Il Carlino titola: L’Unahotel prova a catturare il lupo cattivo

Alessandro Maggi 4

Il Resto del Carlino, edizione Reggio Emilia, titola a pagina 30: «L’Unahotel prova a catturare il lupo cattivo»

Il Resto del Carlino, edizione Reggio Emilia, titola a pagina 30: «L’Unahotel prova a catturare il lupo cattivo». Sottotitolo: «I biancorossi ospitato i fortissimi campioni d’Italia dell’EA7: un successo, dal sapore di favola, potrebbe cambiare volto all’intera stagione».

Nel suo articolo Daniele Barilli dipinge così il confronto di oggi: «Cappuccetto biancorosso e il lupo cattivo. Dai ragazzi, proviamo a sdrammatizzare un po’. E, magari, proviamo pure a inventarci e a immaginare una favola che possa prenderci per mano e accompagnarci verso la partita più complicata e, al contempo, più semplice della stagione. Perché, per quanto sembri un paradosso, giocare con i campioni d’Italia di Milano è complicatissimo sul parquet, ma è pure mentalmente semplice».

4 thoughts on “Il Carlino titola: L’Unahotel prova a catturare il lupo cattivo

  1. Da parte nostra invece io mi aspetto di vedere un primo tentativo di rinnovamento del gioco. Quello in attacco in modo particolare.
    Proprio perché in LBA abbiamo una superiorità fisica, atletica e tecnica netta, si cominci dal facile per arrivare al difficile.

    Rinnovamento che passa dall’aumentare il ritmo, quindi il numero di possessi, secondo me: giocare in velocità ci espone a un maggior numero di palle perse, vero, ma ha due vantaggi: supplisce alla carenza di play making, favorisce le opportunità di servire i due giocatori migliori che abbiamo davanti, Davies e Baron.

    Io non sono un tecnico, né ho competenze nel campo, però mi pare chiaro che per aumentare la velocità del gioco bisogna cambiare le spaziature: da noi il lungo, o l’esterno in angolo non serve, se smetti di giocare gli hand off tutti fuori, come secondo me dovresti, o almeno ridurli.
    Il gioco attuale di Messina si basa tanto su letture, ma se gli esterni non riescono a creare un vantaggio iniziale, a voglia a leggere 😔.
    Non è quindi la palla che deve viaggiare insieme al play, che noi non abbiamo, ma la palla che deve circolare verso posizioni preordinate e veloci.
    Tanti giochi elementari, pick&pop, dai e vai, blocchi e veli.
    Abbiamo gli uomini per farlo, e i terminali offensivi adatti.

    Un gioco in velocità ovviamente parte da una buona difesa, dalle opportunità delle rubate, dei rimbalzi catturati, quindi dei canestri “facili”.
    E questo è un po’ un problema, in effetti, perché la nostra difesa non è più quella dell’anno scorso (per un conto numerico di tale affermazione leggi la parte finale di questo articolo: https://eurodevotion.com/2023/01/22/euroleague-weekly-round-20-zalgiris/).

    La soluzione da trovare, e di certo purtroppo non posso trovarla io, sarebbe di congegnare un sistema di spaziature tale che mentre i nostri portatori di palla vengono su – perché non abbiamo play, ma solo portatori di palla – mentre vengono su c’è già un sistema di veli che permette il primo passaggio già quando la metà campo è appena passata, e subito un ribaltamento di fronte passando eventualmente per la lunetta dove sia Hines che Davies sanno come giocare. Per dire.

    Non potendo contare più su una difesa da stella dell’EL, e le ragioni sono evidenti e stanno nella qualità difensiva dei giocatori di quest’anno, fare il nostro gioco abituale dei pochi possessi e del ritmo lento imposto agli avversari, non funziona più: è dimostrato dall’EL dove non abbiamo il vantaggio fisico che abbiamo in LBA.
    Mentre abbiamo il potenziale per giocare a chi segna di più, per lanciarci nella corsa folle al numero di possessi.
    Ce ne manca ancora l’attitudine e l’abitudine, ma si possono costruire, il tempo c’è, il materiale umano pure.
    Bisogna cominciare dal facile, come potrebbe essere questo pomeriggio a Reggio, e piano piano abituarsi a farlo anche nel difficile, dell’EL per esempio, ma solo per abituarsi a giocare la finale scudetto al nostro meglio.
    Sui po di EL nessuna illusione. E speriamo che davvero non l’abbiamo neanche in squadra.

    Un tentativo di rinnovamento mi piacerebbe vedere questo pomeriggio, più che un risultato.

    1. Difficile trovare soluzioni abbozzando tentativi di cambiamento del gioco su un architettura (questa priva dei due infortunati) che non sta in piedi al livello di EL, mentre in LBA, anche cosi com’è, è più che sufficente per essere competitiva; in attesa del rientro dei due vedo più un tirare a campare sia nell’agonia di EL, che, visto l’infimo livello, nella confortevole LBA

      1. Quasi in contemporanea ho scritto un altro commento qui, sul post “Le due facce”, che spiega le ragioni per le quali invece io credo che un cambiamento sia strettamente necessario, e che il vantaggio in LBA copre magagne che invece andrebbero affrontate 😏

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