Olimpia Milano vs Reggiana#1, 5 domande 5 | Una settimana di lavoro in silenzio. Che Milano sarà?

Alessandro Maggi

Domani è tempo di LBA Playoffs, detto così fa molta più scena, e tornano in campo i “men in red” per Olimpia Milano vs Reggiana, gara-1

Domani è tempo di LBA Playoffs, detto così fa molta più scena, e tornano in campo i “men in red” per Olimpia Milano vs Reggiana, gara-1. 5 domande 5, per entrare in clima partita. O serie.

Ambiente non proprio alle stelle in quel di Milano. Come arriva a questa fase della stagione l’Olimpia?

«Sono passati sei giorni dall’ultima gara, e questo è già qualcosa. Domani si scenderà in campo con un match in 11 giorni alle spalle, quindi si è lavorato in palestra, e sicuramente si è lavorato bene. Poi chiaro, i trionfi di Bologna cambiano un po’ la percezione del momento, il campo cancellerà tutto. Resta un dato di fatto: domani l’Olimpia inizia i playoff senza il playmaker e i due lunghi titolari. Solo Melli potrebbe rientrare più avanti. Gli infortuni capitano a tutti? Sì, ma il dato di fatto è che oggi questi giocatori non ci sono. E non si possono sostituire sul mercato».

Però, come detto, Bologna parte favorita.

«Parlare oggi di Bologna non ha senso. Siamo ai quarti di finale, e di fronte c’è una Reggio Emilia che ha fatto una grande stagione. Cincarini credevo potesse fare bene, in realtà ha preso tutti a calci nel sedere da inizio stagione. E Caja non fallisce una stagione da quando la tv era in bianco e nero. Sono sempre stati in quella posizione giocando due volte la settimana, e senza gente come Candi e Olisevicius».

Quali saranno le chiavi della sfida?

«Le prestazioni di Hopkins e Johnson. Se riescono a pareggiare la durezza nel pitturato con Hines, Bentil, Ricci e compagnia, allora Reggio avrà una chance. Perchè gente come Larson, Carwford e Thompson può infiammarsi con l’aumento dei possessi, e messi in ritmo dal Cincia. Hopkins è un centro dinamico, può fare bene e ha fatto bene nei due precedenti, ma sino ad oggi non è bastato. Da Milano invece mi attendo un approccio duro, come di leoni liberati dalle gabbie. Qualche nome? Ho visto bene Datome a Istanbul».

Tornando al Cincia, quanto avrebbe potuto essere utile oggi all’Olimpia?

«Forse con Delaney infortunato avrebbe avuto qualche minuto in più, ma non credo che sarebbe bastato per un salto di qualità. Si può essere d’accordo o meno, io personalmente il Cincia lo avrei rinnovato, santificato, quindi con gli anni messo al posto di Pozzecco e poi di Messina. Credo, nel caso, anche al posto di Re Giorgio al comando della Spa. Forse di Mario Draghi, valutandolo per il dopo-Bergoglio. Poi, come noto, in Conclave può succedere di tutto. Ma, tornando al gioco, la scelta di Messina è chiara: in attacco, non puoi concedere due giocatori battezzabili da fuori (l’altro è il centro). Ora il Cincia segna anche da fuori? Sì, lui chiaramente non è uno che ha bisogno di tirare tanto. Ma di stare tanto in campo, questo sì». 

Quali scelte possiamo attenderci da Messina?

«Domani non credo sarà tempo di turnover. E’ la prima gara, e come detto il gruppo è fermo da un po’. Mi attendo Hines, Bentil, Rodriguez, Shields e Hall. Per il sesto spot vedremo, è l’aspetto che farà più discutere da domani. Tarczewski con Reggio non era stato brillantissimo il 23 aprile, io andrei con un play in più. Dunque con Trey Kell più che Jerian Grant. Visto che è stato preso, visto che ha un certo talento, diamogli l’occasione di metterlo in mostra».

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