Asvel reduce dal successo su Chalon: Tlc lascia il segno

Alessandro Maggi 16

Asvel che nel fine settimana è tornato al successo in Fracia dove ora è secondo a tre vittorie dalla capolista Monaco. 79-72 il finale

Asvel che nel fine settimana è tornato al successo in Fracia dove ora è secondo a tre vittorie dalla capolista Monaco. 79-72 il finale con Chalon.

Per la squadra di Gianmarco Pozzecco 13 punti del play Paris Lee, 12 di Joffrey Lauvergne e 10 dell’ex Tim Luwawu-Cabarrot.

16 thoughts on “Asvel reduce dal successo su Chalon: Tlc lascia il segno

  1. Sono molto d’accordo col commento di MarcoC sotto il post su Trinchieri https://realolimpiamilano.com/2023/12/19/andrea-trinchieri-la-scelta-del-play-per-milano-e-assai-complicata/#comment-70957

    Non tanto sulla nostalgia espressa dal nostro “americano” 😉, quanto piuttosto sulla sua visione del nostro futuro, se ho capito bene quello che scrive.
    Ci stavo riflettendo anch’io.

    Ci sono alcuni fattori che parlano chiaro: la lenta ma costante avanzata di Dubai, che ora ha preso qualche partita delle giovanili, come da post di ROM.
    La seguente, immagino, carica di Londra e Parigi, la prima ha già avuto contatti con NBA, poi dispersi, la seconda mi pare che stia partendo dal basso con una squadra, ma arriveranno.
    Arriveranno e alzeranno la posta in palio, buttando milioni nel catino degli stipendi.

    Ciò significa che ci sono tre squadre da formare con ambizioni e mezzi ad alto livello: fanno una quarantina di giocatori, che verranno sottratti alle altre squadre europee.
    Vuol dire che i contratti e i milioni voleranno, nulla sarà garantito, neanche un contratto firmato, perché tutto si può comprare.

    In quest’ottica selvaggia, finanziaria e politica prima che sportiva – inarrestabile, non criticabile – nella quale immagino che anche EL aspiri ad accostarsi a quel fenomeno di marketing che è NBA, ma che sportivamente io, che non conto niente, ma da appassionato devo confessare che non guardo più perché non mi diverte più.

    (Non mi diverte perché nonostante tutte le loro regole di fair play, ormai è diventato troppo comune da loro raccogliere in un’unica organization tre o quattro stelle insieme, di conseguenza il gioco degli isolamenti diventa ancora più predominante di quanto non sia sempre stato per lo strapotere degli atleti USA, ma che a me come spettacolo e come sport interessa poco, anzi sempre meno).

    In quest’aspirazione a NBAzzarsi, dove i soldi contano più dello sport, dove lo sport conta meno del circo, del divertimento, del fenomeno milionario, personaggi come Messina, per tornare a noi, cinici, politici e scassacazzi vari (cit. Pitura Freska) saranno preziosi.
    Perché sono il sale del fenomeno in atto, che a me non piace per niente ma che probabilmente è il futuro.

    Quindi occorre anche rivedere le nostre – le mie – posizioni così critiche verso il nostro “fasotüttomi”.
    Nel senso che forse si può capire un po’ di più, se ci mettiamo nei panni dei proprietari, questa scelta che davvero non ha altre ragioni logiche di tenerlo nel presente.

    Mi spiego: Dell’Orco sarà pure un ganassa, come penso io, uno che di basket non sa e non vuole sapere niente, ma probabilmente il sodalizio davvero improbabile che ha con Messina, che sta portando la nostra amata squadra a un livello di bassezza mai visto prima, ha uno sguardo orientato verso il futuro di Dubai, che inevitabilmente ci raggiungerà 😞.
    Sarà soltanto gentaglia come questa che oggi comanda da noi, che potrà reggere il colpo dei miliardari, gentaglia peggio di loro, che si apprestano a comprare il nostro amato campionato europeo di basket a colpi di petrodollari.

    Allora il percorso di Messina da noi, che oggi sembra ridicolo, prende invece tutta un’altra prospettiva, sulla quale dobbiamo riflettere.
    Che non è quella sportiva, nella quale Messina ha fallito miseramente non avendo costruito niente, ma che invece è quella politica, dove un culoduro come il suo, associato ai mezzi e al prestigio di Armani, potranno sperare di reggere il colpo dell’offensiva degli arabi&soci, e restare nella partita, così come Petrucci, il personaggio del nostro basket che più assomiglia politicamente a Messina, ha trovato il modo di pasteggiare nella pallacanestro nostrana, alla faccia di risultati e meriti sportivi.

