Olimpia Milano post Asvel | Lunghe amnesie, ma vittoria d’esperienza. E di Baron

Alessandro Maggi 9

Olimpia Milano post Asvel per tornare sul primo successo in questa stagione di EuroLeague. Una prestazione di carattere

Olimpia Milano post Asvel per tornare sul primo successo in questa stagione di EuroLeague. Una prestazione di carattere, con molteplici lacune figlie anche di una condizione approssimativa.

La gara

Le cose positive. Il quintetto con Pangos, Baron, Hall, Melli e Davies, cui si sommano Tonut e Voigtmann, che ribalta il 20-5 iniziale francese. Chiave la tripla senza ritmo del tedesco, che piazza poi anche una stoppata, e 4 punti di Hines pescati dalla pattumiera.

Il quintetto del break ad inizio ripresa: Hall, Baron, Tonut, Melli, Voigtmann.

La personalità degli ultimi 90’’ dove, sia chiaro, l’attacco è individuale e la difesa è collettiva. La tripla di Baron? Ricezione dalla rimessa e immediata tripla sfruttando la distanza concessa da Pons. Pangos? Giocata nata dal palleggio ubriacando in uno contro uno Mathews. Certo, ci sono i blocchi iniziali che garantiscono immediati “mismatch”, ma il gioco di squadra è altro, ovvero quello che accade nel mentre in difesa. Con Hines che difende e ferma De Colo in appoggio. Con Baron che contesta la ricezione nell’angolo di Mathews. Con lo stesso Tonut che, disturbando a rimbalzo offensivo Pons, propizia la giocata che chiude la gara dello stesso Kyle, astuto nel “mangiarsi” sotto canestro il numero 35 francese e Lighty.

E’ una vittoria di esperienza, senza sé e senza ma, in una gara colma di passaggi a vuoto. Detto del 5-20 iniziale, l’attacco che era cresciuto nel primo tempo, arrivando fino al 49-56 a 1.59 dalla fine del terzo quarto, si ferma segnandone 5 in 10’, 1 in 5’. Una dieta che riporta i padroni di casa avanti a 90’’ dalla fine della gara.

Stefano Tonut

Ne ha già parlato ampiamente il Guazz, ma la gara di “Steve” è da sottolineare due volte. Un “inno ai particolari” che convince rapidamente Ettore Messina a concedergli 26’ in campo all’esordio assoluto in EuroLeague.

Lo avevamo detto: il triestino doveva partire dalla difesa. E il triestino, è partito, con intelligenza, dalla difesa. Ottimo sugli aiuti, attento a parte che nella persa su anticipo di De Colo nel secondo quarto.

L’attacco spesso nasce dalle sue letture in uscita, e gli concede spazio quando con personalità si prende quel 3/3 da 2 cui si sommano 6 rimbalzi e 2 assist.

Lo spazio non sarà scontato, arriveranno anche momenti di lunga assenza in campo, ma Steve ha lanciato un segnale.

Billy Baron

Una prima, lancinante, scossa di “adrenalina” per questa Olimpia Milano. Billy Baron segna praticamente 12 punti in sequenza nel primo tempo, quindi spacca la partita con la tripla del sorpasso negli ultimi 90’’ di gioco.

Billy è questo, un giocatore in grado di segnare come nessuno pochi minuti di gioco, senza dimenticare l’intelligenza con cui si è messo al servizio della squadra contro Brescia, quando il tiro non gli entrava.

18 punti, 3/5 da 2, 4/4 da 3, 4 rimbalzi e 5 assist. Poco da dire, si è preso la squadra sulle spalle, e l’ha portata in porto.

9 thoughts on “Olimpia Milano post Asvel | Lunghe amnesie, ma vittoria d’esperienza. E di Baron

  1. Vittoria che sinceramente non mi aspettavo, ancor più dopo il primo quarto orripilante che lasciava presagire un’imbarcata. 2 punti importanti portati a casa, c’è tanto da lavorare in palestra e con le vittorie si lavora più serenamente e proficuamente.
    Non mi sorpende, invece, la prestazione di Tonut il quale arriva da 7/8 anni di alto livello a Venezia, tra scudetti vinti e buone Eurocup disputate. La testa c’è, il fisico c’è, la serietà c’è, il buon talento c’è.
    Mi sono rivisto la stoppata di Hines a Fall una decina di volte, perchè è un qualcosa di eccezionale.

  2. La sensazione è che quest’anno la squadra possa vincere tante partite di forza bruta. Se così fosse non sarebbe male, visto che Pangos e NML devono carburare.

  3. Note sparse da una prima partita in EL, vista in differita,
    Il prossimo che scriverà che il nostro Hines è basso come centro, gli facciamo vedere la stoppata su Fall, 220 cm mi pare, per almeno due ore di seguito, senza fargli mai chiudere gli occhi!

    Una vittoria di carattere, un po’ come quella di Brescia, ma anche, diciamolo, vittorie conquistate alla maniera delle squadre più forti, in cui a un certo punto spiccano i talenti e i compagni alzano il livello di gioco e si vince.

