Ovviamente c’è la delusione per una sconfitta così beffarda e ad un passo da un clamoroso traguardo, ma anche l’orgoglio di aver disputato un grande Eurobasket 2022. Ed è quest’ultimo ad essere in primo piano nelle parole del ct Gianmarco Pozzecco, alla fine dell’avventura continentale: “Non potete capire quanto io sia fiero dei miei giocatori. Tutti possono vedere ciò che hanno fatto in campo, la dedizione, l’impegno e il cuore che hanno messo. Io solo però so quanto abbiamo lottato e sudato ogni giorno in ogni singolo allenamento fin dall’inizio del raduno. È per questo che sono rammaricato per loro. Complimenti alla Francia perché è un top team e da tale non ha mai mollato ma forse stasera meritavamo di andare avanti“.
Uno sguardo al futuro: “Con la Serbia abbiamo sorpreso tutti e l’abbiamo fatto di nuovo stasera, pur non riuscendo a passare il turno. Più in generale penso che il nostro basket sia terreno fertile: abbiamo futuro a partire da questi straordinari 12 giocatori che hanno dato tutto. Sfrutterò il più possibile il mio contratto full-time per sedermi con il presidente Petrucci, il segretario generale Maurizio Bertea e il direttore generale Salvatore Trainotti per capire come continuare a migliorare e progredire nel lavoro che già sta egregiamente facendo la Federazione. La Nazionale è un traino, lo abbiamo detto molte volte. Lo è quando vince e lo è anche quando gioca partite come quelle di stasera. È stato un viaggio bellissimo e dobbiamo ringraziare tutto il pubblico che con noi si è emozionato e ci ha trascinato, dagli spalti del Forum di Milano e da casa davanti alla tv”.

Auguri Poz, ma per me scordati pure di avere Melli nelle prossime finestre Fiba.
O Fontecchio. O Polonara. Ecc.
Al massimo gli diamo Baldasso e Alviti
Sembra un paradosso, però, al di là delle dichiarazioni di orgoglio del Poz, pienamente giustificate, proprio a partire dai risultati di questo europeo io non sarei tanto fiducioso per il futuro: Melli e Polonara hanno più di trent’anni e certamente non saranno disponibili per le finestre FIBA; Datome ne ha 35 ed è ormai alla fine della sua carriera cestistica, come pure, temo, il Gallo visto l’ultimo infortunio; Fontecchio andrà a giocare oltreoceano con tutto quello che questo comporta in termini di disponibilità per la nazionale (soprattutto se di là riuscirà a combinare qualcosa); playmaker degni di questo nome, di livello internazionale, in squadra non ne abbiamo (almeno per ora…), da chi dobbiamo ripartire? Biligha, Ricci, Tessitori, Tonut, Baldasso? E a livello di italiani il campionato ad oggi quali opportunità dà? E’ pure vero che, per le finestre FIBA per le qualificazioni anche altre nazionali avranno problemi di disponibilità dei loro campioni. Saranno probabilmente tornei di qualificazione… al ribasso. Vedremo… Intanto è un dato di fatto che sia per quanto riguarda il campionato che EL la visibilità delle manifestazioni (e quindi della pallacanestro) sui media è relegata su piattaforme che finiscono per essere ad esclusivo appannaggio dei soliti appassionati (sempre i soliti che pagano…). E che, in molti casi, sono di difficile fruibilità, quanto a qualità dell’informazione. Forse lega e federazione dovrebbero fare qualche riflessione su questo. La scarsa visibilità impedisce la crescita e questo rischia di ipotecare negativamente il futuro.
