La Visione del Guazz – Zitti e lavorare…

guazzoni 38

Zitti e lavorare…
Zitti e lavorare…
Zitti e lavorare…
Zitti e lavorare…
Zitti e lavorare…
Zitti e lavorare…
Zitti e lavorare…

Non funziona nulla (attacco e difesa) e non c’è una spiegazione logica e razionale. Ora è il momento di stringere il culo, in rigoroso silenzio: mettere in campo orgoglio e dignità personale. Prima delle scelte tecniche che verranno poi di conseguenza. Perché l’oggi è, senza dubbio, la situazione più difficile dell’era Messina: non ci sono le macerie della gestione precedente e non si vede niente dello spirito tradizionale delle sue squadre.

Al momento solo aspettative tradite: dai singoli, dal gruppo. E’ notte fonda ma è necessario continuare a crederci, a sudare. Non ho voglia di scrivere, solo di bere. E bestemmiare forte! Perché non capisco che malattia abbia questo paziente malato. In terapia intensiva. Tanti sono pronti a dichiararlo morto e ballare sul cadavere. Al Mio Pastore il compito di rianimarlo. A costo di scelte dure, ma senza mai sconfessare se stesso.

38 thoughts on “La Visione del Guazz – Zitti e lavorare…

  1. Esatto!
    Lavorare e stare uniti!
    Solo cosi il paziente si risveglierà dal coma!!
    #MenInRED
    #TuttInsieme

  2. Certo, vederli così è una pena, dispiace proprio.

    Sappiamo che i giocatori non sono questi, sappiamo che l’allenatore non è questo.
    Allora l’unica spiegazione che mi posso offrire, è che allenatore e squadra non si parlano tra loro.
    Lavorano insieme, certo, ma non c’è comunicazione vera.
    Perché tirare male una partita ci può stare, ma tirare male per una striscia di partite così lunga, no.
    Ed è un segnale, secondo me, che la squadra manda all’allenatore.
    Un segnale il cui significato, però, al momento è perduto.
    Allora la squadra deve parlare, non mandare segnali, e l’allenatore rendersi disponibile ad ascoltare.
    Molte cose devono cambiare, una cosa che sarà possibile soltanto se cominciano a parlarsi tra loro, come perora non sembra che facciano.

    Che ci sia sofferenza si vede da Hines, irriconoscibile, anche soltanto come presenza.
    Da Hall, che stiamo bruciando, che consuma la grande promessa che abbiamo visto l’anno scorso.
    Per tutti quella palla che non entra mai, a questo punto è una palla che non vogliono fare entrare, lo dice la logica: allora se hanno qualcosa da dire, la dicano invece di fare così, e lo staff crei le condizioni perché si possa parlare ed essere ascoltati.
    Molte cose devono cambiare.

    1. Analisi molto lucida che tanti non vogliono prendere in considerazione. Sono d’accordo che ci può essere un problema. In qualsiasi altra squadra di EL, giusto o sbagliato, dopo una serie di prestazioni del genere l’allenatore sarebbe saltato

      1. Dici?
        Mi pare che sul “salto” dell’allenatore di “qualsiasi altra squadra” sbagli: mi vengono in mente, così pronti via, Ataman e Pablo Laso l’anno scorso.
        Ovvero il comportamento delle società di vertice, quelle che stanno lì anno dopo anno.
        Per dire.

    2. Pienamente d’accordo. E qui si rende ancora più evidente il ruolo che l’anno scorso Pozzecco svolse benissimo e oggi non c’è…

    3. Tiri costruiti bene ieri Milano ne ha avuti. Li ha sbagliati tutti. I motivi sono o condizione fisica precaria o problema mentale.

      1. Si tratta, ML e Tonut parte, di giocatori esperti che conoscono l’EL, non di ragazzini, quindi il problema è solo nelle loro teste o il manico ha le sue responsabilità?

    4. Hines & Rodriguez erano la miglior coppia europea per il P/R se tu scindi la coppia perchè Rodriguez se ne va devi avere il coraggio di lasciare andare Hines che senza l’altro è un giocatore inutile con un anno in più. Ma quesyo non lo sapeva Messina ? E quando dice che la squadra ha scarsa fisicità ma chi li sceglie i giocatori ?

  3. La situazione potrebbe ricordare quella che corrispose all’arrivo del mitico McAdoo?? Allora poi McAdoo si integrò nel gruppo. Ora esiste il gruppo in cui i nuovi arrivi devono integrarsi? O deve riformarsi un gruppo con una sua identità?

  4. Questione fisica, evidentemente. Non saltano , non penetrano. Abbiamo squadra più pesante ma è dura entrare in condizione con europei appena fatti.

