Davide Alviti si racconta tra campo, studio e vita in città a Luca Chiabotti, rubrica “Uomini e Canestri” di Repubblica-Milano. E l’ala parla anche del momento della squadra e del suo ruolo.
«In una squadra ognuno ha il suo ruolo e tutti sono complicati. Mi si chiede grande energia nei minuti in campo e lavoro ogni giorno per riuscire a soddisfare questa esigenza. Poi non sempre va bene ma sono convinto che, se dai sempre il 100%, alla fine le cose belle arrivano. E sto parlando anche della squadra: il momento non è brillante soprattutto in Eurolega, ma so come lavoriamo ogni giorno e, per questo motivo, sono convinto che ne usciremo. Bisogna stare lì, non mollare, non adeguarsi ad una situazione al momento negativa».

Alviti non gioca praticamente mai da quando è arrivato in Olimpia. Solo in occasione di moltissime assenze e in seguito a una serie di sconfitte ha trovato un po’ di spazio per giocare, poi è tornato in panca. Penso che resti a Milano solo per il contratto vantaggioso.
Un giocatore con un po’ d’orgoglio e voglia di giocare di giocare a basket andrebbe altrove, in LBA, in qualche società dove fare il titolare. Le sue dichiarazioni sembrano precompilate ma non quello che pensa, che immagino sia “Mi sono rotto le balle di fare il Panda e non giocare mai, ma dato che mi pagano bene ci metto il bostik e resto fino a fine contratto, e pazienza per la panca stabile”.
Sottiscrivo il tuo commento, però il problema non è Alviti in sé perché anche se decidesse di andare via al suo posto arriverebbe un altro a scaldare la sedia perché Messina gli italiani non li vede proprio, a meno che non ti chiami Melli o Datome.
Il problema è che ha mandato via pure Fontecchio…COSE DA PAZZI….