Bogdan Tanjevic: Milano si prende i giovani migliori e poi li lascia in panchina. Giochi con 12 stranieri

Alessandro Maggi 20

Bogdan Tanjevic ha rilasciato ieri una lunga intervista a Il Piccolo. E in merito ad Olimpia Milano farà discutere

Bogdan Tanjevic ha rilasciato ieri una lunga intervista a Il Piccolo. E in merito ad Olimpia Milano, e temi annessi, le parole dell’ex coach biancorosso sono destinate a far discutere.

SU EUROLEAGUE

«L’Eurolega così com’è ha troppe partite. Forse vogliono arrivare all’annullamento dei campionati nazionali. Mi sembra una falsa Nba. La prima regola di un mercato è essere solventi per poter sopravvivere e rimanere nei parametri richiesti. Per primeggiare in Eurolega il Real Madrid deve spendere 45 milioni. Ma come puoi andare avanti? Dove sono gli incassi o i ricavi dai diritti televisivi per poter stare in piedi? La Nba può farlo. Ma qui? Intendiamoci, le partite me le guardo volentieri ma non mi piace quando prevarica i campionati o l’attività delle Nazionali. E qui sono d’accordo con il presidente Petrucci. Ha ragione a pretendere che le Nazionali abbiano tutti i giocatori a disposizione quando devono affrontare le finestre delle qualificazioni. E non dovrebbe concederli solo l’Eurolega. Anche la Nba»

SU AMEDEO DELLA VALLE

«Mi piace Della Valle. Era stato Mvp all’EuroUnder 20, si pensava dovesse fare grandi cose, ha fatto bene in club di medio livello ma ha sbagliato ad andare a Milano. Solo andando a giocare all’estero è tornato migliorato. Fontecchio, Abass, lo stesso Ale Gentile. Milano negli anni ha preso i giovani migliori ma poi li ha lasciati in panchina. Meglio farla giocare con 12 stranieri così non si accaparrerebbe più tutti i talenti italiani per poi non metterli al centro di un progetto e tarpando loro le ali».

20 thoughts on “Bogdan Tanjevic: Milano si prende i giovani migliori e poi li lascia in panchina. Giochi con 12 stranieri”

  1. Ale Gentile è stato eccome al centro di un progetto, le sue stagioni migliori le ha giocate a Milano, dove venne addirittura fatto capitano.
    Degli altri citati, a mio parere l’unico rimpianto è Fontecchio, e qui vi è un errore di a Messina che a suo tempo trattenne Della Valle invece del buon Simone.
    Tutti stranieri? Si potesse lo farebbe Milano e anche altri

  2. Il problema è che se ci sono giocatori italiani forti giocano … se non ci sono è un problema di movimento … però è più semplice incolpare una società …

  3. Leggere queste parole di Tanievic, un esperto, mi rincuora. Non pretendo di assurgere a quei livelli ma vuole dire che qualche idea buona sul basket ce l’ho. Raramente, intendiamoci.
    Tanievic ha una visione di questo gioco diversa da Messina. E non necessariamente una è più giusta dell’altra. Sono due modi differenti,autorevoli, di vedere le cose. Che anche Tanievic sia un po’ materassaio?
    Battute a parte, a Milano molti giocatori si sono bruciati, anche prima dell’arrivo di Messina. Un po’ è la piazza, che non ha pazienza. Un po’ è che in tanti hanno sostenuto che pochissimi italiani avrebbero potuto giocare in EL. Polonara, Fontecchio, Spissu dicono il contrario.
    Buon anno a tutti

  4. Grande Boscia…assoluta verità.. Speriamo che i giovani riescano a dire di no ad un anno di soldi e panchina per non rovinarsi la carriera..un grande è riuscito a farlo Tonut..di Messina dopo l”anno scorso è meglio non parlarne…se tornai in Nba non sarebbe male…qui solo danni nazionale e club

  5. Eh già se prendessimo Gallinari Hacket e Polonara in Olimpia marcirebbero in panchina .

  6. Grazie Tanjevic, ma dove sarebbero gli italiani buoni? il livello medio del basket italiano è scarso tendente al basso, talenti non ne nascono o se ci sono emigrano velocemente negli States. Quei 4 o 5 che giocano in EL non fanno testo, l’unico rimasto in NBA è Danilo. La riprova più efficace della pochezza del movimento l’ha data proprio l’ineffabile Petrucci che ha scompostamente criticato un Datome di 35 anni che non andava all’olimpiade per curarsi in santa pace la borsite al gomito. La federazione è assente nell’unico obiettivo che dovrebbe avere: avvicinare i giovanissimi a questo splendido sport, plasmarne carattere e talento, formare giocatori. Ma che lo dico a fare, l’importante per Petrucci è partecipare alle prossime manifestazioni con la nazionale per poter viaggiare in prima classe e godersi vacanze pagate in giro per il mondo. Fino a quando in Italia le Federazioni saranno il posteggio dei trombati dalla politica e verranno affidate a persone capaci, valide e motivate?

