Dino Meneghin è stato convocato da Carlo Genta a “Tutti Convocati” a Radio 24. Ecco le sue parole sul momento di Olimpia Milano.
SUL MOMENTO
«Diciamo che questo è un pezzo del viaggio che sicuramente è difficilissimo per Milano. Le classifiche, sia in Euroleague che in campionato, lo stanno a dimostrare. La squadra è un po’ nervosa, contratta, ha dei momenti di bellissimo basket che alternano ad altri con errori grossolani, palle perse banali, disattenzioni. E’ sicuramente un momento molto, molto difficile da cui si esce solamente con la voglia, con la caparbietà. Mio padre diceva sempre “forza e coraggio”. Diciamo che potrebbe essere l’inizio».
SULLA SQUADRA
«Non è detto che anche se tu compri grandi campioni e hai vinto, come hai detto prima, Scudetto o Coppa dei Campioni, non è detto che sia matematico rivincere l’anno dopo, perché la strada si fa sempre più in salita, perché gli avversari ti conoscono, cominciano ad allenarsi di più per batterti perché sei il campione.
Prendi qualche giocatore che ti sembra più adatto e invece poi ti accorgi che non è il giocatore giusto perché sconvolge un pochettino i meccanismi. E quindi c’è tutta una serie di cose che inspiegabilmente si verifica sul campo. Dopo cerchi di rimediare strada facendo, magari con qualche inserimento di qualche nuovo giocatore.
Però la cosa principale secondo me è che quando cambi tanti giocatori in un anno, da un anno all’altro, diventa complicato per i primi mesi coinvolgerli, farsi capire dall’allenatore, capirsi fra giocatori, è molto molto complicato. In questo momento la squadra mi sembra sicuramente… Ieri diciamo che abbiamo preso un brodino, per così dire.
La squadra ha avuto almeno un momento di reazione forte, anche se poi banalmente l’ha buttata via. però diciamo che la squadra c’è, i giocatori ci sono, l’allenatore non si discute».
SU ETTORE MESSINA
«Lui sicuramente ogni tanto gli parte la giugulare come Fantozzi, Rosso, Rosso-Pompeiano eccetera, ma questo è il suo carattere, si conosceva già insomma, per cui vedo la squadra ogni tanto non tranquilla, sempre paurosa, timorosa di fare un tiro. Quando i giocatori capiranno la loro forza e prenderanno più sicurezza nei loro mezzi, sicuramente vedremo la migliore Milano. Oltretutto è una squadra che punta molto sul tiro da fuori. I palloni vanno dentro e si sbloccano. Se non vanno, soffrono con tutti. L’altra cosa negativa secondo me sono le palle perse, che sono sempre tante, tantissime, e quindi a questi livelli tu non puoi permetterti di perdere 15, 16, 18 palloni a partita. Agevoli l’avversario».
SULLA DIFESA
«Quella (la perdita di attitudine difensiva, ndr) è la cosa preoccupante, perché c’era qualcuno in America che anni fa diceva: se vuoi vendere biglietti l’attacco è fondamentale, se vuoi vincere ti serve la difesa. E quindi, anche per esperienza personale, difendere bene e mettere in difficoltà gli avversari ti dà quella carica giusta per sentirti più forte anche in attacco e più tranquillo.
Vabbè, va male un canestro, però in difesa ci siamo e rimediamo. Perché tutto parte da lì, secondo me, dalla testa dei giocatori. Già difendono bene, però ogni tanto ci sono delle amnesie che difficilmente vedi in una squadra di questo livello».
SULLA CONFERMA DI MESSINA
«Un messaggio chiaro ai giocatori, per quelli che si lamentano perché l’allenatore non li capisce o non li fa giocare tanto.
Questo malcontento può generare accredine verso l’allenatore. Il messaggio dell’Olimpio è chiarissimo. Per tre anni ancora c’è questo allenatore. Per cui, o vi adeguate, o altrimenti quella è la porta. Tanto la brutta figura la fate voi, perché al di là delle colpe dell’allenatore, chi fa brutta figura è il giocatore.
L’allenatore può mettere in piedi qualsiasi difesa, qualsiasi attacco, eccetera. Se poi i giocatori mi buttano la palla in tribuna, si palleggiano sul piede, fanno dei passaggi del menga, è logico che la colpa non è dell’allenatore, ma dei giocatori. Questo messaggio secondo me può dare un po’ più di stabilità e anche forse un po’ più di tranquillità ai giocatori.
Nel senso di dire questo è il percorso, questo è il tragitto, o ci adeguiamo, come diceva Totò, oppure ce ne andiamo».

Si infatti caro Dino, asservito alle logiche societarie di Olimpia Milano, che , di volta in volta, coinvolge i grandi ex…….caro Dino, andranno via tutti i giocatori e rimarrà solamente coach Messina al comando, almeno lui si, di un Olimpia Milano da retrobottega dell’Atelier Armani
Può darsi che le uniche voci critiche sull’operato del coach si trovino solo su ROM ??????
Con molta probabilità nell’ambiente si ha paura di ammettere quello che è sotto gli occhi di tutti :
il Fallimento di un progetto.
Più di un progetto che non è mai esistito io direi il Fallimento di Messina!
