Il CEO di EuroLeague: Inevitabile l’aumento delle squadre. Creeremo le Conference

Alessandro Maggi 14

EuroLeague Basketball aumenterà in futuro le squadre del roster della massima competizione continentale. L’annuncio

EuroLeague Basketball aumenterà in futuro le squadre del roster della massima competizione continentale.

Lo racconta il CEO Marshall Glickman al podcast “The Crossover”: «Penso sia inevitabile aumentare il numero delle squadre, ma non ci saranno più spazi di calendario. Oggi abbiamo un format eccellente, ma per aumentare dobbiamo implementare le conference. In questo scenario, magari le squadre giocheranno in casa/trasferta contro avversarie di conference e in casa o trasferta (ad anni alterni) contro quelle dell’altra conference. Penso che andremo in questa direzione».

La volontà è lavorare su otto, dieci mercati che oggi non hanno squadre nella competizione.

14 thoughts on “Il CEO di EuroLeague: Inevitabile l’aumento delle squadre. Creeremo le Conference

  1. La direzione sembra quella di una sorta di NBA europea, e le dimensioni del continente sono tali che è strano che una divisione in conference non sia già stata concepita, data la distanza ad esempio con le squadre russe che torneranno in EL alla fine della guerra. Se si aggiungessero un paio di franchigie inglesi e un paio di mediorientali, ed altri nazioni, le conference sarebbero inevitabili, perché il torneo raggiungerebbe una dimensione geografica persino superiore a quella NBA.

    Per evitare problemi di calendario basterà estendere le partite ai weekend, ciò che farà aumentare l”audience del basket, il tutto a discapito dei campionati nazionali che verranno disertati dalle squadre di Eurolega, se non con una partecipazione simbolica, una seconda squadra di Panda locali.

    A quel punto la Fiba non potrebbe più spingere i giocatori EL a rispondere alle convocazioni nelle finestre delle nazionali, esattamente come capita ora con l’NBA senza che la Fiba faccia una piega.

    Petrucci non sarà contento di quest’idea, ma ormai quel relitto di dirigente è ineludibilmente diretto verso la sua dismissione forzata del 2024, quando questa riforma probabilmente sarà ancora in fase di studio.

    1. Da quando Uleb registrò il marchio Eurolega nel 2000 e sette club aderirono, Eurolega ha fatto tanti passai avanti. Nel maggio 2001 ci sono stati 2 club campioni d’Europa, uno Suproleague FIBA, l’altro Eurolega. Poi Eurolega assorbì Suproleague senza che FIBA facesse seria opposizione, e da allora e ormai da un ventennio Eurolega è la manifestazione regina in Europa con un’ottima crescita che ha portato all’affermarsi parallelo dell’Eurocup, ex coppa Korac.

      Il passo successivo è quello delle Conference per aumentare il numero delle squadre, Conference che consentirebbero di raddoppiare o portare almeno a 32 le squadre Eurolega, creando qualche franchigia in posti strategici, Londra, Parigi, Dubai. Dove ci sono i soldi necessari a pagare ottimi giocatori con budget di primo livello l’interesse poi si crea. Basti vedere l’evoluzione del PSG calcio in Francia, che la Champions non l’ha mai vinta ma attrae campioni e con loro pubblico e fan e merchandising e business.

      L’Eurolega imho aspira a diventare una NBA europea, e se ci riuscisse, per i club coinvolti ci sarebbero risvolti economici interessanti, anche in termini di facilità di compravendita dei club, e questo toglierebbe l’incubo del fallimento o della crisi nera a società legate al mecenate di turno, nel nostro caso Giorgio Armani, nel caso della Virtus Zanetti, una volta che questi dovessero smettere di sostenere la squadra per qualsivogia motivo.

  2. Il salto di qualità dell’EL ci potrà essere quando giocherai nei we, aumentando pubblico e visibilità. Il LBA ci potrai giocare il martedì, se ci sarà un accordo. Le squadre inglesi servono perchè non puoi prescindere da quel mercato, perchè se vuoi seguire l’esempio della NBA, la prima cosa da fare è costruire un campionato che genera profitti, e non debiti.