    Contro Asvel 37 tiri da 2, 23 da 3. Ovvero: esattamente come la media della scorsa stagione.
    Si può dire: se le cose non si mettono bene, l’esperimento corrente di giocare in area – come per esempio testimoniano i numeri di Brescia – viene abbandonato e ci si affida all’usato sicuro?

    La cosa buona è che anche tirando sotto media da 3, un 34,8% che non è un gran numero, abbiamo vinto lo stesso.
    La cosa secondo me meno buona è che per fare il saltino di qualità ulteriore, da portarci davvero alle finali, è indispensabile sviluppare il gioco d’attacco interno, per darci una dimensione in più – e liberare ancora di più i grandi tiratori che abbiamo.
    Forse non è proprio indispensabile, ma sicuramente sarebbe molto consigliato.
    Abbiamo gli uomini adatti.
    Capisco che in EL forse non è il caso di fare troppi esperimenti, soprattutto con una squadra ancora tutta da mettere a posto, però mi aspetto che in LBA l’esperimento continui con tenacia, anche a costo di perdere, e che il numero in percentuale dei tiri da 2 aumenti notevolmente rispetto a quelli da 3.

    A proposito di gioco interno, l’1/6 di Hall da 2 è irreale, davvero non caratteristico del giocatore, quindi possibile segno di qualcosa che va capito.
    Secondo me, lo dico subito, giocare da play con l’impegno notevole che ci mette, lo stressa parecchio a livello mentale, lo confonde, lo svuota.
    Non trovo altre risposte a un giocatore che ci ha abituati ad essere sempre ben più preciso, che ha passato un estate senza impegni agonistici, e presumo preparandosi a fondo.
    Considera che il sacrificio che fa, in termini di punti e di percentuali a fare il play, si riverbera sulla sua carriera: dovesse cercare altro sul mercato, un conto è presentarsi con una media di 14 punti a partita, un altro è averne 6/8 di media…
    Lo sa e glielo diranno quelli che gestiscono la sua carriera, ma il suo impiego e la sua fedeltà nella squadra attuale lo costringono a farlo: questo potrebbe essere per lui il motivo dello stress che al momento sta distruggendo le sue percentuali di tiro in modo davvero insolito e inaspettato. Sembra esserci un disagio lì. Non dichiarato, ma riscontrabile in certi numeri.

    Io te lo dico: Voigtmann mi piace parecchio. Ha più dimensioni di quello che sembra a uno sguardo superficiale, secondo me.

    1. Come tuo solito, ti fissi troppo sui numeri che non sono l’unico parametro per giudicare un giocatore: Hall, nel secondo tempo, ha letteralmente cancellato dal campo De Colo, che certamente non è l’ultimo arrivato e nel primo tempo era stato devastante. E non dimenticare che senza Mitrou e Baldasso qualcuno si doveva pur sacrificare in regia per dare una mano a un non brillante, seppur decisivo, Pangos.

    2. Io ho l’impressione che dietro il ruolo attuale di Hall ci sia un progetto (e se avessi ragione il giocatore ne sarebbe consapevole).
      Ne ho scritto in un altro post: se fosse il nuovo play in fieri? Ha le doti e il fisico per essere un nuovo Delaney, specialista assoluto in difesa ed equilibratore in attacco. Non ha ancora la capacità di lettura in attacco ma con Messina in palestra e Pangos accanto (e la sua grande disciplina mentale) potrebbe acquisire anche quel tassello.
      Di guardie ne abbiamo molte (e molte ce n’è in giro), di play pochini…

      1. Mi piacerebbe che fosse così, e non ho nessun elemento per escluderlo, e certamente Messina ha la vista più lunga della mia, quindi se ci crede lui vuol dire che qualcosa lì c’è.
        La mia unica obiezione è che Hall da play è iniziato un po’ troppo per caso e per necessità, per essere il risultato di un’intenzione, secondo me.
        E per quanto lui faccia abbastanza bene, non mi pare un play, e la capacità di lettura forse non è qualcosa che si può imparare, a un livello significativo.
        Comunque vediamo, vedremo.

      2. A volte per caso e per necessità può nascere un intuizione geniale che per uno come te non può essere contemplata basandosi solo sui numeri 🤷🏻‍♂️

  4. Anche secondo me il ruolo gli si attaglia e Messina intenzionalmente lo utilizza come playmaker. Anche la scelta di Mitrou-Long va in questa direzione e non ci resta che essere pazienti e aspettare i risultati che sono certo arriveranno.

  5. Ovviamente stiamo speculando su intenzioni e idee che solo Messina e Hall sanno.
    Ma che a Messina piaccia rimettere in discussione ruoli consolidati mi sembra assodato (Shields da 2, Ricci da 3, solo per citare i primi che mi vengono in mente).
    A volte funziona a volte no.
    Con Hall, secondo me, potrebbe funzionare. Il tempo lo dirà.

Comments are closed.

Next Post

Asvel vs Olimpia Milano | Gli highlights del primo round di EuroLeague

L’Olimpia Milano inizia la stagione di EuroLeague con un successo a Lione contro l’Asvel. Rivediamo le immagini della gara di Astroballe
Asvel Olimpia Milano highlights

Iscriviti