Caro Micky, nonostante Dino sia stato il più forte giocatore italiano di tutti i tempi non è mai stato coach e qui ci sono una serie di topiche che non si può non sottolineare :
1)Il pezzo del viaggio difficilissimo in eurolega dura dall’eliminazione ai playoff con l’Efes.Parliamo giusto di 20 mesi….
2)Non è detto che se compri grandi campioni e qualche giocatore ti sembra adatto.etc…adatto a giocare fuori ruolo?Perché tranne il Chacho tutti hanno giocato fuori ruolo…(compreso Shields guardia e Hines play ).È da questo che valuti non sia un giocatore giusto,soprattutto se sono stati primo quintetto eurolega altrove?
3)Cambiare sempre tanti giocatori non porta amalgama né coinvolgimento,ma altrove si chiederebbero se chi sceglie i giocatori sia all’altezza.
4)Una squadra che punta tutto sul tiro da fuori e perde caterve di palloni (quindi senza passaggi sotto canestro o altre azioni più “rischiose”) ha forse un gioco?
5)Con l’attacco vendi i biglietti e con la difesa vinci le partite.No problem:noi non abbiamo né uno né l’altro.
6)Se i giocatori si palleggiano sul piede o fanno passaggi del menga i casi sono due:
O sono pippe e allora non andavano comprati
Oppure altrove giocavano bene e da noi sono diventati pippe.
Le colpe quindi sono di chi li ha scelti nel primo caso,di chi li allena nel secondo.A Milano sempre del pastore che li compra e li allena (rovina) e in aggiunta li svaluta.
Caro Trinità sono completamente d’accordo con te su tutto come sempre del resto.
Io non ho mai dato peso alle dichiarazioni di circostanza degli ex coach o ex giocatori perché le trovo banali e di convenienza mentre quello che comprendo molto meno è la sudditanza dei giornalisti al cospetto del pastore. Ti rendi conto che siamo giunti al punto che si cagano sotto? Questa è la triste verità.
Continuo a trovare incredibile la fiducia quasi totale che Messina riesce a raccogliere dall’ambiente basket (europeo/italiano) e da colleghi e “esperti”. La fiducia e’ quasi religiosamente totale su un futuro roseo e in cui tutti I problemi saranno risolti. Chiaro, molte delle dichiarazioni sono di facciata e scontate (vedi Trincheri e Meneghin) dettata da principi di eleganza e rispetto (anche quelle caratteristiche europee e italiane). Ma in USA dove vivo con un 20 mesi con questi risultati saresti stato cacciato a male parole e probabilmente non avresti un lavoro salvo quello di cronista a ESPN (indipendentemente da i “tituli”). Sarà che qui i vecchi solo odiati come il diavolo e sarà che in Italia probabilmente le regole e la pazienza sono diverse. Rimane incomprensibile per me, ma chi sono io per giudicare….
Ma sai, i colleghi ed esperti molto spesso, quasi sempre, sono ex-colleghi o ex giocatori che hanno fatto o fanno parte dello stesso circolo Barnum, un cerchio ristretto dove vige la regola del “cane non mangia cane”……non si sa mai
Quello che stupisce è la mano morbida che usa certa stampa ed i certi giornalisti che si presumerebbero indipendenti da certe dinamiche…..ma spesso non lo sono
Mauro C, il caro (nel senso che percepisce qualche milione di euro di ingaggio) Messina, se avesse veramente avuto a cuore le sorti della società/squadra Olimpia Milano, si sarebbe fatto da parte già dopo l’infinita serie di sconfitte in E.L. dell’anno scorso. Invece, in sintonia con la proprietà, ha messo su il teatrino delle false dimissioni, che viene replicato all’occorrenza.
Qui purtroppo la decisione spetta alla proprietà, che essendo impegnata a preparare le collezioni primavera/ estate non vuole avere rotture di coglioni con il basket.
Tanto per loro è solo business e passerella non certo passione.
Esonerare Messina significherebbe ammettere anche la loro sconfitta. ( la cazzata del doppio ruolo grida vendetta).
Arroganti tanto quanto il coach che hanno scelto.
Chi si somiglia…..si piglia……
Il 90 % delle dichiarazioni che Ti stupiscono è solo di facciata. Se veramente venisse esonerato ne sentireste di belle.
Altro che critiche su ROM
@fab, @M.T, quello che dite e’ comprensibile. Sono più abituato a vedere il “silenzio” (quando ci sono critiche che bollono in pentola) più che le false esternalizzazioni complimentose, ma quelli sono dettagli culturali. In NBA non ho mai visto lodare chi e’ in palese traiettoria negativa, al massimo stanno zitti (mentre la stampa locale attacca spietatamente). Diversi mondi chiaramente
Gamba, Meneghin etc tutti ridicoli nella dichiarazione. Ma Meneghin gran giocatore più non è mai stato un fulmine. Poi vorrei sapere a quali giocatori si riferisce? Melli? Lo dica.
Melli e’ clamorosamente under performing, è’ il capitano e ha uno stipendio ormai spropositato. Mirotic? Hines? Shields? Questi sono i leader dello spogliatoio non Lo o Poythress. Quindi iniziamo ad attaccare Melli. Caro Dino sparare contro i giocatori genericamente non dice nulla. Aria fritta.
Ps
Poi se uno è average (Lo) o gioca fuori ruolo (Hall) non puoi prendertela con loro.
Una curiosità. C’è qualcuno che pensa che Banchi oggi valga almeno il doppio se non il triplo di Meschina?