    1. Petrucci non è un trombato dalla politica, ma un emanazione della stessa e lui è un gran suonatore ( seppur del piffero)……filulifilula

  7. Italiani buoni ce ne sono, eccome. Polonara, Spissu, Melli, Fontecchio, Pajola, Ricci, Tonut….per non parlare degli emergenti, come Bortolani. È che se non giocano (e a Milano, succede) non “sbocciano”.
    Per la cronaca, Tonut sarebbe venuto di corsa a Milano. Non ha rinunciato lui, è Venezia che l’ha convinto a restare, essendo uno dei pilastri della squadra (dove ha vinto anche lo scudetto).

  8. Al di là della provocazione, ci sta che Milano abbia scout e capacità di convincere giovani e meno giovani a venirci a giocare. Poi gli allenatori hanno bisogno di risultati subito e non possono aspettare troppo i giovani. È un peccato ma questa piazza cerca il risultato ed il gioco, fa fatica ad aspettare. Me così è da sempre, i giovani devono avere modo di sbagliare x crescere e Milano non è il posto ideale. Giuste le scelte fatte con Bortolani e Moretti, vedremo nel tempo quali livelli sapranno raggiungere.

  9. I giovani forti a Milano hanno giocato: Gallinari, Melli, Gentile della prima ora ed Hacket.
    Quelli che non hannotrovato spazio non erano forti abbastanza quando sono arrivati.

    Il paradosso è incredibile: chi critica MIlano perchè non fa giocare i giovani e non ha la pazienza di farli crescere è lo stesso che dopo due sconfitte scrive peste e corna del coach e dei giocatori. Una serie di commenti letti su questo blog da l’idea della coerenza di alcuni tifosi.

    1. Scusa, @Iellini: qui si parla di far crescere i giovani, non di lasciare spazio a quelli già forti. Due cose ben diverse.

      Io non critico lo staff per certi risultati. Al contrario, dico che con un maggior coinvolgimento di tutti i giocatori, a costo di perdere anche qualche gara in più in lba.

  10. Quanti italiani in Nba ? 1
    Quanti italiani all’estero? 3
    Quanti italiani spendibili in eurocup e Eurolega? Pochi
    Che fine hanno fatto le promesse Flaccadori e Della Valle all’estero?
    Quanti play del livello di Marzorati abbiamo coltivato negli ultimi 10 anni?
    Quanti centri dopo Giacig ?

    Siamo seri. I campioni non vengono fuori neanche dalla provincia.
    Il sistema basket italiano non funziona ed in tutto questo cosa pretendiamo dall’Armani?
    L’opportunità viene data ma pochissimi sono in grado di coglierla e non a caso ci stracciato le vesti se un 35 non va in nazionale….DiMe sii serio suvvia.

  11. Se parliamo di far crescere giocatori non parliamo di Milano, na dell’intero movimento. E sono d’accordo che manchino luoghi dove far innamorare i giovani del basket. Ma qui si parlava di Milano che brucia i giovani. È tutta un’altra cosa. E comunque Gallinari, Hackett, Datome, Melli, Gentile, Fontecchio, Polonara…. Non è che il movimento produce solo schifezze. Che poi non sua sufficiente, posso essere d’accordo. Che Milano sia il luogo ove far crescere e sbocciare u giovani virgulti è una verità innegabile, anche se a dirlo è qualcuno che magari non è simpatico. Milano dovrebbe avere una società B, che potrebbe essere Cantù piuttosto che Varese, dove far fare esperienza ai giovani per poi lanciarli nel “mondo dei grandi”. Credo che Real e Barcellona facciano un po’ così (ma non sono molto informato sulle società estere).
    Rispetto alle affermazioni di Tanievic, dunque, continuo ad essere assolutamente allineato.

  12. @Di.Me i giocatori che citi sono tendenzialmente over 30, solo Fontecchio e Spissu sono sotto, Paiola, scusami, ha volontà da vendere ma piacerebbe vederlo con costanza in un team EL per giudicarlo. Ammettiamo che ci siano 10-15 giovani italiani di alto livello (io non li vedo…) ma 10-15 su un movimento che coinvolge moltissime società sono davvero un’inezia. Se un giovane finisce in una squadra mediocre di sicuro non svilupperà il suo talento, a meno che non sia un crack alla Gallinari. Se un giovane finisce in una squadra di alto livello rischia di fare tanta (troppa) panchina perchè ad alti livelli si gioca per vincere e non si ha tempo per aspettare la maturazione di nessuno. La federazione avrebbe il compito di guidare quei 10-15 verso un avvenire di successo organizzando per loro training camp con allenatori di livello internazionale, esperienze all’estero per formarsi, ma latita proprio dove dovrebbe dimostrarsi attiva e propositiva. Il problema è tutto qui, si appalta alle società la formazione dei giovani pretendendo di incassare con la nazionale il lavoro pagato da altri e criticando se dalle società più importanti non escono giovani competitivi.

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