  3. Assolutamente d’accordo su tutto, compreso l’allargamento a franchigie inglesi e degli emirati, se questo crea indotto e profitti per tutti. La domanda è: che ne sarà dei campionati nazionali e soprattutto, di fronte alla creazione di una NBA europea, tanto per capirci, avrebbe ancora un senso ed una logica la partecipazione delle squadre di EL ai rispettivi campionati nazionali?

    1. Negli States NBA è di fatto il campionato nazionale, con la sola eccezione di Toronto. E paradossalmente chi vince l’NBA vince il campionato del mondo per club. Ma in America è il campionato universitario a fare le veci di un campionato nazionale, fornendo carne fresca al draft annuale NBA.

      La partecipazione delle squadre di EL ai campionati nazionali non avrebbe senso, se l’Eurolega si prendesse la scena giocando nel weekend. Perché chiunque la domenica pomeriggio preferisce godersi Real – Olimpia invece che subire Olimpia – Scafati, con tutto il rispetto.

      I weekend di Eurolega farebbero guadagnare tanto appeal la basket, sia in termini di affluenze ai palazzetti che in tv.

      Il campionato nazionale potrebbe svolgersi in partite infrasettimanali e le squadre di Eurolega potrebbero participare con squadre Panda only, cosi ci sarebbe modo anche per il basket nazionale di crescere, in assenza di una tradizione universitaria decente in tal senso.

  4. Piano piano si sta andando verso il modello NBA, come già scritto in altri commenti. Ottimo, aumenta lo spettacolo e la professionalità delle squadre. Alcune considerazioni:
    – aumenterà anche il costo per gli appassionati, ma ok;
    – non avrà più senso partecipare al campionato nazionale, se con con una diversa squadra di sviluppo, come evidenziato in altri commenti;
    – siamo pronti culturalmente a questo passo? Significa non fare troppe storie per una sconfitta, e prediligere lo spettacolo cosa che comunque mi sembra già in miglioramento negli ultimi anni. I palazzetti dovranno però diventare in stile NBA, e un pò meno curve ultrà (non parlo di Milano ovviamente);
    – non mi è chiara la storia di incontrare l’altra conference ogni due anni…;
    – la FIBA mollerà l’osso? Forse siamo già ad un punto per cui non ci sono alternative: se i club se ne vanno e sono pronti a lasciare il campionato nazionale, non dovrebbero avere grossi problemi, come invece avvenuto nel calcio con la Superlega. In quel frangente, a mio avviso, il calcio ha perso un’opportunità, ma tutto l’ambiente non era culturalmente pronto al passo, a differenza del basket.

    Vedremo, io sarei contento di un’evoluzione in questo senso.

    1. Nel parallelo tra calcio e basket, la Fiba basket ha perso il governo della massima competizione europea volontariamente, quando ha consentito a Uleb di registrare l’Eurolega basket nel 2000 e quando l’anno dopo ha consentito all’Eurolega di assorbire la Suproleague Fiba.

      Se nel 2000 la Uefa calcio avesse delegato a Superleague di organizzare la massima competizione europea per club ora ci sarebbe una Superleague calcistica come c’è un’Eurolega basket e nessuno avrebbe da ridire. Ma Uefa non è stata così dissennata da perdere la gallina dalle uova d’oro, mentre ormai la Fiba non può farci niente. I migliori club in Europa stanno in Eurolega e i club di seconda fascia stanno in Eurocup perché da lì possono accedere all’Eurolega con licenza annuale.

      La Fiba ha il contentino della Champions League e se minaccia i club Eurolega di escluderli dai campionati nazionali se non lasciano EL questi se ne fregano, perché per gli sponsor è molto peggio uscire dall’Eurolega, che è il futuro del basket e dà agli sponsor più spettatori e visibilità internazionale, che dai campionati nazionali con la loro audience minima e locale.