Attenzione però che questa è una trappola logica. I giocatori forti vanno in NBA quindi nelle finestre non ci sono quindi è un problema, i giocatori che vengono resi disponibili sono disponibili perché non sono abbastanza bravi quindi è un problema. Il futuro a me sembra molto positivo: escono Gallinari e Datome ma entra un Fontecchio a livelli stellari e un Polonara (ha 30 anni come Gobert eh…) che giocherà ad altissimi livelli quest’anno. Pajola e Mannion sono all’inizio della loro carriera e le promesse ci sono tutte perché siano buoni giocatori almeno. Poi abbiamo i due neo-draftati in NBA e ovviamenter Banchero. Poi c’è Okeke…
Spero davvero che lei abbia ragione. Ho espresso un parere che non è certo quello dell’oracolo di Delfi, per cui metto in conto, ed anzi in questo caso spero ardentemente di non avere visto giusto. Credo anch’io che Fontecchio abbia tutte le carte in regola per fare bene oltreoceano: ha fisico e tecnica, speriamo. Per Banchero farò un tifo sfrenato, speriamo che confermi la bontà della scelta di chi ha deciso di prenderlo per primo (non sempre le prime scelte hanno mantenuto le promesse, speriamo che lui lo faccia, anche se Banchero con il basket italiano non ha nulla, ma proprio nulla a che spartire…). Polonara a me è sempre piaciuto molto, quindi con me lei sfonda una porta aperta. Mi pare però che abbia qualche anno in più dei trenta che lei gli attribuisce. Ma è vero: qualche anno ancora a un certo livello può garantirlo. Detto tra me e lei non lo paragonerei a Gobert, se non per l’età. Di Okeke si dice un gran bene, tra l’altro è nostro. Purtroppo non lo conosco, anche qui speriamo che mantenga le promesse, come pure i due draftati. Il fatto che siano stati draftati in sé non garantisce loro un futuro in NBA. Dobbiamo sperare questa è la verità. E se è vero che “chi vive sperando…” è pure vero che “la speranza è l’ultima a morire”. A parte gli scherzi la speranza, anche mia, è davvero quella che i suoi ottimi auspici si avverino.
Ma Gober è davvero così forte, o è solo lungo lungo? Tira poco e male da fuori, tira male i liberi, non ha letture strepitose e gli assist che fa sono anche frutto del fatto che quando lo raddoppiano qualche suo compagno è libero. Poi è fisicamente forte, dinamico, è intimidatore e gioca bene i p&r ma mi sembra un po’ sopravvalutato. Anche in nba vi sono lunghi molto più completi di lui (penso a Embiid e Giannis, per non parlare di LeBron).
Banchero per me è fuori discussione, nel senso che a quello che si è visto al college e poi quel poco che si è visto in pre-season è quantomeno un bel giocatore. Se sarà o meno un fenomeno ovviamente lo vedremo ma se sarà giocatore azzurro per me garantirà produzione. Polonara ha 30 anni, 31 a novembre, può farsi ancora un ciclo di eventi, ancora di più col fisico asciutto che si ritrova, secondo me.
Comunque, verissimo, stiamo tutti facendo solo previsioni, però finalmente dopo tanti anni vediamo un futuro con giocatori con un bel potenziale almeno.
Di.Me., hai detto niente. 🙂 Gobert per me non vale Giannis, o Embiid, ma è un fuoriclasse. Nel basket essere “lunghi lunghi” è già un bel pezzo dell’opera e lui ci mette dinamismo. La Francia a fine partita ha chiuso la porta in faccia all’Italia con lui: Melli diverse volte ha dovuto fare retromarcia perché il ferro era fuori portata e offensivamente lo misuri in metri che lascia ai suoi compagni grazie ai raddoppio. Non stravedo per lui ma non concordo neanche con chi dice che è solo fisico e basta, in parte perché il suo fisico è un bel pezzo di quello che porta.
La nazionale di oggi ha dei giocatori molto forti, ma nessun fenomeno, di quelli che da soli risolvono i finali di partita, e manca di stazza sotto canestro. Però è riuscita lo stesso a trovare la propria posizione tra le 8 d’Europa, esprimendo spesso un bel basket, una difesa arcigna, ben sincronizzata, un movimento arioso ed efficace in attacco.
Al suo interno molti giocatori sono cresciuti, anche durante la manifestazione, Spissu su tutti, ma anche Fontecchio e Melli, secondo me, Ricci.
Non si può non segnalare che questa è la nazionale di Meo Sacchetti, che il suo erede il Poz ha condotto adottando una filosofia di gioco molto simile, ovvero spazio alla creatività individuale dei giocatori, dentro un canovaccio di movimenti collettivi che stanno alla base del basket, senza troppe rigidità che ingabbiano l’azione dei protagonisti nella mente dell’allenatore, canovaccio che poggia su schemi elastici in attacco, e una grande precisione di letture in difesa.
L’ABC del basket, quello che d’insegna fin da bambini.
Così per esempio abbiamo spesso toccato i 90 punti segnati e in difesa, avendo soltanto il cagnaccio Pajola e il maestro d’orchestra il sublime Melli, e altri giocatori che invece non sono per niente noti per qualità difensiva, siamo riusciti a esprimere difese vincenti – solo una distrazione ai tiri liberi finali ha impedito di portare questa qualità in semifinale.
