
L’Olimpia Milano con il Fenerbahce a Creta nella finalina per 79-81, ma certamente c’è di che parlare. E positivamente. Ecco le nostre tre considerazioni dopo il secondo match di Heraklion.
RJ Cole entra in scena
Inutile tornare sui numeri del suo match, e quelli impressionanti del terzo quarto. Resta la prestazione, importantissima, e l’indicazione che ne emerge. RJ Cole entra in partita quando ha il pallone in mano, e segna. Trovata la fiducia al tiro, diventa ancora più ispirato in regìa. A fine primo tempo aveva 5 assist, ma nessun tiro dal campo. Il resto è lì da vedere. In questo momento pare da sviluppare come elemento da second unit, con libertà di colpire. La personalità si è vista.
L’ultimo possesso
Tredici secondi da giocare. In campo Hall, che rimette, con Mathews, Cole, Peters e Wright. Esce a ricevere Wright, e non pare casuale. Peters porta un blocco per Cole che può uscire in punta, ma Wright fa tutto da solo e prende un tiro, sul -1, in bonus, e con 8’’ da giocare, dalla media a bassa percentuale. Nessuno reagisce, ma non pare l’idea originale. Ecco, se il primo ultimo possesso della stagione è stato gestito così, senza un handler con palla in mano e un centro che fa isolamento… iniziamo bene. Cose che in amichevole si perdonano, in stagione si finisce appesi al muro in spogliatoio.
I numeri del match
Il Fenerbahce parte con Forrest, Key, Horton, Juzang e Silva, e ne ha 45 dalla panchina; Milano risponde con Cole, Hall, Mathews, Peters e Wright e ne ha solo 19. Una sostanziosa differenza di profondità, visto che a oltretutto a Milano mancano Guduric e Bolmaro, mentre i turchi lanciano Baldwin, Clyburn e Shields. Vincere era complesso, anche concedendo il 67% da 2 ad una squadra che ci mette più durezza. A parte che in un terzo quarto dove l’Olimpia dura lo è stata, e molto. E questa deve essere la sua natura.

La gestione dell’ultimo possesso e’ diventata una cronicità negativa degli ultimi anni con i vari guduric shields .. da quando non c’è più shields. C’era una vecchia regola x questi casi.. se dubiti di un giocatore non metterlo in campo o mettilo in condizione di non nuocere tenendolo lontano dalla palla ..
Quella di Wright è stata semplicemente una decisione poco intelligente (prima che ancora un tiro sbagliato), spero che non sia un dato caratterizzante del giocatore, ma un semplice incidente di percorso, ieri ce lo si poteva permettere…..