Zalgiris-Olimpia Milano, 5 domande 5 | Gara clamorosamente importante. Ragazzi, tirate

Alessandro Maggi

Zalgiris-Olimpia Milano, si torna in campo domani alle ore 19, ed è tempo delle 5 domande 5 di ROM, tanto per entrare in ritmo partita. Siamo tutti pronti?

Zalgiris-Olimpia Milano, si torna in campo domani alle ore 19, ed è tempo delle 5 domande 5 di ROM, tanto per entrare in ritmo partita. Siamo tutti pronti?

Questa gara pare accompagnata da un certo “drama”. Eccessivo?

«L’amico Bertoli ti direbbe di sì. Io sarei per il no. Il rischio è arrivare al prossimo doppio turno con due vittorie in meno rispetto alle sconfitte. Sarebbe passata solo la metà di novembre, ma le due avversarie si chiamerebbero Efes e Fenerbahce. Al Forum, è vero, ma insomma, non il massimo della vita…».

Allora Zalgiris, campo ostico. La squadra di Kaunas è rinata?

«Diciamo che negli ultimi anni è stata terreno di conquista, visto che Milano vi ha vinto le ultime due sfide, e lo Zalgiris nel dopo-Jasikevicius non è stato certo entusiasmante. Ma si va alla Zalgirio Arena, esaurita, contro una squadra che ha ingranato con la Virtus. Poco da dire: i primi tre realizzatori sono tutti nuovi acquisti. Keenan Evans è play ispirato, Brazdeikis è giocatore completo e Smits si sta dimostrando uno dei migliori lunghi. E poi ci sono sempre Ulanovas, che colpisce come non mai, Lekavicius e la sostanza di Hayes. Sono abbastanza profondi, hanno fisico, e in casa fanno sempre male. Agli altri».

Olimpia Milano, cosa si può dire su questa pausa?

«Fondamentalmente si è lavorato in pochi, ma si è lavorato su chi sta facendo male, o poco bene. Penso a Pangos, e a Thomas, ma senza dimenticare Davies. Messina ha avuto modo di confrontarsi con loro, peraltro con al fianco anche gente di spessore come Hines, Melli e Datome. Viste le figure coinvolte, e il talento diffuso, credo siano stati giorni molto ma molto proficui».

Il confronto, ma c’è sempre un record e un momento negativo da ribaltare. Le parole di Ettore Messina hai detto che ti hanno ricordato quelle del 2019-2020.

«Di Messina si può dire tutto. Ha il carattere che ha, ha una sua permalosità, ma quando sento parlare di “uomo che accampa scuse” alzo le mani. Capisco le fedi, i tifosi che probabilmente dopo una sconfitta vorrebbero un coach pronto a tagliarsi un dito in sala stampa, ma la stagione è lunga, e le dita sono solo dieci. In realtà, il coach si prende le sue responsabilità, e quando lo sento parlare di “profondo allarme”, quando lo vedo dubbioso nella ricerca delle cause di un male, inevitabilmente tremo. Perchè questo è un uomo sincero (anche spietato, a volte), che in passato ha palesato i suoi dubbi. Occhio però, la Zalgirio Arena si divora le squadre che “passano i tiri”, e Milano questi momenti non li ha vissuti solo nel 2019-2020. Vi ricordate l’anno scorso la gara con l’Alba? E, di contrasto, quando la Virtus era favorita per l’opinione pubblica?».

Quali saranno quindi le chiavi della gara?

«Una squadra che si guarda allo specchio, si riconosce, e va in campo a fare quel che sa fare. Bando alle ciance del bel gioco, che francamente nel basket non so cosa sia. Questa è una squadra che deve difendere e tirare. Tirare. Punto. Perché chi tira, ci crede. Questa non è la squadra dell’anno scorso: con i suoi difetti, quindi non vince lasciando a 7 gli avversari in 15’, ma con i suoi pregi, ovvero capace di segnarne 15 in 3. Shields? Baron? Tonut? Assenze pesanti, ma sul medio-lungo. Questi hanno tutto per vincere. Non stiamo ripudiando alibi, stiamo solo rivendicando qualità».

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