A questo punto una riflessione secondo me va fatta: lo stile Sacchetti e poi Pozzecco FA BENE ai giocatori italiani, li aiuta a esprimersi e a crescere, sembra fornire quella materia di cui si nutrono i nostri giocatori quando vanno all’estero da forti e tornano campioni – una materia nutriente fatta di accesso alle proprie risorse, dentro un ritorno ai fondamentali del basket – il dai e vai, l’attenzione a trattare la palla, la scelta del passaggio, la concentrazione sull’azione di tiro.
Tutto il resto, per i giocatori italiani, e sottolineo per i giocatori italiani, non funziona.
Allora non è più un caso che sotto la guida Sacchetti e poi Pozzecco la nostra nazionale e i nostri giocatori, sulla carta sempre sfavoriti e arrembanti, privi di superstar, riescono poi a esprimere un gioco talmente bello e divertente da mandarli INASPETTATAMENTE avanti.
Oh certo, anticipo le critiche superflue, questo modo di giocare è talmente impulsivo, dentro il tessuto avvolgente dei FONDAMENTALI del basket, che a volte si perde la quadra, e con quella anche le partite “facili”, se mai ce ne siano; ma non c’è dubbio che dentro quel modo di Sacchetti e poi Pozzecco di intendere il basket, I GIOCATORI ITALIANI finalmente crescono.
Su queste note, che spero siano diventate evidenze, credo che tutto il nostro movimento, incluso Messina, farebbe bene a riflettere molto attentamente su quanto è appena successo a Berlino.
due considerazioni : come dici giustamente questo è il gioco italiano fatto di estro ed inventiva che non da punti di riferimento all’avversario e molto spesso lo mette in crisi. Giochiamo così non perchè non abbiamo lunghi ma perchè è il nostro dna e lo era anche ai tempi di Italia Littuania con il Poz in campo.
Questo mi porta a dire , grazie al Poz che intelligentemente a seguito la linea tracciato da Sacchetti e direi di più : se divessi scegliere come allenatore della nazionale Sacchetti o Messina sceglierei il primo.
Partite facili non esistono dai tempi di Simmenthal ed Ignis basta vedere cosa è successo ieri a Doncic e compagni…mannaggia che occasione abbiamo perso
Bravo Pozzecco, si. Ma ieri ha preso un altro tecnico in un momento topico, senza il quale probabilmente l’Italia sarebbe in semifinale. Due partite ad eliminazione diretta, 3 falli tecnici e un’espulsione. Non si può perdere la brocca in questo modo. I giocatori possono andare fuori di testa, qualche volta, stando a contatto fisico in campo, l’allenatore deve mostrare equilibrio e Pozzecco non ce l’ha.
Per me il ruolo agli Europei lo meritava Sacchetti, perché col preolimpico 2021 e il Torneo Olimpico Meo si era guadagnato la conferma almeno fino a questi Europei, ma Petrucci ha voluto cambiare in corsa per far vedere che lui comanda e se per sbaglio Sacchetti agli Europei avesse fatto bene, poi non poteva più toglierlo.
Il tecnico di Pozzecco ha prodotto 0 punti per la Francia.
Ho visto molte partite dell’europeo e ho notato una cosa importante e cioè che i vari Doncic, Gobert, Jokic, Giannis non sono più determinanti, in un torneo così “compresso” se giocano in squadre che dipendono soprattutto da loro. Finisce che se non fanno 30 punti, gli altri liro compagni producono comunque non a sufficienza. Prova ne sono le eliminazioni di Grecia, Serbia e Slovenia in favore di nazionali come Polonia, Germania, Spagna (senza grandi stelle) anche Italia, che hanno un gioco corale.
Mi permetto poi di segnalare il livello davvero basso degli arbitri, inaccettabilmente scarsi.
La nazionale sta vivendo un ciclo che l’ha portata alle olimpiadi e tra le prime otto d’Europa. Non vedo grande ricambi di giocatori e certamente la federazione e la lega dovrebbero ripensare a tante cose, per rilanciare il movimento. Vedremo
Buon basket a tutti
@U.Fo. Mi permetto di intervenire ancora per stigmatizzare un suo commento che mi sembra molto interessante: in questo europeo le stelle non sembrano essere state determinanti nel conseguire il risultato.
Qualche giorno fa dicevo in un mio post, evidentemente sbagliando, che le squadre che erano andate avanti avevano tutte una (o più, come la Francia) stelle di prima grandezza. Invece abbiamo in semifinale quattro squadre delle quali tre, Polonia, Germania e (parzialmente) Spagna non hanno in roster stelle di primissima grandezza. Quindi: quello che lei dice è assolutamente vero (contrariamente a quello che sostenevo io…): aspettiamo la fine dell’europeo e poi magari, secondo quelle che sono le nostre poche competenze, proveremo tutti insieme, su questo sito, se lo riteniamo interessante, a fare un’analisi più approfondita.
