EuroLeague sospende i club russi dalla competizione: il parere della redazione di ROM

Le squadre russe sospese da EuroLeague. Immancabile, arriva il punto di vista della redazione di ROM: è giusto così?

Le squadre russe sospese da EuroLeague, la competizione che intanto è ripartita ieri e domani presenterà il primo turno senza Cska, Unics e Zenit. Immancabile, arriva il punto di vista della redazione di ROM.

Luca Guazzoni

Decisione lenta, pavida, inefficace. I giocatori non russi sono già scappati dalla guerra e tra un mese – anche se questa guerra finisse – le russe, senza allenamenti al netto di eventuali buchi nel roster, sarebbero carne da macello per le altre. Il mondo della sport ha boicottato le russe senza se e senza ma: l’UEFA ha detto addio al €40 milioni di Gazprom, la FIFA – che nel 2018 ha incassato fior di dollari dall’aver organizzato il Mondiale in Russia – ha silurato la loro nazionale dai playoff per il Qatar, pure il volley si è adeguato. L’Eurolega invece prende ancora tempo e finisce solo per apparire debole e farsi ridere dietro.

Fabio Cavagnera

La sospensione era obbligata, anche per motivi logistici, si poteva andare all’esclusione, ma credo il termine (usato anche dalle federazioni calcistiche) sia legato a questioni economiche e legali, soprattutto per il Cska.

Credo comunque il senso sia lo stesso, perché non ci sarà il tempo materiale di eventualmente riammetterle. 

Sarebbe bello però sapere dove e quando si giocheranno le F4 in via definitiva.

Francesco Bertoli

Stanno finendo nel baratro e stanno cercando di rallentare l’inesorabile…e quando tra un mese (20 o 21 marzo) la situazione sarà ancora uguale? E se invece le russe dicono “ok, bella ci siamo” che si fa con x numero di gare da recuperare? Perez ed Agnelli, create una Superlega anche per la pallacanestro.

Dario Destri

Una decisione a metà che prende tempo quando servivano risposte definitive. A marzo non sappiamo quando e come finirà la stagione. È sicuramente probabile che non rientreranno le russe ma l’aver lasciato aperta questa possibilità rischia di essere un boomerang spaventoso e non sostenibile. Euroleague ne esce molto indebolita.

Kevin Martorano

Sono del parere che la sospensione implichi per forza la fine della stagione europea delle russe. Probabilmente non è stato usato il termine “esclusione” per le squadre russe per una questione di licenze, soprattutto per il coinvolgimento del CSKA che ha licenza decennale. Finire la stagione senza le russe era l’unica strada percorribile.

Alessandro Luigi Maggi

Lo sport non fa politica, ma lo sport non va oltre la politica. Dice bene Bertomeu: «In una situazione come quella che abbiamo oggi, è nostra responsabilità sostenere le nostre comunità e dare voce alle nostre convinzioni». EuroLeague non ha fatto altro che confermarsi ente sportivo, non altro, esercitando il proprio potere decisionale secondo le indicazioni della politica: spazi aerei chiusi dalla Russia all’Europa, e viceversa. Dunque, le russe oggi non possono giocare. Stop. Inutile cercare altre esposizioni con il rischio di criminalizzare grandi figure della storia di questo sport, come ad esempio il presidente del Cska Andrey Vatutin, che è uomo di basket. Nient’altro. Ora una deadline chiara: mica si vorrà andare avanti con una classifica fasulla sino ad aprile?

6 thoughts on “EuroLeague sospende i club russi dalla competizione: il parere della redazione di ROM

  1. Il CSKA fa parte del board che ha preso le decisioni.
    Dunque non deve essere stato facile arrivare a una posizione chiara. Secondo me in questo caso occorre usare una certa tolleranza verso i meccanismi del potere.

    I russi nella loro totalità credo che siano tutto sommato abbastanza indifferenti ai destini delle squadre dì basket, soprattutto in questo momento, mentre per i tifosi russi delle 3 credo che il messaggio arrivi chiaro e netto: così non va bene e non vi vogliamo.
    Non credo che allo sport si possa chiedere dì fare di più.

    Quello che c’era da fare è stato fatto, prendersela coi tempi richiesti o con la nettezza delle decisioni, date le circostanze, mi pare un po’ persecutorio.
    Il basket russo di club è stato smantellato, umiliato coi suoi giocatori stranieri in giro per il mondo, secondo me va bene così.

    In Europa e nel mondo occidentale la reazione ai russi è stata così forte e compatta che credo davvero che contrariamente ai calcoli dì Putin e dei suoi scagnozzi, il rifiuto dei metodi russi durerà più a lungo del previsto, come le sanzioni.
    E coi soli rubli, che non valgono più niente, non si fanno squadre competitive. (I fondi in valuta dei russi sono tutti congelati).

  2. Sono perfettamente d’accordo. Credo che un lunghissimo, isolamento economico, sarà il prezzo che la Russia pagherà, per le atrocità che sta commettendo.

  3. Parliamo di sport ma in realtà la Russia e lo stesso Putin non verranno certamente riammessi alle stesse condizioni precedenti l’aggressione, una volta finita (spero presto) questa guerra. I rapporti non potranno più essere gli stessi, comunque finisca questa guerra.
    Quindi a livello sportivo si dovranno ridisegnare tante cose.

    1. Questo non lo sappiamo. C’è uno scenario da incubo in cui l’Ucraina si arrende (ed è quasi inevitabile) e si accorda con la Russia, e a quel punto la Russia potrebbe dire “scusate ma se l’accordo sta bene a loro, deve stare bene a tutti, perché ci tenete fuori?”

  4. potresti avere ragione ma la Russia di Putin resterà un paese ostile a tanti e per tanto tempo. Dispiace, ma prima di riguadagnare fiducia ne passerà di tempo. Almeno lo spero perché non si cancellano in un attimo migliaia di morti, milioni di danni a Ucraina (e anche ad altri paesi come il nostro a seguito delle sanzioni) e le umiliazioni inflitte al popolo ucraino. Io la vedo così: la fiducia va conquistata.

    1. Questo è un commento molto condivisibile ma morale. La questione è burocratica: quando la Russia dirà che la guerra è finita, l’Ucraina ha accettato le condizioni e non c’è altro che la Russia debba fare, come rispondono le varie leghe? “Disfate l’accordo con l’Ucraina, pagate i danni di guerra e vi ammettiamo”? Non c’è una soluzione “pulita” a questo punto, del resto siamo in acque inesplorate.

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