Su Il Messaggero Roberto Premier analizza il record di Steoh Curry da 3 e anche quelle che erano le sue caratteristiche in carriera.
SUL TIRO DA 3
«Forse oggi il tiro da 3 è un po’ esasperato: con 40/50 punti a partita si penalizza l’aspetto tecnico, tattico e forse anche estetico. Ma è la spettacolarizzazione della pallacanestro: il pubblico applaude una bella azione di squadra che porta a un canestro da 2, ma 7000 persone si alzano in piedi ad osannare e a fare il segno 3 con le dita quando guarda un canestro “alla Curry”».
SUL PARAGONE PREMIER-CURRY
«Nel mio piccolo sono stato uno specialista anche nei miei anni. Dopo l’Olimpiade del 1984, quando è stato introdotto in Italia, il tiro da 3 era considerato una novità da prendere con le pinze. Diciamo che è stato un bel premio ai tiratori: io sono cresciuto guardando Zanatta e Morse che facevano canestro da oltre i cinque metri e gli valevano solo due punti».
SULLA FILOSOFIA
«La caratteristica del tiratore? Credere che farai canestro. Con Franco Boselli, a Milano, dicevamo sempre: “In certi momenti entra tutto, altre volte no, ma a noi che ci frega? Per la legge dei grandi numeri non possiamo sbagliare 100 tiri… Qualcuno deve entrare per forza, perciò vale la pena provarci!».