Intanto mi sembra che la prima cosa che viene fuori sia un’ovvietà assoluta: la conferma che il basket è soprattutto uno sport di squadra. Il singolo da solo non fa vincere la squadra, se questa non lo segue.
La seconda è il fatto che probabilmente le logiche di spogliatoio non sono così lineari: undici professionisti che si vedono piombare tra loro il salvatore della patria che non hanno mai visto prima nelle qualificazioni magari non prendono la cosa benissimo e questo finisce per incidere sulle prestazioni di squadra.
La terza è che comunque i vari Antetokounmpo, Doncic, Jokic, Markkanen è un piacere vederli giocare perché, è ovviamente una mia impressione, giocano una pallacanestro di un altro livello. Quando si vedono in campo loro si capisce come mai anche ottimi giocatori che siamo abituati ad applaudire spellandoci le mani nei nostri palazzetti, non potranno mai giocare in NBA (o magari ci hanno già provato, ma senza successo).
Uscendo strettamente dalle dinamiche di una partita che ci ha visto sconfitti, verdetto che accettiamo si, ma a malincuore e con rammarico, dobbiamo forse dire che il risultato ha premiato con equità la prevalenza del movimento cestistico francese rispetto a quello italiano; perchè non possiamo nasconderci la superiorità complessiva in termini di numero di giocatori e qualità degli stessi che il basket francese ha a disposizione; ad oggi il futuro roseo dei destini della nazionale italiana non è una certezza già scritta, tuttaltro, a differenza dei cugini d’oltralpe
Giocare solo con i singoli porta a questo, se il singolo ha un po’ di sfiga o è stanco, in quel momento fondamentale fa 0/2 o sbaglia alcune scelte e perdi la partita. Meglio non vincere ancora, perché dobbiamo crescere, il movimento per come è adesso è ancora troppo acerbo e una vittoria di una grande competizione ora rischierebbe di essere un falso specchietto per le allodole (vedi nazionale di calcio che ha vinto e poi non ha confermato, ridimensionando enormemente quel trionfo europeo). Aspettiamo di avere qualche cambio per i lunghi e continuiamo a valorizzare chi dimostra di poterci stare contro tutto e tutti.
La mano del coach in certi momenti e ‘ importantissima e Pozzecco viene travolto dalla solita emotività che sostituisce la lucidità e capacità necessarie. Anche il tecnico alla panchina giusto o meno poteva essere determinante, fortunatamente non realizzato il libero ma ha comunque trasmesso momenti di pressione evitabili ai giocatori. Penso che si debba partire da altro coach per il futuro, può andar via sereno per aver raggiunto un piazzamento non certo facile.
Rimangono purtroppo alcuni errori tecnici ingiustificabili (marcatura su Huertel, con Spissu che non lo teneva mai).
Perchè non è un allenatore, è solo un personaggio che piace più o meno ( non a me) e che ha tanti amici…
Cosa ci faccia il tizio in panchina che aldilà dei suoi spot mental emozional popolari conditi e variegati che tanto piacciono ai giocatori (pare) e vabbe.. e degli immancabili quanto dannosi tecnici ed espulsioni??
Senza contare tutti i timeout gestiti dall’ottimo secondo che dice cosa fare ai giocatori e lui che dispensa perle di saggezza qua e la alla fine degli stessi…
mah…
Serve un Coach per la Nazionale, non una specie di show man che ha mostrato anche in questo campionato tutti i suoi limiti e sta lì solo per scelta di un personaggio,alquanto losco e incapace, quale è Petrucci.
Ultimo commento: anche a me l’emotività del Poz sembra un problemino forse non trascurabile. Vero che il tecnico preso da lui non ha portato il tiro libero supplementare alla Francia, però forse in quel frangente il tecnico che ti può fare perdere la partita sarebbe preferibile non prenderlo.
Non posso nascondere che anch’io mi sono domandato, e visto che lo fa lei mi permetto di ribadirlo, come mai i time-out fossero sempre gestiti dal secondo. Non è certo usuale vedere una cosa simile. Il capo allenatore in silenzio ed accanto a lui il secondo con la lavagnetta in mano che spiega che gioco attuare nell’azione successiva (magari l’ultima azione dei tempi regolamentari…).
Comunque siamo nelle prime otto. Era né più e né meno l’obiettivo che ci eravamo proposto: obiettivo raggiunto, e quindi niente croce addosso al Poz. Le domande comunque sono sempre legittime e certe perplessità è altrettanto legittimo manifestarle.