Dopo Trey Kell, anche Troy Daniels lascia ufficialmente Olimpia Milano. Il suo contratto annuale, siglato la scorsa estate, scade il 30 giugno.
Classe 1991 di Roanoke, il tiratore ha prodotto 8.1 punti di media in LBA in 16 gare, 5.5 in EuroLeague in 26, con 11.5’ di media. I suoi high stagionali i 21 del primo maggio con Brindisi in Serie A, e i 15 con lo Zalgiris in EL l’8 febbraio.
Il comunicato ufficiale
La Pallacanestro Olimpia Milano augura a Troy Daniels tutto il meglio possibile per il suo futuro e lo ringrazia per la professionalità mostrata nel corso della stagione trascorsa insieme, in cui ha contribuito alla conquista della Coppa Italia e dello scudetto.

Spiace che sarà ricordato come l’unico vero acquisto sbagliato della sessione estiva 2021-2022 però è al tempo stesso un segnale del fatto che la squadra è stata costruita veramente bene. In bocca al lupo per il futuro.
Tipico “specialista” NBA, che, non sorretto da una qualità complessiva, in Europa, si trova come un pesce fuor d’acqua, l’unico errore della coppia Messina-Stavros; cosa rimane di lui? La sua figura “greca”: sarebbe stato un modello sublime per Mirone e Fidia
@fab: di lui rimane il ricordo di un tiratore « puro » come poche altre volte abbiamo visto a Milano. Capace di tirare da 3 metri come da 8 metri con la stessa semplicità. Un giocatore che potrà fare bene in Europa in squadre meno rigorose tatticamente , in squadre non di Messina per intenderci. Gli auguro il meglio, e grazie per aver contribuito comunque ai due titoli!
Sei molto generoso con lui, io, viceversa sono stato colpito negativamente sin dal suo primo impatto, dal suo atteggiamento, impareggiabile il suo concedere “canestro più fallo” all’avversario di turno, incapace di andare al ferro, pasticcione nel playmaking, il tiro si, ma non da 3 metri, solo da 7 in poi e se in solitaria, insomma un inevitabile e bell’addio!
In bocca al lupo anche a Daniels.
Purtroppo non ha dato quello che si sperava riuscisse a dare, impegno e serietà non sono comunque mai mancati.
Ma cosa ci si poteva aspettare da uno specialista fermo da un anno? Ex NBA in EL solo perché hanno il timbro NBA non funzionano. Vedi Mack.
l’assunto secondo me da sfatare (qui peraltro fatto da alcuni) e’ l’idea che un “tier 2” o “tier 3” NBA (player) e’ competitivo anche in europa per definizione. L’assunto non e’ corretto e provato dai fatti. I sistemi sono fondamentalmente diversi (EL e NBA), la costruzione del gioco e il ritmo diversa, gli spazi sono diversi, i contesti (e il supporto) spesso antitetici. Poi sta il fatto che psicologicamente chi lascia qui (gli USA) trova incredibili difficolta culturali e di supporto nella vita quotidiana che rende la vita fuori dal campo difficile, con inevitabile impatto sulla performance (generando quegli atteggiamenti “sfottenti” e “disinteressati” che appiano agli occhi di società’ e tifosi, spesso alla base di gap caratteriali/umani e dal fatto di trovarsi fuori dal loro ambiente naturale”. Poi c’e’ il posizionamento di una esperienza EL (agenti e managers) “venduta” come un “passo transitorio” per rientrare a “casa” (spesso non detto ma implicito) che e’ il modo sbagliato per iniziare un’esperienza gai’ difficile di per se stessa (l’immigrazione intendo). Non per giustificare Messina & Co. su Troy, ma sbagliare e’ facile su questo tipo di giocatori….