Olimpia Milano post Baskonia | Gli infortuni sono stati opportunità, ora Milano è più forte

Olimpia Milano post Baskonia, ovvero post “no game”. Ma anche lo “scontato” è una conquista, per chi un tempo aveva, di “scontato”, solo le sconfitte

Olimpia Milano post Baskonia, ovvero post “no game”. Ma anche lo “scontato” è una conquista, per chi un tempo aveva, di “scontato”, solo le sconfitte.

La partita

Come detto, mai andata in scena. Lo avevamo scritto, in sede di presentazione: se Milano regge a rimbalzo, non ci sarà partita. Il dato finale dice 44-26 per i milanesi, 13-19 sotto il canestro basco. 

Da qui nasce il 21-10 del primo quarto, il 15-3 che apre il secondo tempo. Il Baskonia non è oggi una squadra competitiva. Wade Baldwin ha bisogno di un sistema per emergere, altrimenti è dannoso. 

E questo va a coinvolgere tutta la squadra. C’è l’orgoglio “baskonista”, questo sì, quello dei 30 punti “bugiardi” del quarto quarto e del -11 finale. Tutto con i buoi milanesi ormai ben lontani dal pascolo.

Nicolò Melli. 13 punti e 11 rimbalzi con 5/7 da 2 e 1/1 da 3. Quando gioca così, meglio di lui in EuroLeague c’è solo Nikola Mirotic.

Gli infortuni

Frase importante quella di Ettore Messina: «Un anno fa non avremmo assorbito così bene un infortunio come quello di Shavon Shields».

Non ci sono controprove, ma non ci sono neanche dubbi in merito. Senza la sua prima opzione offensiva Milano ha fatto di necessità-virtù, è cresciuta come sistema difensivo, ha creato nuove certezze.

Come ci è riuscita? Ha sfruttato la sua maggior profondità, un roster difficile da leggere per gli avversari (tanti i quintetti utilizzabili), e soprattutto la durezza. E se sei duro, se sei fisico, se sei presente, le gare non solo le vinci, ma le gestisci.

L’Olimpia, a parte qualche piccola pausa, è sempre stata padrona del campo e di sè stessa.

I reinserimenti

Osservazione anche sulla frase di Ettore Messina: «l’upgrade al rientro in campo di Shields e Mitoglou non sarà matematico».

A nostro avviso, più per il greco. Perchè oggi c’è Ben Bentil, che non ha gli stessi valori, lo stesso talento, la stessa presenza. Ma si è ritagliato un ruolo, ha ottenuto minuti. Ed è ben più duro di Mitoglou.

Certamente un’arma in LBA, chiaramente un posto “soffiato” a Kaleb Tarczewski, ma la suddivisione dei minuti tra i due ex Panathinaikos sarà una sfida interessante.

Discorso diverso per Shavon Shields. Lui è parte integrante di questo sistema, perchè non è un attaccante puro, ma un “pretoriano” difensivo di Messina. L’uomo da appicciare al pericolo numero sugli esterni avversari.

Nel ruolo, il suo, si sono sacrificati Ricci, Grant, Hall, anche Daniels. Torna il padrone del “fumo”, gli altri si ricollocheranno di conseguenza. E Milano sarà infinitamente più forte. Pericolosa.

Gli infortuni sono una dannazione, ma se il contorno cresce, anche un’opportunità. Oggi l’Olimpia è più forte, in prospettiva, rispetto ai giorni degli stop di Shields e Mitoglou.

10 thoughts on “Olimpia Milano post Baskonia | Gli infortuni sono stati opportunità, ora Milano è più forte

  1. Non è così scontato che i sostituti siano in grado di sopperire così bene i titolari, ottimo lavoro di scouting di Stavropoulos & Co. E grandi capacità di inserimento del coach team. Io non scambierei Melli con nessuno in Europa.

  2. Neppure io scambierei Nik con nessuno.
    Mirotici ha più talento offensivo e movimenti in post, ma globalmente il Melli di oggi è più completo e intelligente.

    Mirotic si può fermare (cit. Bentil), Melli ferma gli altri (cit. moltissimi)

  3. Hall è quello che ha più “beneficiato” della assenza di Shields: si è preso più responsabilità ed è cresciuto. Sia in attacco che in difesa.
    Poi tutti gli altri si sono arrangiati a giocare fuori ruolo: questa è una ricchezza che ci tornerà utilissima. Ma lo vedete un quintetto con Delaney, Hall, Shields, Melli e Hines? Ermetico in difesa, completo in attacco e a rimbalzo. Se poi ci aggiungiamo di volta in volta Dinos, Datome, Daniels, Bentil, Ricci, abbiamo davvero una squadra completa e forte fisicamente. Per vincere l’EL ci vuole anche tanta fortuna ma confermarsi alle f4 sarebbe il giusto coronamento al lavoro sin qui svolto da staff, dirigenza e giicatori.

    1. A questo punto della stagione le f4 non sono più un obiettivo, ma un punto di partenza, realisticamente la squadra ha tutto per far meglio della passata stagione……e ho detto tutto

    2. Sottoscrivo, anche le virgole. Però, ti sei dimenticato di un giocatore ( IL CAPITANO ) che, solo per il fatto di vederlo in campo, è un ” collirio ” per la vista.

    3. Interessanti osservazioni ma se posso permettermi Hall ha beneficiato in pieno pure del periodo positivo di Malcom che lo ha esentato da incombenze di playmaking che gli prosciugavano troppe energie.Quanto al primo quintetto che hai indicato niente da dire sulle capacità difensive ma se deve metterla dentro una volta bloccato Shavon mettiamo dentro 15 punti a quarto.Alle top 8 credo che oramai si sia arrivati salvo disastri al momento non prevedibili,se ci capita il turno doppio con una abbordabile ( ex Zenit,Oly,Kazan) in partita singola con il roster al completo ( Malcom e Sergio ovviamente a posto)ce la giochiamo con tutte e su questo non ci piove.

  4. Se gli infortuni sono stati un’opportunità, se i nuovi si integrano bene, se tutti portano il proprio mattoncino, se si riesce a sopperire all’assenza di Shields, se l’Olimpia è ormai presenza fissa di quella elite europea che fino a pochi anni fa sembrava irrangiungibile, bè, il merito è innanzitutto di una persona: Ettore Messina. Fallibile, antipatico, egocentrico, tutto quello che volete, ma semplicemente uno dei top attuali nel mondo della pallacanestro che possiamo solamente ringraziare per aver accettato di lavorare per l’Olimpia.

    Questo Melli, che si prende i tiri che si deve prendere senza esitazione, è quello che serve: quella di ieri sera non deve essere un’eccezione bensì la regola, non come punti realizzati ma come decisione nel prendersi i tiri (poi i tiri possono entrare o uscire, ma questo è un altro discorso). Quindi Nicolò, mi raccomando, avanti così.

    1. Ettore Messina?: una sola parola: credibile, come nessuno mai in casa Olimpia negli ultimi 10 anni e come si sperava quando è arrivato

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