    Insomma siamo noi i sorpassati, i bolliti, che ancora stavano qui a riflettere sulla propria squadra in termini di tifo spontaneo e ragionamenti tecnici, al meglio delle nostre capacità, ma animati da un vero spirito sportivo, come abbiamo sempre avuto, come la nostra gloriosa squadra ci ha spesso consentito di amare, coi suoi campioni e le sue figure mitologiche – e non le nomino perché oltre a quelle condivise ognuno ha le sue particolari e non voglio escludere nessuno dei nostri.

    Siamo noi che oggi dobbiamo pagare e sorridere, capire che uno come Messina non serve in campo, né in spogliatoio, ma dietro le quinte, dove contano le relazioni e il potere d’acquisto. Perché mi pare che sia lì che stiamo andando.
    E chi non si adegua scompare.
    E il ganassa forse l’ha capito prima di noi, e io invece sono rimasto col cerino in mano 😞, lo stupido in sala.

    Chissà, probabilmente è davvero così.

    P.S. queste sono mie opinioni personali, in nessun modo ROM è stata avvertita, o può essere considerata responsabile di quello che ho scritto: al contrario ringrazio ROM di avermi offerto lo spazio per manifestare in totale libertà le mie opinioni personali delle quali sono pienamente e unicamente responsabile.

    1. Caro Palmasco, hai perfettamente colto lo spirito con cui scrissi il post. Tra l’altro frutto di una mia riflessione recente leggendo e confrontandomi con quello che altri (forse piu’ giovani) esprimono su ROM…in un certo senso e’ facile vedere le lacune di valori e logiche commerciali da circo quando hai visto e vissuto momenti di storia lontana da un mondo sportivo ben diverso. In quel senso ricordavo cosa voleva dire girare a Milano sulla metro diretti al Palatrussardi di Lapugnano in quel freddo a nebbioso 6 Novembre (si la nebbia era fitta in quei giorni!!!!). Lo sentivi nell’aria….come sentivi magia entrando nel palazzone dove ricordo avevano pure spostato i settori per consentire ai Panthers di essere “più efficaci” lol…Ma come hai sintetizzato tu qui sopra, il business oggi gira in modo diverso, le logiche e dinamiche sono naturalmente cambiate…ci muoviamo in un mondo dove gli algoritmi e le statistiche (che poi i giocatori usano come curriculum per succhiare più’ soldi nel prossimo contratto, protetti e pompati da una massa di agenti e manager che mangiano a commissione) sono più; importanti dei valori semplici ma ferrei che hanno contraddistinto grandi squadre e grandi città di basket. E cosi probabilmente si adattano le proprietà’, cosi’ devono navigare i nuovi coach, cosi’ si impongono le leggi finanziarie e di marketing. “No harm no foul” dicono qui da me, e’ tutto giusto cosi’. Per chi come me ha visto e vissuto altro, vanno cambiate le aspettative…quei tempi sono andati e non torneranno più’. Saluti carissimi!

    2. C’è una cosa che mi fa alzare il sopracciglio, e non sta nella descrizione dello scenario futuro, ma nella chiosa finale sulla “responsabilità”.
      Che livello di responsabilità mi prendo veramente, specie dopo aver etichettato qualcuno di casa nostra come “gentaglia”, se sto nascosto dietro un alias, e dopo un’invio in cui viene richiesto al massimo un indirizzo mail, che potrebbe essere di chiunque?
      È una rivendicazione di responsabilità alla Messina, ossia fasulla e scenografica.

  2. Stavolta ha ragione Iellini: definire Dell’Orco e Messina capaci di controbattere all’avanzata di Dubai/Londra e Parigi e’ pura fantascienza. Non sarebbero capaci di contrastare Scafati, Casalpusterlengo e Canicattì (con tutto il rispetto per queste tre )

  3. palmasco per controbattere il nuovo che avanza servono nuovi sponsor e campioni, io non li ho ancora visti……….

