Il CEO di EuroLeague, Marshall Glickman, è passato da Milano nella giornata di mercoledì 5 aprile per incontrare i vertici di Olimpia Milano.
Un lungo tour in giro per l’Europa per il dirigente della competizione, che la scorsa settimana ha incontrato a Barcellona i dirigenti della Virtus Bologna.
In una foto, credibilmente al Ristorante Nobu di via Gastone Pisoni, si vede Marshall Glickman in compagnia di Ettore Messina, Christos Stavropoulos e lo sport director di EuroLeague Ibrahim Erkan.

L’attuale format inizia a mostrare qualche limite. Fisicamente devastante per le squadre, economicamente molto dispendioso e poco remunerativo e che male si incastra con i campionati nazionali. L’idea è l’allargamento ma per forza di cose dovranno andare verso una modifica del format se il numero di squadre è destinato ad aumentare.
Mi aspetto un po’ di cambiamenti, non tanto l’anno prossimo, ma tra due anni quanti probabilmente le squadre saranno 20.
Credo che all’inizio di questo nuovo format molto avessero sottostimato i costi, sovrastimato le entrate. Purtroppo non è così e sappiamo che certi avvenimenti extra basket hanno inalzato le spese di molte cose che in cascata hanno influito sull’aumento di altre cose. E il basket di EL non fa eccezione.
E poi c’è il discorso fisico. Ogni anno siamo a maledire la sfortunata per gli infortuni, ma questa sarà la normalità e l’eccezione sarà la stagione con tutti sani. Si gioca di più, ci si allena di meno e ci si riposa di meno. I giocatori non sono cyborg e anche loro alla fine sono costretti a dover fare fronte ai vari acciacchi di una stagione così.