  5. Mi sembra abbastanza inevitabile l’allargamento almeno a 24 squadre come primo target da realizzare entro un paio d’anni (considerando il ritorno delle due russe) e poi eventualmente l’aumento progressivo negli anni seguenti se si raggiunge uno spazio commerciale adeguato con ritorni che rendano sostenibile l’intera struttura. Bisogna capire se l’intenzione del CdA Eurolega è quella d’allargare il numero dei soci societari che amministrano costi e ricavi (attualmente 11 società + 2 in stand-by) creando un vero e proprio sistema di franchigie, magari inizialmente solo con quelle dotate di solidità finanziaria o che possano garantire budget di tutto rispetto oppure al contrario, sia quella di mantenere l’assetto attuale garantendo invece alle altre squadre pass annuali, biennali o quinquennali a seconda delle situazioni economiche d’ognuna e del background d’interesse territoriale sviluppato (mi sembra quest’ultima la prospettiva ritenuta più idonea dalla maggioranza dei soci CdA, Milano compresa, una scelta un po’ oligarchica se vogliamo). Per quanto riguarda la formula con le eventuali Conference non cambierebbe di molto il numero di partite: se ipotizziamo 24 Teams con 2 Conferences da 12 squadre vorrebbe dire 22 partite di Conference, aggiungendo 6 partire in Trasferta e 6 in Casa (così sarebbero 17 come oggi, altrimenti salterebbero diversi incassi) contro quelle dell’altra Conference s’arriverebbe a 34 matches, viceversa se ipotizzassimo 3 Conferences da 8 squadre, avremo 14 partite di Conference + 16 partite contro quelle delle altre Conference per un totale di 30 partite. Immagino ovviamente che i Play-Off sarebbero comunque per le migliori 16.

    1. Sei cosi sicuro del ritorno a breve delle russe? Non penso prima di due o tre anni, e forse anche nel medio periodo

      1. Certamente no, ma partendo dal presupposto che una modifica riorganizzativa EL prenda almeno un paio d’anni, la prima RS possibile con eventualmente 24 squadre sarebbe la 2025/26 ed a quel punto sperando che la guerra sia terminata probabilmente le squadre russe torneranno a disputare la competizione e la mia sensazione è che s’allargheranno prima che non ci sia questa possibilità essendo il CSKA uno dei soci del CdA.

  6. Errata corrige scusate: Certamente no, ma partendo dal presupposto che una modifica riorganizzativa EL prenda almeno un paio d’anni, la prima RS possibile con eventualmente 24 squadre sarebbe la 2025/26 ed a quel punto sperando che la guerra sia terminata probabilmente le squadre russe torneranno a disputare la competizione e la mia sensazione è che non s’allargheranno prima che ci sia questa possibilità essendo il CSKA uno dei soci del CdA.

  7. Sarebbe un cambio di mentalità notevole. Mi permetto di segnalarle che l’allargamento a tante squadre deve essere supportato da politiche economiche minime da garantire, nonché medesime condizioni fiscali tra le squadre. Cosa che mi sembra difficile da realizzare.

    Quanto alle conference: se, come in nba e come è ragionevole che sia, fossero con suddivisione geografica, mi piacerebbe capire come verrebbero divise le squadre. Per esempio: le spagnole tutte insieme? Con le francesi? E le turche, idem? E poi una eventuale conference da Londra a Kazan, passando per la Lituania? E le slave e le italiane con le greche?

    Io però eviterei squadre extraeuropee.

  8. La fine (lenta e dolorosa) dei campionati nazionali (o una drammatica riduzione di rilevanza) con l”ulteriore assorbimento dei top teams in EL, un possibile aumento del totale gare giocate, e palpabilmente (pero’ da testare e vedere come le cose si sviluppino) un business plan tarato per migliori profili economici, rapporti più’ stretti con sponsors (portando via budget alle competizioni minori), diritti TV auspicabilmente meglio gestiti etc…..Potrebbe essere un passaggio intermedio prima che un asse NBA-EL venga finalmente realizzato con EL che diventa un satellite Europeo e un accesso ad una competizione club mondiale. Vivendo in USA da 30 anni sono stufo di sentire gli americani pronunciarsi “World Champions” quando vincono gli anelli….mi domando se nel 2040 vedremo i top team di eurolega avere una “wild card” per accedere ai playoff NBA….

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