  5. Poi nelle ultime 2 sconfitte di Euroleague si sono proprio incontrare squadre magari non eccelse ma in grande condizione. Sebbene l’attacco è di una sterilità incredibile. Manca spavalderia, leggerezza e piacere in quello che si fa.

  6. 1) I commenti che ho letto qui sul blog due mesi fa parlavano entusiasticamente di uno squadrone che puntava alle F4.
    Ieri si vedeva dei pulcini spauriti in preda all’ansia come degli scolaretti alle prime armi e l’immagine più preoccupante erano gli occhi di Hines.

    2) È vero che ci sono spiegazioni, gli infortuni, i nuovi arrivi……ma Davies non può essere questo. Hall non può perdere quei palloni. Pangos non può non sapere cosa fare.

    3) Spero che Messina abbia le chiavi della macchina e soprattutto si spieghino anche duramente quindi lavorare ma non stare zitti..poi io non ho le competenze per dargli consigli come molti hanno dai commenti che leggo

    4) Certo che ieri con qualche minuto di Biligha l’avremmo vinta

  7. Queste situazioni sono frutto di preparazione non omogenea dei giocatori, stanchezza (alcuni non si sono mai fermati), integrazione dei nuovi “in corsa” in ruoli importanti, infortuni nei medesimi ruoli. Il tutto condito da un po’ resistenza innata del coach a modificare alcuni suoi atteggiamenti tipo non utilizzare quasi mai alcuni giocatori anche in partite di campionato dove ora puoi perdere ma sai che recupererai cosi’ li hai poco abituati alla partita se dovessero servirti (Alviti, ma anche Biligha e Ricci in molti casi), il cazziatone o la sostituzione spesso dei soliti di cui sopra non appena mettono piede in campo senza lasciarli quasi mai il tempo di abituarsi alla gara e ai giochi (non siamo tutti uguali e non tutti reagiamo allo stesso modo, alcuni poi evitano di fare per non sbagliare ma allora perchè li tieni in roster). Ora credo sia il momento in cui tutti, nessuno eslcuso, vengano messi sullo stesso piano, in cui il quintetto iniziale deve essere quello dei giocatori che in quel momento sono piu’ in forma e non quello dei soliti 5, in cui chiedi ai giocatori di fare quello che sono piu’ bravi a fare con schemi semplici e molta piu’ libertà anche di sbagliare. Quando avranno ritrovato fiducia e sicurezza, anche perdendo partite perchè magari difendono un pochino meno bene ma almeno la buttano dentro, allora sarà il momento in cui si potrà ricominciare a ragionare su cose piu’ nobili. E nel frattempo speriamo nei rientri.

  8. Secondo me anche l’atteggiamento di Messina deve cambiare.
    Quando un giocatore sbaglia un tiro o un passaggio, fa un fallo, un passaggio azzardato, si gira subito verso la panchina, probabilmente per vedere la reazione del coach.
    Risultato, non giochi tranquillo e se puoi, rifiuti i tiri.
    Non dico che Messina debba cambiare in toto il suo metodo, ma deve cercare di non essere così nervoso e punitivo coi giocatori, perché anche questo atteggiamento sta contribuendo a schiacciare la squadra.
    Un altro punto è la brillantezza atletica e i continui infortuni, sono costanti che vedo da anni, nonostante i cambi di allenatore, forse sarebbe stato utile un cambio anche nella preparazione atletica, unica costante da Banchi a Messina.

  9. A questa Olimpia manca………Pozzecco. Perché l’anno scorso la comunicazione con la squadra funzionava alla grande c’era molta empatia e il Poz, che poi mi fa incazzare quando in nazionale accumula tecnici ed espulsioni e si aggira sbracato attorno alla panchina dell’Italia (che dovrebbe rappresentare), in Olimpia da secondo era il perfetto filtro delle incazzature di Messina. Purtroppo Peppe Poeta, sostituto di Pozzecco, è un apprendista di buona volontà, laddove il Poz era un primo allenatore. Gli manca esperienza per confrontarsi alla pari con Messina.

    Bisogna ritrovare quella sensazione di famiglia Olimpia vista l’anno scorso nel finale di stagione. Ora ci saranno due partite di Eurolega al Forum e il pubblico può aiutare la squadra, ma la squadra, come dice Messina, deve aiutarsi da sola perché quei tiri aperti sbagliati e le % così basse dall’arco non sono comprensibili.

    Dopo aver visto in campo Alviti per tanti minuti mi aspettavo di vedere anche Paul Biligha che aveva fatto bene in nazionale. Guardando le pagelle e le insufficienze meritate a Davies e Hines, Biligha in campo il suo quarto d’ora doveva giocarlo.

