Olimpia Milano post Virtus, storia di una rimonta finita prima del tempo, e di un passo indietro meritevole di alibi.
A prescindere dal valore intrinseco di ogni derby d’Italia, non è tempo di fare drammi. Non lo merita il momento, non lo meritano le condizioni e l’andamento di Olimpia Milano in queste ultime settimane.
I biancorossi avevano tutto per dominare il match contro una squadra non al meglio della condizione, ma evidentemente oggi più istruita nel navigare controvento assorbendo i frangenti di un mare in tempesta.
La squadra di Ettore Messina, troppo limitata nel talento dalle assenze, ha avuto il torto di approcciare male la partita. A questo livello lo sforzo di una rimonta, per quanto portata in porto in meno di 5’ dal -13, presenta sempre il suo conto.
E se la Virtus, con i Belinelli, con i Weems, con i Mannion, con gli Shengelia, anche con i Lundberg, è sempre riuscita a cavare un ragno dal buco, persa la lucidità Milano non ha più visto il canestro, ritornando ad una prestazione impalpabile a livello offensivo da 69 punti.
Energia, la parola chiave. Non imposta, quindi espressa in pochi minuti, infine scomparsa, come dimostra anche il 29-35 a rimbalzo con 10 offensivi concessi.
Ma al Forum si è vista anche una squadra contratta, colpita duramente dall’ultimo capitolo nefasto del romanzo chiamato infermeria. E non potrebbe essere altrimenti. Lo stop di Kevin Pangos, che rasenterà un nuovo mese di attesa, ha indubbiamente un peso notevole su mire, ambizioni, certezze e fluidità di gioco.
Il volto di Ettore Messina, il sorriso tra l’ironico e il rassegnato alla domanda di Massimo Pisa, è l’emblema del momento: «Dobbiamo ricominciare da capo». E ogni volta è sempre più difficile. A meno che Shavon Shields…

In EL solo la matematica non condanna le italiane: l’8° posto è a 15w attualmente, Milano è a 12 e Bologna a 13, recuperare rispettivamente 3 e 2 w in 6 e 5 partite è quasi impossibile.
Oltretutto sono da recuperare su tante squadre; se fossero una o due davanti, e vanno in crisi, puoi anche sperare, ma qua c’è anche il rischio che già la matematica ti condanni, perchè le squadre si incontrano tra loro e una delle due avanza comunque.
Secondo me Milano deve usare queste partite per continuare a riprendere autostima in vista dei playoff LBA.
I processi si fanno nelle aule di giudizio per cose ben più serie di queste ma cresce sempre più il sentore di trovarsi di fronte ad un gruppo di lavoro che abbia deluso quasi del tutto le attese che erano riposte in lui,e tutti(nessuno escluso)devono essere messi sin da ora sotto esame non solo per i risultati che arriveranno a fine stagione ma soprattutto per quanto già visto.
Si può dire che sia mancata soprattutto la continuità di rendimento e la capacità di mantenere costante la tensione tra un impegno e l’altro ed i risultati sul campo sono lo specchio fedele di questa situazione che dovrà necessariamente vedere una assunzione di responsabilità da parte di tutti coloro che hanno fatto parte di questo onerosissimo progetto.
Da questo punto di vista si può dire che quasi tutti hanno fallito perciò sarebbe molto facile tirare una riga che vedrebbe molti di più quelli che il prossimo anno non vestirebbero questi colori.
Il problema di fondo resta però uno:le rivoluzioni,giuste o meno che siano,hanno bisogno di denaro,molto denaro,e questo non succederà da noi perché non credo che Armani sia comunque così ingenuo da avallare una nuova dispendiosissima campagna acquisti che non farebbe altro che riportarci ancora più indietro di dove siamo finiti con le nostre mani.
Ferma restando una improbabile matematica che ci tiene ancora in pista per l’Eurolega abbiamo ancora il tempo necessario per prepararci a sparare l’ultimo colpo che ci e’ rimasto in canna e che non potremo assolutamente fallire se vogliamo dare un senso a questa nefasta stagione.
Ciò che appare del tutto evidente e’ l’enorme disavanzo tra quello che tecnico e giocatori erano chiamati a fare e quello che hanno dimostrato sul campo e non può essere certo solo colpa degli infortuni che pure hanno avuto il loro grande impatto negativo.
Troppe cose non hanno funzionato per credere che poche mosse (ma ben giocate) possano riportare tra pochi mesi questo gruppo a lottare nuovamente al vertice per la nuova stagione ma non credo ci possa essere strada peggiore che stravolgere del tutto un roster che ha tutt’ora delle solide basi per diventare nuovamente competitivo ad alto livello.
Se tornano tutti, paradossalmente, ci saranno problemi, perchè sarà dura mettere dentro Hall, Shields e Pangos. Rimarrà fuori Mitrou Long, e probabilmente uno tra Voigtmann e Hines, e (mio parere) con Hall sano si rischia di vedere Pangos in tribuna. TLC e Thomas solo allenamenti fino alla fine, salvo emergenze o necessità di far riposare qualche titolare. E poi vedere se Baldasso, Datome e Biligha sono in grado di giocare (ma credo si riprenderanno prima dei playoff e verranno provati). Le ultime partite di Eurolega potrebbero diventare sedi di esperimento o di gestione minuti una volta che saranno fuori dai giochi matematicamente.
tanti giocatori buoni ma non vedo campioni, senza il chacho i nuovi non sono stelle.
Contro la Virtus si è rivisto l’inevitabile problema di avere un handler solo contro una squadra che ha altri difetti ma non quello di avere pochi trattori della palla.
A posteriori magari un pensiero a Cabarrot lo avrei fatto per avere un esterno più fisico, ma chiaro che dopo è un filo più semplice.
Milano ha sofferto nel primo tempo una difesa che le ha tolto molto le ricezioni sulle uscite di Baron ed è riuscita a spingere molto bene Napier sugli aiuti, togliendo il tiro da 3 sul pick and roll.
Bologna poi ha avuto molto da tutti i suoi handler, a partire da Mannion che ha dato un contributo importante, soprattutto nel leggere la difesa di Milano che droppava.
In stagione tra Milano e Bologna fin’ora ha vinto la squadra in trasferta, quindi ottima cosa non avere il fattore campo a favore in un’eventuale finale. 🙂
Partita con tante assenze da ambo le parti che dice poco.