Dan Peterson firma su La Gazzetta dello Sport l’editoriale dal titolo: «Olimpia, altro flop. Manca ancora l’istinto del killer».
Così il Coach sulla rosea di ieri: «Per me, le due vittorie fin troppo facili, fin troppo dominanti, hanno danneggiato l’Olimpia. Vincere troppo facile è l’incubo di ogni allenatore! La squadra, pur inconsciamente, pensa: “Okay, basta giocare così e vinceremo”. Invece non funziona così perché non c’è più ciò che gli allenatori americani chiamano “senso di urgenza”».
«Le altre squadre hanno un piano contro l’Olimpia: accorciare la partita! Cioè restare incollati. Se si è in partita dopo 20′ contro Milano, allora, non si gioca più una gara di 40′ interi: si gioca una gara di soli 20′. Se poi si è pari o sotto di poco quando mancano solo 5′, allora, è come un supplementare, in cui possono davvero accadere cose da cinema. L’Olimpia oggi non sta cercando un gioco vincente. Si sta leccando le ferite, con le labbra serrate, con un coltello fra i denti. Che cosa cerca? L’istinto del killer. Mai lasciarlo a casa».

“L’istinto del killer. Mai lasciarlo a casa».”
Pet lasciarlo a casa bisogna averlo ma la Milano targata pastore non l’ha mai avuto.
Messina ce l’ha l’istinto killer. Negli ultimi due anni ha ucciso le aspirazioni dell’Olimpia Milano in Eurolega. Ma sta sviando le indagini da sè stesso accampando scuse e tituli.
Aggiungo che il serial killer Messina tira in ballo i contratti in essere e dice che tanto ad Armani dei risultati non gli importa. Ma allora Re Giorgio poteva prendersi un cane invece di una squadra di basket, che caspita! Un cane ti ama a prescindere, non gli devi chiedere nulla….ecco, Messina è il barboncino di Re Giorgio, con tutto il rispetto per i barboncini e per Re Giorgio che paga i conti. Se fossi in Ettore Messina sarei offeso per essere sotto contratto a prescindere da come lavoro. Ma Messina si offende coi giornalisti che lo criticano, non con chi lo paga profumatamente per fare danni.
Credo manchi colui che prendo in mano e quindi le decisioni nei momenti topici,questo vuol dire anche sbagliare.
Purtroppo quella figura c’è: è sempre lui che puntualmente commette errori a gogò.
Gli errori fanno parte del gioco,ma la Figura dovrebbe fare un grossa riflessione e un grande mea culpa in modo da azzerare e ripartire.
Ma la figura dovrebbe licenziare ae stesso da coach..
E io dico: chi deve far capire che dopo 2 vittorie facili può arrivare una partita difficile? Eh, chi? Chi deve motivare la squadra? Eh, chi?