Ismael Kamagate ha rilasciato una lunga intervista al sito francese BeBasket dopo la sconfitta di Milano contro il Partizan a Belgrado: «Questo è certo. In effetti, è una ripetizione, spesso accade la stessa cosa. Si passa in vantaggio in una partita e poi la si perde nel finale. Poi si cerca di fare qualcosa, ma non funziona. È molto frustrante».
SULLA SUA PARTITA DI BELGRADO
«È stata una sfida per me. Perché mi ha messo subito in campo ed era un’occasione da cogliere al volo. Purtroppo ho commesso qualche errore difensivo e sono finito in panchina. Ma continuerò ad allenarmi e a tenermi pronto per quando mi si presenteranno altre occasioni».
SUL SUO MOMENTO
«Credo che il fatto che i nostri risultati collettivi non siano molto buoni rallenti un po’ le cose. Per il resto, l’ambiente di lavoro è ottimo, ma dobbiamo vincere le partite. Abbiamo davvero bisogno di vincere ora. Cosa mi manca per entrare nelle rotazioni? Direi la costanza. Ci sono momenti in cui arrivo e sono molto bravo, altri in cui sono un po’ nella media, altri in cui non sono bravo. Ho bisogno di maggiore costanza. Migliorato da inizio stagione? Certo che sì. Per esempio, credo di essere in forma come mai da molto tempo a questa parte. Ho anche migliorato la mia etica del lavoro e la mia professionalità, perché diciamo che a Parigi ero ancora indietro. E poi i dettagli, soprattutto i dettagli».
SULLO SPAZIO IN LBA
«Un po’ di più, sì, ma è la stessa cosa in Italia: devo essere più costante in quello che faccio. Ma è un campionato molto bello, dove chiunque può battere chiunque, è un po’ come la Francia da questo punto di vista. Perché ho scelto Milano? Innanzitutto, è stata un’opportunità per imparare da giocatori come Kyle Hines, Nicolò Melli, Nikola Mirotic e così via. Inoltre, volevo lottare per il minutaggio, cosa che non avevo necessariamente al Paris Basketball. È una novità per me, è la prima volta che ho un anno come questo nel mondo dei professionisti e mi spinge a dare il doppio di quello che potevo dare prima. Noi tre giovani lavoriamo più di chiunque altro, ed è normale. A Milano, tutto viene adattato per garantire che siamo al top».

Ma il top de che?
A questo poverino già gli hanno storto la testa. Spiace 😩
Un occhio cinico (ahimè’ parte della mia indole personale) andrebbe a guardare sotto le parole….”abbiamo bisogno di vincere ora”, come se “ci sono momenti in cui e’ importante vincere e altri in cui non lo e’ necessariamente”. Denota una brutta mentalità’, e uno stato debole di partenza. Purtroppo (ma e’ il suo bello) nello sport non c’e’ spazio per la via di mezzo: va ripetuto a se stessi che importa vincere SEMPRE. Quella deve essere la mentalità’ di partenza da cui non deviare. Poi puoi perdere (perché’ ogni partita ha una sua vita), ma non deve esistere spazio mentale per considerare la possibilita’ di sconfitta a priori. Non farei normalmente un commento del genere se non avessi visto il preoccupante stato mentale della squadra: che quando avanti si siede, e quando indietro crolla in energia e morale. Di questa squadra il problema della mentalità’ individuale e di gruppo viene discusso da pochi (alcuni lo hanno già’ evidenziato) ma penso sia alla base di tante risposte….Il problema li’ e’ che se strutturale, e’ difficile cambiarlo una volta composto il roaster, può’ essere solo plasmato in sede di selezione iniziale ma quando diffuso in spogliatoio, diventa contagioso.
Kamagate ha bisogno soprattutto di un coach che gli dia fiducia e lo faccia giocare. In LBA Kamagate poteva essere schierato 10-15-20 minuti a partita anche per far riposare i titolari di Eurolega e da lì avrebbe preso lo slancio per prendersi qualche minuto in Eurolega pure lui.
Ma Messina i centri non li vede, ha tenuto Hines che in Eurolega non ce la fa più e che con tutto il rispetto doveva seguire l’esempio di Datome l’estate scorsa. Il Coach utilizza Poythress che gioca male e prende tre falli in 5 minuti e poi in panca per tutto il resto della partita.
Un’Alba Berlino o un Bayern Monaco dove qualche italiano si è fatto le ossa invece di farsi bruciare da Messina, avrebbero dato minuti Eurolega a Kamagate ad ogni partita. Invece in Olimpia il centro francese non ha spazio, come pure Caruso. Perché Messina mette assieme un roster di 16-18 giocatori, li paga tutti e 16-18 ma poi utilizza sempre i soliti 9-10.
Sono ulteriori motivi, lo spreco di budget e di giovani talenti, per cui Messina dovrebbe dimettersi da POBO e da HeadCoach e andarsene dall’Olimpia Milano. Ma tanto paga Armani per cui chissene, i soldi si possono scialare per prendere l’inutile Pangos e il malato cronico Mirotic da far giocare troppo e fuori ruolo.