Olimpia Milano post Pesaro | Chi in Italia può davvero contrastare Brandon Davies?

Olimpia Milano post Pesaro. I biancorossi si rimettono dietro Tortona e tornano a due punti dalla Virtus. La Pasqua al Forum dice tanto

Olimpia Milano post Pesaro. I biancorossi si rimettono dietro Tortona e tornano a due punti dalla Virtus capolista. La Pasqua al Forum racconta di questo e del top stagionale per punti segnati, 102. E tanti auguri.

Una buona gara per i biancorossi, in linea con quanto visto contro il Barcellona, per quanto ad un livello più basso e con una squadra in disarmo dopo la Coppa Italia.

I 22 punti di Shabazz Napier non sono una novità, la buona notizia sono i 15 di Shavon Shields, in campo 21’ con 4/5 da 2 e 2/4 da 3. Per lui anche 3 rimbalzi e 4 assist in quello che è il massimo stagionale in Serie A.

Ovviamente parliamo di un giocatore imprescindibile per dare un altro volto alla stagione, così come Gigi Datome, che in 19’ segna 11 punti con 3/5 da 3. Per il capitano di Italbasket la stagione è stata ancora più complessa, gli stop tanti e sfibranti, ma in una squadra che per ora ha avuto solo in Billy Baron un tiratore, la certezza di aver Gigi in uscita dai blocchi o libero sul lato debole può essere solo un grandissimo aiuto.

Poi c’è Brandon Davies. 16 punti in 22’’, 7/8 da 2 con 6 rimbalzi. Dal momento dello stop di Johannes Voigtmann nel secondo tempo con il Barcellona il centro USA ha prodotto un 9/11 da 2 con 9 viaggi in lunetta (ieri impreciso, 2/5) in 34’ giocati. 

Johannes Voigtmann apre il campo ad una squadra con due play del valore di Pangos e Napier, è vero. Ma chi oggi in Italia ha davvero qualità e quantità per contrastare il talento offensivo di Brandon Davies?

15 thoughts on “Olimpia Milano post Pesaro | Chi in Italia può davvero contrastare Brandon Davies?

  1. Segnare più di 100 punti, col Forum che canta in coro “Cento! Cento! Cento!” quando eravamo a 98 è sempre un divertimento.
    Una bella vittoria, oltretutto si sono viste giocate davvero spettacolari, canestri meravigliosi, non solo da Shabazz.
    Quindi bene.

    Ciò detto c’è da costruire una squadra per la finale.
    Tutte le nostre attenzioni quindi dovrebbero avere quel taglio, le partite restanti dovrebbero essere guardate da quella prospettiva, per me, ed è quello che farò senza la pretesa, ovviamente, di sostituirsi all’allenatore che è l’uomo che lavora per la nostra squadra…

    Partiamo allora proprio dalle parole di Datome (riportate anche due post sopra di questo in realolimpiamilano): “Non è stato ovviamente un buon approccio, ma siamo stati bravi a cambiarlo e a tenere la costanza durante la partita”.
    Ce n’eravamo infatti andati sotto di 10 subito. Non è un cominciare bene, non sempre rimontarlo riesce, soprattutto se giochi contro squadre del tuo calibro, come sicuramente sarà Bologna, anche lei in cerca di una pezza da mettere sulla stagione.

    Diranno, hanno detto, e dice Datome che l’approccio non è stato buono. Gente che tirava e la palla non entrava, Pesaro che ci rifila 22 punti nel quarto, palle perse a volontà, banali la maggior parte.
    Che fosse un approccio non buono è evidente.
    Ma è tutta la spiegazione, la sola spiegazione, nient’altro che LA spiegazione?
    In ottica costruzione della squadra secondo me no!
    E neanche serve a spiegare bene quanto è successo. Troppo superficiale come unica spiegazione.

    Messina infatti secondo me ricade subito in un suo vecchio errore: parte con Shields da 2 – ne ho già scritto spesso a inizio stagione.
    Non solo sprechi le potenzialità del nostro campione, anche se ancora a mezzo servizio, ma imballi la squadra, perché dopo che Shields ha ricevuto subito il pallone, a difesa avversaria ancora troppo schierata, non c’è adesso un 3, un’ala piccola di manovra e di potenziale attacco al ferro.
    In campo c’erano infatti Napier, Datome da 3, Melli e Hines, ovviamente con Shields.
    Poi che succede?
    A circa 6 minuti da quello strazio, e dopo un inutile to, Messina finalmente mette dentro Hall, Shields quindi va nel suo ruolo naturale e più efficace di ala piccola, il gioco cambia come per magia, Shields può andare a canestro o sfruttare i vantaggi che sa creare dal palleggio per favorire assist ai compagni – in quanto non riceve più il primo pallone di costruzione, ma l’ultimo – la squadra si mette a giocare, i canestri arrivano, anzi verranno a piene mani, trovata la via.

    Non c’è evidenza, ovviamente. Ed è vero che l’atteggiamento dell’intera squadra è molto cambiato.
    Però, ed è un però che in ottica costruzione della squadra non sottovaluterei, guarda caso il cambiamento è avvenuto tutto insieme proprio quando Shields è tornato al suo posto!
    Se non altro fa riflettere.