  4. La prima parte della riflessione è corretta: il mondo intero sia quello produttivo, sia quello sportivo sta andando verso quella direzione.
    Vedi le manifestazioni sportive ma anche l’expo. L’Europa conterà sempre meno mentre i nuovi paesi emergenti prenderanno piano piano spazio sia dal punto di vista economico che politico.
    Noi europei siamo stanchi e vecchi mentre loro sono giovani ed ambiziosi.
    Ci rimane per il momento solo la cultura.

    La seconda parte non è commentabile, solo una mente diciamo “fantasiosa” può pensare che un piccolo gruppo come “Armani” possa avere un ruolo significativo in questo cambiamento. Sono rimasto scioccato Palmasco ed anche un po’ preoccupato.

    1. Il mondo sta andando in quella direzione, che definirei tutt’altro che etica (ma quando mai le scelte di chi prende le decisioni che contano nel campo economico sono etiche? Pensiamo alla globalizzazione….); certo questi che attualmente comandano sono spregiudicati arricchiti da rendite di posizione frutto del fatto che il loro culo è posato su di un territorio ricco della materia prima attraverso la quale tutti i paesi si sono “sviluppati”; e hanno anche avuto il tempo, mentre noi dormivamo, di diventare leader nel campo delle rinnovabili, per cui, dove ci giriamo, da questi, prendiamo schiaffi…….mea culpa, grandissima culpa;

      Come diceva Borghezio: 4 pelandrane islamiche che comandano il mondo(ma lui intendeva altro)

  5. Mah definire piccolo gruppo Armani e’ alquanto ingeneroso, penso che il gruppo possa investire all’anno una trentina di milioni senza problemi, il problema e’ che questi soldi sono stati sempre spesi male, si auspicava che la società potesse essere stabilmente tra le prime in eurolega e invece e la virtus al secondo anno e’ seconda, si potevano prendere ottimi giocatori certo su con l’età ma con un gran palmares nba, e non mi dite che chacho e hines erano giovani, l’olimpia gioca male e perchè gioca male perchè mancano i playmaker, i playmaker, l’unico degno era rodriguez, poi il nulla, il nulla prima e dopo, napier, ma esiste solo napier, buon play ma nulla di eccelso, che una società come quella milanese non riesca a trovare un play e’ davvero triste, riuscire a portare l’olimpia in alto poteva attrarre altri sponsor, creare attorno ad Armani un nucleo di imprenditori, costruire un nuovo palasport, eh vabbè siamo in italia eh vabbè ci vuole tempo, no ci vuole impegno e volontà, ci vogliono manager vogliosi di primeggiare, di creare un progetto, di portarlo avanti, sono molti anni che Armani e’ nell’olimpia, si sarebbe potuto creare molto di più, ma ci vogliono manager con una visione aperta, chiaro che vivacchiando si decade sempre più, per questo si faranno largo altri paesi nn perchè il gruppo Armani sia piccolo.

    1. Lasciami dire senza offenderti che la tua visione è provinciale e quindi irrealistica.
      Te la scrivo in maniera più diretta.
      L’Italia non conta niente in Europa nello sport, nell’economia, nella politica e l’Europa conta sempre di meno nel mondo.
      Abbiamo bisogno della Turchia per mediare sull’Ucraina e della compagnia aerea turca per finanziare il basket.
      Abbiamo bisogno del Qatar per il conflitto medio-orientale e per rilanciare lo sport.
      Gli Emirati Arabi contano più di Roma e tu pensi che bastava vincere un Eurolega per avere più potere?
      E qualcuno assegna un ruolo strategico al duo Dell’Orco/Messina?
      Siamo seri non contiamo niente, Armani fuori dall’Italia non conta nulla, accontentiamoci delle briciole

      1. caro Iellini, quel che conta sono i soldi, solo i soldi, se ne hai puoi vincere l’eurolega, altrimenti no, per il resto sono problematiche politiche sulle quali non entro.

  6. Tornando in topic, perché questo è una sequela vergognosa di off topic che rispondono a off topic (e andrebbero sanzionati dalla redazione), per avere un senso il mercato invernale dovrebbe rafforzare la squadra nel medio termine.

