Olimpia Milano post Baskonia | Serviva qualità. Ora riscopriamo questa squadra

Alessandro Maggi 4

Olimpia Milano post Baskonia, un sorriso che torna dopo cinque sconfitte in fila. Un sorriso che non cambia la vita, che non illude

Olimpia Milano post Baskonia, un sorriso che torna dopo cinque sconfitte in fila. Un sorriso che non cambia la vita, che non illude, ma che regala positività per il domani. Ovvero per Torino.

Fattori? Johannes Voigtmann che si presenta al pubblico del Forum, ed esce tra gli applausi, su volere di Ettore Messina. Sbaglia le prime due triple, arriva a ventitre errori in fila, poi la prima vincente cambia tutto per lui.

Si sente, si vede. Durezza difensiva quando può, segnali di incoraggiamento da e per i compagni, la bella pacca sulla spalla in panchina di Deshaun Thomas quando il tedesco se la prende con sè stesso per un mancato appoggio da 2.

L’ultima bomba è la fotografia del valore della sicurezza nel basket. Due compagni che rifiutano il tiro, lui che riceve male il pallone: passo indietro, solo retina. 

Poi, Shabazz Napier. Sottolinea nel modo più semplice Ettore Messina la sua prestazione. A differenza di altri americani non ha aggredito la partita, l’ha studiata, ha cercato il suo posto, ha rischiato di partire con 3 perse, ha trovato il primo canestro su azione nel terzo quarto, ha chiuso con 10 punti.

Letale. E sicuro nei minuti finali. L’Olimpia ha perso 13 palloni, ma nel finale ha tenuto duro. Ha sbagliato pochissimo. Ci sarebbe altro da dire, come i 19 punti della coppia Davies+Hines, ma andiamo oltre.

Questa Milano la scopriremo solo con il passare delle settimane. Questa Milano non aveva bisogno solo di un play, ma di un giocatore di qualità. Aver perso due giocatori importanti ed essersi ritrovati senza qualità è indubbiamente una colpa. Ma non è tempo di recriminazioni. 

Con un’EuroLeague andata, il colpo Shabazz Napier, unitamente ai rientri di Kevin Pangos e Shavon Shields (quando saranno), regalano altri spunti alla stagione. Scoprire quel che l’Olimpia poteva essere, e quel che l’Olimpia sarà.

4 thoughts on “Olimpia Milano post Baskonia | Serviva qualità. Ora riscopriamo questa squadra

  1. Il tema non è cosa vedremo fino alla fine della stagione ma se Messina non stravolgerà il roster …

    1. Credo Messina sappia benissimo cosa fa. Siamo all’inizio di febbraio. Ricordiamoci lo scorso anno dov’era l’Efes. I play off sono solo a 10 punti e davanti ci sono squadre decisamente meno forti dell’Olimpia ed in chiaro calo fisico. Se non sbagliamo nulla ce la si potrebbe fare

      1. Sarei il primo a brindare … it’s over when it’ s over .. ma mi riferisco alla tendenza di Messina di cambiare sinn troppo il roster di anno in anno … cosa che poi porta a bruciare giocatori che poi altrove fanno bene …

  2. Secondo me Voigtman é il cambio di Melli, ma per giocare come sa e deve ha bisogno di un certo tipo di giocatori accanto, niente vieterà prossimamente di avere quintetti con Voigtman e Melli insieme in campo, che secondo me sarebbe stata una opzione anche abbastanza frequentata, non fosse successo tutto quello che é successo, un quintetto con Pangos, Baron, Shields, Voigtnam e Melli, non sarebbe stato per niente male, poi chiaro avresti avuto tutte le variabili con Davis, Ricci e Hines, quindi la situazione é cambiata radicalmente con gli infortuni, brutti, dei due. In sostituzione di Shields é stato preso TLC, ma va rieducato al gioco europeo e questo richiede tempo, visto che era un giocatore che tirava unicamente sugli scarichi in Nba, quindi si é sentita la mancanza di un play, che al momento non era presente sul mercato, l’unico serio era Campazzo, ma non aveva intenzione di venire a Milano, visto che ha rifiutato il triennale, e hanno preso quello di più alto livello, nel momento in cui la società, quindi lo staff, ha ritenuto fosse fisicamente pronto, dopo il brutto infortunio. L’arrivo di Napier ha rimesso tutti nel ruolo abituale ed i benefici si sono visti subito e NML torna nel ruolo originario di giocatore di rottura, se necessario per la partita, altrimenti l’EL la guarda dalla panchina. Per quanto riguarda il gioco di Messina, come ha sempre dichiarato, é un gioco fatto di passaggi e non solo di palleggi, in cui i vantaggi si dovrebbero creare con il gioco senza palla, mentre qualcuno gioca un p&r o fa qualcosa di utile per la squadra, i ribaltamenti di lato ne sono una conseguenza e personalmente questo gioco piace molto, perché é l’essenza della pallacanestro, sarà come dicono molti, obsoleto, ma non lo é per niente, anche perché essendo un gioco prevalentemente di letture, con una traccia che può cambiare in base alle chiamate, non é facilmente scoutizzabile, sempre se gli interpreti sono quelli giusti, ovvio che fino ad ora non lo erano, le cose stanno andando piano piano a posto, vedremo in futuro.
    Cabarrot va sgrezzato perchè in NBA ha sempre fatto il tiratore sugli scarichi e basta. Role player e via. Qua chiaramente è chiamato a fare cose in più (magari il trattore di palla primario anche no) ma sa muoversi senza palla e sa attaccare la difesa sui ribaltamenti. Le gambe sono buone, le letture vanno e vengono.
    Bisogna lavorarci sul francese.
    Messina usa tanti concetti di flex offense nei suoi attacchi. E quindi ha bisogno di gente che sappia leggere anche fuori dallo spartito. Non è un sistema semplicissimo per tutti.
    Di base gioca meno il pick and roll rispetto a quanto si fa ora, ma ha comunque bisogno di esterni che lo sappiano fare perchè nei finali di partita ti serve per prendere vantaggio. Inoltre in quella situazione ha bisogno qualcuno che inneschi Hines, Melli e Davies e la loro capacità di fare lo short roll.
    Usa tante ricezioni in post, anche con gli esterni fisici, per togliere pressione dal perimetro e creare vantaggio ribaltando il lato. Tutto molto pragmatico ma che deve essere assimilato.

    Di base poi nessun allenatore può prescindere da almeno 2/3 gioocatori che palla in mano creino vantaggi. Che siano giocatori che li creano per se (Shields e Punter per rimanere in tema) o per gli altri (Cacho o Pangos), in EL non vinci se non hai talento tra gli esterni. Vale per Milano e vale per le altre.
    Quando si vince, e contro un avversario tosto, bisogna solo complimentarsi, con il coach e con la squadra, tutto il resto sono cazzate, bisogna solo capire, se i meccanismi messi in atto ieri sera, potranno farci uscire dal tunnel. Vista la partita e i saluti calorosi nel dopo partita con “ReGiorgio” sicuramente messaggi che danno fiducia.

Comments are closed.

Next Post

La prima notte di Shabazz Napier. Messina: Pedigree importante, ma diamogli tempo

Esordio positivo per Shabazz Napier in maglia Olimpia. Nel successo contro il Baskonia ha prodotto 10 punti in 19. Le parole di Messina
Shabazz Napier Messina

Iscriviti