
Quinn Ellis resta in attesa del via libera NCAA. Il talento britannico, reduce dall’esperienza con Olimpia Milano e oggi a St. John’s, è uno dei casi più delicati nel caos eleggibilità che sta accompagnando l’avvicinamento alla nuova stagione del college basketball. Insieme a Saliou Niang.
Il tema riguarda da vicino Rick Pitino, che a St. John’s ha quattro potenziali titolari ancora legati a decisioni dell’NCAA Eligibility Center o dei tribunali: Quinn Ellis, Keyshawn Hall, Reed Bailey e Babacar Sane. Il coach, parlando a The Athletic, mantiene una linea chiara: «Crediamo, sulla base di quanto accaduto negli ultimi due anni, che tutti i nostri ragazzi saranno eleggibili». Il nodo Ellis è quello degli internazionali con passato professionistico. The Athletic scrive che il giocatore è considerato la projected starting point guard di St. John’s, dopo essere stato titolare con Olimpia Milano nella scorsa stagione, ma non è ancora stato dichiarato eleggibile. La NCAA, a maggio, ha inviato nuove indicazioni: un ex professionista non può aver ricevuto più delle “spese effettive e necessarie”.
Ed è qui che Pitino attacca i tempi della NCAA: «Negli ultimi due anni i giocatori stranieri sono stati qui, quindi non puoi adesso, dopo averli reclutati, dire: “Ok, negli ultimi anni andava bene, ma ora no”». Il coach di St. John’s allarga poi il discorso anche alla gestione generale delle nuove regole: «Uno dei problemi è che la NCAA sta spendendo miliardi di dollari in avvocati, e il 50% di questo sarebbe sparito se avessero introdotto la regola dei cinque anni a novembre. Perché hanno fatto quello che hanno fatto è follia».
Pitino contesta anche la disparità prodotta dalle varie decisioni giudiziarie: «Non puoi rendere eleggibile un ragazzo di Michigan e poi tornare indietro e dire: “Beh, quello di St. John’s non è eleggibile”. Ogni squadra nel Paese, con poche eccezioni, ha situazioni simili. Non puoi decidere adesso che stai cambiando le regole dopo averli già reclutati». E sulla critica di Dan Hurley, secondo cui questi inserimenti rischiano di togliere spazio ai giocatori già presenti nei roster, Pitino risponde così: «Non è come dice Danny Hurley, non stai buttando fuori qualcuno dalla squadra per prendere questo ragazzo. Connecticut ha 15 borse di studio. Michigan State ne ha 15. Noi ne abbiamo 15. Quindi abbiamo il diritto di portare 15 giocatori».
Per il futuro, però, Pitino chiede una regola chiara e condivisa: «Devi avere una regola dura, stabile, chiara su quello di cui stai parlando. E poi l’anno prossimo dici: “Ok, chiunque firmi un contratto professionistico è un professionista”, e devi fare in modo che ogni conference sia d’accordo, altrimenti tutti continueranno a portarli in tribunale». Nel mezzo resta Quinn Ellis. St. John’s aspetta, Pitino spinge, la NCAA decide. Olimpia Milano monitora: con Ellis esiste un accordo verbale per il ritorno tra un anno, e tutto ciò che accadrà nei prossimi mesi negli Stati Uniti sarà inevitabilmente seguito anche in chiave biancorossa.

Che palle sta menata di NCAA che fa il paio con quella di NBA Europe……