    TLC e Napier dovevano essere confermati. In questo roster penoso assemblato dal POBO Messina per il coach Messina i due si sarebbero rivelati utilissimi. Ma TLC, con grave miopia e scarso rispetto per le qualità del giocatore. era visto solo come il sostituto di Shields (che infatti adesso non ha sostituti all’altezza e gli tocca sobbarcarsi 30 minuti a partita, LBA inclusa, fino al prossimo infortunio che non gli auguro).

    Di Napier si è detto e si sta dicendo, ma Messina aveva tutto il budget dei playmaker impegnato su Pangos (ops ma Pangos non è stato tagliato a novembre?) e si è detto Shabazz chiedeva troppo, dopo aver meritato di più per aver salvato la stagione dell’Olimpia.

    Il fatto che Napier e TLC giochino altrove e nel frattempo l’Olimpia continui ad essere in crisi nera da un anno e mezzo, senza play e senza guardie coraggiose (e senza centri), la dice lunga sul progetto di mister contratto a scadenza 2026 (cit. Leo Dell’Orco).

  7. Voglio solo chiarire, visto che il tema a quanto pare interessa ancora, che mi pare che le mie parole siano state fraintese, per quanto in buona fede.

    “Controbattere” è la parola che mi è stata attribuita, che secondo me ha causato la confusione, “controbattere l’avanzata di altre potenze economiche”.
    Mi è stata attribuita erroneamente.

    Quello che ho scritto, invece, è che l’evidente ambizione politica di Messina nel mondo del basket, che si è seduto in casa Armani per avere una base solida e credibile dalla quale tessere la tela del suo futuro politico, giustificherebbe e spiegherebbe, se fosse confermata, il sostegno e l’appoggio che gli garantisce Dell’Orco, nonostante l’evidente mancanza di risultati rispetto ai proclami e alle spese che sono dichiaratamente puntate al titolo europeo.

    Dubai, Parigi e Londra avranno bisogno di risultati e ne avranno bisogno presto, butteranno quindi milioni nel catino ingaggi per assicurarsi quanti più possibile dei migliori.
    Il gioco futuro, ma è un futuro prossimo, sarà quello lì.

    Dell’Orco forse ha visto molto meglio di me, dicevo, che il vortice nel quale inserirsi per stare a galla – non per controbattere, ma per fare parte del movimento – più che dai risultati sportivi passa da personaggi con ambizioni politiche nello sport, e conoscenze, e capacità d’intimidazione nell’ambiente come le ha Messina, quindi se lo tiene stretto nonostante il fallimento manageriale e sportivo.
    Cinque anni e decine di milioni spesi sono troppi per non aver costruito niente, il fallimento di Messina in questo senso non ha bisogno di me per essere affermato.

    Ma l’ambizione, la ferocia politica, l’intimidazione dell’ambiente di cui gode il suo Ettore gli potranno essere utili quando per stare a galla i soldi di Armani che sembrano tanti, potranno non essere più sufficienti, perché altrettanti se non di più ne arriveranno in campo.
    Solo così mi spiego il comportamento apparentemente incomprensibile dell’Olimpia Armani Milano che non si disfa del bulletto che ben poco ha costruito.

  8. non so se napier tornerà, ma a me risulta a torto o ragione che tlc non e rimasto a causa del suo pessimo rapporto con messina, il discorso di palmasco continuo a non comprenderlo, ma sei sei tra gli ultimi adesso, figuriamoci dopo, a prescindere dalla potenza di messina che non vedo in campo internazionale, parli di relazioni e potere di acquisto, a me sembra che molti giocatori non gradiscano milano……………

  9. Io non penso che ci sia un interesse del gruppo Armani o di Dell’Orco di far parte della cerchia delle persone che conteranno fra qualche anno nel mondo del basket.
    Per Giorgio, l’Olimpia è un passatempo, dove buttare qualche spicciolo: se vengono i risultati bene altrimenti amen.
    Ha quasi 90 anni e nessun erede diretto, il suo business è un altro.
    Non vedrà, per questione anagrafiche, il predominio di Dubai sul basket o sul mondo intero.
    Messina ha visto che questo doppio ruolo li garantisce un fine carriera sportivo prima, dirigenziale dopo, di altro livello.
    Ma che vada farà solo il presidente.
    Siamo noi, i tifosi, che viviamo di risultati, che questa situazione negativa ci da fastidio.
    Stasera Giorgio tornerà a casa sereno, indipendentemente dal risultato, io, noi no.

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