelle attuali capacità/nell’efficacia del risultato, da parte di chi la costruito e (guarda caso) lo sta anche gestendo (anche sull’aspetto gestionale si potrebbero sollevare delle legittime perplessità).

  4. Mai una volta diretti e chiari contro Messina. Ci girano attorno senza mai andargli contro. Se non giocano d’insieme non può essere che ormai i giocatori si sono rotti il cazzo di spremersi per uno isterico ed esaurito come il pastore? L’esempio della Roma nel calcio è lampante: fuori Mou i giocatori prima morti sono rifioriti vincendo 6 partite su 8.
    Io inizio a pensare che sono pagati dalla società per tacere o al massimo per dire banalità. Non ci sono altre spiegazioni. Pazzesco.

  5. Caro Maggi, scrivi che questa squadra non è assemblata male, anzi.

    Nel quintetto che citi, il play e il centro non sono quelli che l’allenatore aveva previsto ad inizio stagione, quando aveva assemblato la squadra.

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