Efes-Olimpia Milano, entriamo in modalità EuroLeague per una delle gare più chiave della stagione. Termine improprio, ma pertinente.
Qualche mese fa Ergin Ataman parlava di finale 2023 tra Efes e Olimpia Milano…
«Negli ultimi tempi ha smesso di prevedere il futuro, poco da dire. Ma era un messaggio positivo, soprattutto di grande stima verso Ettore Messina e il suo lavoro da queste parti. Alla fine sono arrivate due stagioni terribili. Per Milano a livello fisico, per l’Efes a livello di amalgama. Credo che il “fallimento Polonara” sia stato il primo passo per i turchi, ma anche Zizic non si è confermato ai livelli di quel meraviglioso giovane che impressionò tra Cibona e Darussafaka».
E’ lo spareggio tra i due potenziali fallimenti più grandi della stagione?
«L’Efes ha vinto le ultime due EuroLeague, quindi non farei drammi, ma in estate per molti analisti sembrava di dover vivere una stagione per il secondo posto. Insomma, un po’ affrettato con questo Real, o con questo Barcellona. Tanto per fare due nomi. Forse si è prolungato di un anno un progetto, il duo Larkin-Micic, e l’aggiunta del talento Clyburn non ha sortito gli effetti sperati. Ma in fondo è più che altro mancato il ricambio intorno a loro. Per quanto riguarda Milano poco da dire. Gli infortuni non giustificano quel che è accaduto. Però la reazione di queste settimane è veemente».
E allora tempo di campo. Che partita sarà?
«Efes senza Balbay, forse con il dubbio Dunston. Al momento pare una squadra in cui tutto, nei momenti chiave, gira nel verso sbagliato. Non si può concedere a Sikma un tap-in semplice come quello di settimana scorsa, ma al tempo stesso Jaleen Smith ha segnato tre triple in sequenza senza senso. Milano ha alzato un po’ il piede dall’acceleratore domenica, e in più avrà Shields. Pangos e Datome invece saranno sempre spettatori. Credo che molto passerà dalla durezza sotto le plance. L’Olimpia può alzare i possessi e costruirsi qualche seconda chance. Ha meno talento, ma più durezza».
Poi ci sono gli esterni…
«E nessuno ha giocatori come Larkin e Micic in Europa. Forse solo il Monaco con Mike James. E forse Milano con questo Shabazz Napier. Si può dire tutto. Aggredire, difendere, correre quando si deve, coinvolgere tutti, sperare in qualche guizzo di Shields. Ma con il Bayern e il Fenerbahce, per intenderci, alla fine l’ha decisa il talento di Napier. E di Baron».
Esame vero per Milano a prescindere dalla classifica?
«L’Olimpia può vincerle tutte, ma serve un record 2-2 di Zalgiris e Baskonia. Altrimenti, tanti saluti. Però si giocherà un match dentro-fuori, senza “se” e senza “ma”, contro una squadra che avrà le stesse motivazioni. Ad oggi, in Supercoppa, in Coppa Italia e in campionato con la Virtus, queste prove Milano le ha fallite. Vediamo domani. Conterà ovviamente la prestazione più che il finale, con l’Efes puoi anche perdere. Sono i bi-campioni d’Europa…».

domani bisogna vincere, punto e basta. potrebbe anche non bastare, ma intanto facciamo la nostra parte. forza olimpia.