    Soprattutto in una stagione che ha dimostrato a sufficienza, purtroppo, che i giocatori è meglio lasciarli fare quello che sanno fare, perché il trucco del fuori ruolo ha le gambe cortissime, anche se conta molti applausi e fiori all’occhiello per gli allenatori, fiori di rimpianto ovviamente, crisantemi, ma pur sempre fiori e applausi in certi circoli che immagino ristretti, perché a me pubblico, certi esperimenti di certo non sono piaciuti…
    E non piacciono.

    Non si tratta, come dice Gamba, di sedersi allora al posto di Messina e provarci io, come mi ha suggerito un ignoto citandomi Gamba, ma essendo uno meno in gamba di lui, non s’è accorto che fuori dalla panchina le cose potrebbero a volte vedersi meglio, proprio per non avere poteri decisionali.

    Allora chiudo con due cose: la prima che la mossa dei fuori ruolo non convince in generale come concetto, anzi disturba – a meno che ovviamente tu sia costretto – ; la seconda che la convinzione di Shields da 2, perché a questo punto è una convinzione, non un esperimento, è una cagata pazzesca, per lui e per la squadra!
    In un roster affollato di ottime guardie, poi… (ma a cheeethe serve??? Ma lassa sta).

    Sulla difficoltà di scegliere i magnifici 6, che ieri con Davies s’è palesata in tutto il suo splendore 😔, avremo tempo.

  2. Perfetto, quindi come hai detto te, bisogna far fare ai giocatori quello che sanno fare. Quindi di chi è la colpa di giocatori sempre fuori ruolo o giocatori imbrigliati in schemi che capisce solo lui?? Vedere ancora una volta giocatori messi in campo a cazzo e NML ancora a casa e un insulto all’intelligenza umana

  3. Si chiamano rotazioni apposta x ruotare tutti. Non mi riferisco a questa partita in particolare, ma alla gestione giocatori in generale. Ti porti thomas e gli fai fare 0 minuti, ti porti l’altro e gli fai fare 0 minuti, quell’altro non lo convochi da 2 mesi. Si chiama rispetto.

  4. Napier-Pangos-Shields-Baron-NML-Hall-Hines-Davies

    Tra questi 8 si scelgono i 6 più in forma e si adatta il gioco in base ai presenti. Senza cambiare i ruoli a cazzo. Questo farebbe un grande allenatore.

    1. Contemplare NML e non Voigtmann e/o TLC? Diciamo allora un allenatore con cui condividerei le scelte, non un grande allenatore. Perché per me un allenatore così non sarebbe un grande.

  5. Ma TLC è arrivato solo xché si era fatto male Shields, altrimenti non lo avrebbero mai considerato, quindi già in partenza non è la prima scelta.. e nemmeno la seconda..

    1. Non capisco, anche Napier è arrivato perché si era fatto male Pangos

      1. Lo sapevo che avresti risposto così, napier è arrivato oltre che x l’infortunio di pangos soprattutto x rimediare a un clamoroso errore di costruzione del roster da parte dell’ometto

      2. Ok, ma non capisco comunque perché, pur essendo a roster, va escluso dalle possibilità solo perché arrivato in sostituzione. Intendiamoci, prima di lui vedo comunque Baron/Hall, ma sicuramente non NML

  6. Scusa Ale MI, è vero che Cabarrot ha avuto una seconda possibilità di approdare a Milano, grazie all’infortunio di Shields ma, in verità, era la prima scelta di Messina, per il ruolo di vice Shields. Era stato contattato ai primi di luglio, ( come lo stesso Cabarrot, ha confermato nella sua prima Intervista italiana ad Olimpia TV ) purtroppo, in quella occasione, preferì prendere tempo, aspettando un’ulteriore chiamata, dai manager NBA. Ad agosto, Messina, che predilige avere il roster ” già fatto ” al momento del raduno pre campionato, ingaggio’ Thomas che, purtroppo, non si è rivelato funzionale al ruolo.

  7. Napier-Pangos-Shields-Hall-Hines-Davies.

    Questi, se non ci sono infortuni e clamorosi cali di forma, sono i nomi dei 6 per la finale.

    Si potrebbe discutere su Cabarrot e Voigtmann. Ma in entrambi i casi non vedo possibilità. Voigtmann parte nei primi 5 da parecchie partite ma alla fine il rendimento reale non si vede. Viene elogiato perchè rispetto ad una annata totalmente fallimentare ora qualcosa combina. Ma non vorremo mica preferire lui Davies o peggio ancora ad Hines!

    Con la squadra al completo, se arriviamo in finale, possiamo solo perdere noi. Non vincere Bologna.

    1. Senza infortuni o cali di condizione penso anch’io che i 6 che giocheranno i playoff saranno questi.
      Napier, Shields e Hines sono intoccabili, di Hall Messina ne ha sottolineato l’importanza post Pesaro, Pangos penso lo porti perchè al doppio play non vuol rinunciare, Davies offensivamente in Italia è un plus.
      Spiace per Baron e anche Voigtmann, i quali salvo improbabile turnazione temo non vedranno il campo nei playoff.

      1. Caro Cap, sono d’accordo sui nomi. Riguardo a Pangos, in questa stagione, ha dimostrato di essere un soggetto ” da maneggiare con cura “. Non escluderei a priori, un’alternanza con Baron. ( almeno nei quarti e, in semifinale )

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