    Ps:Quanto mi manca Ben Bentil! L’orso che si faceva valere sotto canestro, prendeva rimbalzi e portava punti e stemperava l’ambiente col sorriso avrebbe aiutato la squadra in campo e fuori, favorendo l’amalgama del gruppo.

    1. Una nota a margine, irrilevante e ininfluente: ma siccome il tema della camicia sbracata di Pozzecco torna e ritorna, due casette voglio dirle.

      Secondo me sarebbe da contestare, invece, gli allenatori e staff in panchina vestiti in blu da banchieri, non si sa perché – gli mancano solo bombetta e ombrello all’ingresso.
      Se proprio dobbiamo parlarne, sempre più a margine ricordo anche che Armani è diventato famoso rivoluzionando quello stile, inventando la giacca destrutturata, ampia e comoda…

      Io li metterei con belle e comode felpe gli allenatori, e t shirt, e scarpe da ginnastica. Per dire.
      Per rispetto del loro mestiere.

      Che Pozzecco quando rappresenta l’Italia sia sbracato, inoltre, non rappresenta perfettamente il nostro paese? Chiedo 😇

      Infine non è Pozzecco che sbaglia, sono le ridicole divise che mettono agli allenatori a non essere adatte al mestiere.
      E quindi si sbracano…

    2. Sottoscrivo tutto, il Pozz era la chiave della stabilità psicologica della squadra. Basta vedere la serenità della nazionale, che pur tecnicamente inferiore gioca con piacere.

      1. I giocatori sotto la guida di Pozzecco hanno, in parte, la libertà di esprimere le loro qualità senza sentirsi prigionieri di un sistema, aspetto che con Messina non è possibile.

  10. Sembra che oltre a non fare più canestro ci siano troppi giocatori che vorrebbero risolverla in autonomia (Davies e Thomas in particolare ma anche Hall, Pangos e lo stesso Naz). Troppo disordine tattico, credo che per Messina non sarà facile uscirne senza una presa di responsabilità da parte di tutti, compresa la sua.
    Forse è giunto il momento che lasci ampia libertà di agire ai giocatori in base alle loro caratteristiche e non ingabbiarli nei suoi cervellotici schemi, sopratutto se questi non vengono assimilati dai nuovi. Il tempo degli esperimenti è finito, non possiamo perdere troppi punti per strada, altrimenti passiamo dal sogno chiamato F4 all’incubo di non arrivare neanche ai play-off.
    Gli infortuni non possono tramutarsi in alibi perché sono una componente che appartiene al gioco, a parte Datome che nel momento in cui decidi di rinnovarlo sai che corri il rischio che passi più tempo in infermeria piuttosto che in campo, questa è la storia degli ultimi anni di Datome.

    1. Il rischio con Datome te lo puoi prendere per la qualità che dà nei pochi minuti di quel paio di mesi che sta in forma sul finire della stagione, ma alla firma del contratto gli metti la clausola, o una scrittura privata se la clausola è illegale, che firmando per l’Olimpia col fisico alla frutta l’estate riposi, fai una preparazione come si deve e dai addio alla Nazionale, perché il signorino in agosto all’Europeo giocava sempre anche se c’erano 4 partite in 6 giorni. Tornato all’Olimpia…..non pervenuto e son passati due mesi, che caspita.

      Per il resto concordo. In campo si vedono 5 giocatori che giocano per conto loro in modo da prendersi una tripla, spesso forzata, ma non si vede una squadra Olimpia con unità d’intenti. Non si fatica molto a contare gli assist di Pangos e Naz che dovrebbero far girare gli altri e invece si mettono in proprio (Naz anche con buoni risultati, peraltro).

      1. Lupo direi che la tua acredine verso Datome sua chiara e spiegata ormai con dovizia di particolari.
        Certo definire “signorino” una persona che salta le meritate vacanze per difendere i colori dell’Italia mi sembra per lo meno ingeneroso.

        Credimo non ci fai una bella figura e sei in pessima compagnia

      2. Ma se uno non ha il fisico per reggere il doppio impegno Olimpia-Italia non è colpa di noi tifosi ma dell’ atleta stesso che non sa gestire il suo fisico. Non è acredine, ma la realtà dei fatti e lo testimonia il fatto che per lui non è ancora iniziativa stagione.
        Non è che tu abbia una compagnia migliore, tutt’altro altro.

    2. Tutti i commenti qui sopra contengono delle considerazioni ragionevoli e vere. Sul fatto del lavorare in palestra per costruire una propria identità bisogna dire che negli ultimi dieci giorni hanno avuto una finestra temporale come poche volte capita nel calendario: – la sosta per la nazionale che ha tolto la partita di lba, Melli che è rimasto a Milano, una sola partita infrasettimanale e, ad eccezione dei nazionali, tutti hanno avuto un buon periodo per stare insieme in palestra a lavorare e conoscersi di più. Ma sarei aspettato che dopo questa finestra di tempo a disposizione la squadra mostrasse per lo meno dei segnali incoraggianti di miglioramento che a Kaunas non si sono proprio visti. Concordo che Messina deve smussare certi atteggiamenti e parlare oltre che comandare. Forse si potrebbe coinvolgere di più la figura di poeta e del mental trainer. L’empatia e la comunicazione sono armi fondamentali nel basket di oggi. Basta vedere la nazionale che basa moltissimo su questo aspetto

      1. Poeta non è Pozzecco primo allenatore che accetta di venire all’Olimpia da secondo per fare da contraddittorio a Messina a vantaggio della squadra. Poeta è un giocatore che ha appena smesso, e all’Olimpia semba è un aspirante secondo di buona volontà. Basta confrontare l’atteggiamento dei due sulla panchina dell’Olimpia. Pozzecco sempre attivo ad abbracciare ed incoraggiare tutti. Poeta non si nota. Sta lì seduto.

        Per dire che Pozzecco appena smesso di giocare non sarebbe mai stato preso dall’Olimpia come secondo. Prima ha dovuto smettere di strapparsi i vestiti di dosso in panchina e acquisire autorevolezza. In questa Olimpia manca molto l’umanità di Pozzecco e della panchina si percepisce l’autorità di Messina che a tratti atterrisce i giocatori in campo rendendoli poco sereni e inclini all’errore.

      2. Colpa Colpa Colpa questo è il mantra del tifoso forcaiolo.
        Urlare continuamente al rogo non aiuta nessuno.
        Credo che le scelte tecniche fatte che partono dalla sostituzione non voluta dei play e di Mitoglou sono state le migliori possibili.
        Non stanno funzionando e creano frustrazione neo giocatori e nei tifosi, ma un approccio isterico non aiuta nessuno.

        Poi se il problema è scaricare la propria rabbia consiglio di comprarsi un punginball

  11. Olimpia amata Olimpia non sei questa, troppi hanno paura, troppi non ti amano con l’intensità che dovrebbero avere, troppi pensano che solo loro ti possono salvare e così tu non sei più squadra ma un’accozzaglia di individui ognuno per sé. Il nostro pastore ha un lavoro particolarmente duro quest’anno deve tenere insieme un gregge sbandato Co numerosi branchi di lupi che vogliono sbranarlo e sembra che i cani da pastore non sappiano più come tenere insieme il gregge. Se riusciremo ad essere coesi, saranno grandi traguardi, altrimenti l’oblio di una stagione perduta

    1. Il tuo ottimismo in ottica primaverile inizia ad incrinarsi, èh si, la realtà è più dura dei buoni auspici; più che branchi di lupi vedo un verme solitario che mano mano si mangia le certezze, peraltro ancora da costruire

    2. Lupi lupi, non senti come ululano? Che poi ci sia anche il solito verme solitario che sguazza nella merda è un dato di fatto. Alessandro usa il vermifugo ma non riesce a debellare la testa della tenia uncinata all’intestino di questo blog.

  12. Purtroppo il primo responsabile è Messina come allenatore ( sono tre anni che fa la stessa rimessa dal fondo che non funziona mai ) e come capo supremo del settore tecnico olimpia . Spero sia in grado di capirlo e di fare un passo di lato

    1. Che Messina abbia la responsabilità lo dice lui stesso.
      Che il gioco del capro espiatorio dia lo sport preferito dagli italiani è altrettanto vero cara 🎃

  13. Tutte cose giuste e condivisibili gli infortuni, la forma, la mancanza di un gruppo, l’eccessiva rigidità ma tale del coach e l’individualismo di molti giocatori.
    Detto ciò, chi è il playmaking, chi ne ha le caratteristiche tecniche?
    chi è il centro dominatore d’area, chi ne ha le caratteristiche fisiche e tecniche?
    Bene tutti gli alibi, i discorsi psicologici e legati all’ambiente, ma il problema, purtroppo, è squisitamente tecnico

  14. Se escludiamo NML, i nuovi non sono giocatori da olimpia. Manca un leader in campo con spiccata personalità da trascinatore. Forse non amano Messina, e quindi non danno il massimo, forse neanche il minimo….cmq direi addio eurolega, speriamo che non comincino a “scioperare” anche in campionato, giocando così voli dritto in A2… come vedreste i campioni D’Italia l’anno dopo un a2???

Comments are closed.

Next Post

La Gazzetta titola: Allarme Milano, quarta sconfitta consecutiva

La Gazzetta dello Sport titola a pagina 39: «Allarme Milano. Quarta sconfitta consecutiva. “Manca fisicità”»
Gazzetta Allarme Milano

Iscriviti

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: