Olimpia Milano post Monaco che riporta il sorriso europeo ad una squadra che ha comunque conosciuto solo 4 ko in 24 gare ufficiali. Insomma, c’era poco da piangere prima, e ora.
La partita
Oggettivamente poco interessante, se non per il primo quarto, dove la squadra di Ettore Messina produce 26 punti e tocca il +12 indirizzando il match.
Il dato difensivo della prima mezzora è, come sempre, impressionante: 27 punti concessi nel primo tempo, 17 nel terzo quarto, e citando le percentuali tanto care a Sergio Scariolo con il 42.9% da 2 (i padroni di casa viaggiano al 50) e il 30% da 3 concesso. 13 le palle perse.
L’errore in cui non cadere è considerare come banale il consueto: non lo è. Lo ripetiamo, la difesa di alto livello è un percorso che in molti non raggiungono in una stagione. L’Olimpia lo ha colto da subito, e non è qualcosa che si possa perdere con grande facilità.
Certo, il Monaco non può permettersi un Mike James da 3’. Tuttavia sino al contestato finale neanche Lee, o Bacon o Andjusic sono stati un fattore, e Donatas Motiejunas non è stato un fattore. Dati importanti, da grandissima squadra.
Malcolm Delaney
Il play USA è un fattore, sempre e comunque, su entrambi i lati del campo. E’ oggi ben più performante della scorsa stagione palla in mano, anche dopo il rientro dal nuovo infortunio. In difesa è il punto di partenza: è un giocatore di cui non si può fare a meno, come Ettore Messina ha rimarcato.
Restano solo un paio di passaggi: smanacciare è fallo in attacco. Nel giochetto, ormai, non ci casca più nessuno. Al tempo stesso, il basket in Europa spesso diventa troppo duro, ma si deve comunque andare sino in fondo, soprattutto quando si attacca il ferro.
E’ giunto il tempo di un nuovo salto di qualità per Foe 23: abbandonare recriminazioni e polemiche e puntare esclusivamente all’obiettivo gara. Sono solo energie nervose buttate al vento. Oltre che fischi contrari.
L’attacco
Oggi l’Olimpia Milano ha il nono attacco di EuroLeague. Dunque, ad oggi, non esiste un reale problema in attacco. Sgombriamo anche subito da allusioni a Nicolò Melli: i suoi numeri sono in linea con le stagioni al Fenerbahce, per quanto sensibilmente meno performante dall’arco.
E i biancorossi sono anche la quarta squadra con la miglior percentuale da 3. Insomma, l’anima di squadra attesa in estate si riflette abbastanza nei numeri: difesa, attacco più focalizzato sull’arco.
Al tempo stesso, ai massimi livelli, bisogna comunque avere nel talento una risorsa costante. Soprattutto, quando si difende come a Montecarlo, l’attacco permette di chiudere con largo anticipo le gare. Cosa non da poco in questa fase della stagione.
Nelle ultime sei gare la squadra di Ettore Messina è andata solo una volta sopra i 72 punti, nel terzo round con il Maccabi è andata per la seconda e ultima volta oltre gli 80. I numeri non parlano di allarme, ma questa squadra saprà da chi andare nei momenti caldi di un match? E soprattutto, saprà come andarci?

Chiedere a Delaney il salto di qualità mi sembra eccessivo…..signori, pregi e difetti, il pacchetto comprende entrambi, anche se qualcuno nel blog era convinto che ci fossero solo i primi
Quanto alla domanda finale, la risposta è: il sistema, come recitano i dettami messiniani, visto che se nella passata stagione si poteva andare da Punter, nell’odierna nessuno ha preso il suo posto
Io sinceramente credo che alla distanza Shields tornerà ad essere un fattore anche in attacco. Il fatto di non avere un uomo solo da cui andare nel momento del bisogno potrebbe essere un pregio, perché valla fine non si danno punti di riferimento certi alle difese avversarie. E non dimentichiamoci che da noi gioca uno come Datome, che certamente può essere un fattore nei momenti chiave.
C’è tanto ancora da fare. C’è da inserire Bentiil, da ampliare il nostro gioco offensivo, da recuperare gli infortunati (e qualche giocatore ancora ai margini). Insomma: testa bassa e pedalare. Con un’altra vittoria potremmo chiudere positivamente il girone d’andata, anche se ci aspettano tante insidiose trasferte. Testa bassa e pedalare
@DiMe, credi davvero di poter recuperare Grant e Daniels o, addirittura, Alviti?
Non mi sembra realistico ma vabbè.
Comunque la vittoria vi serviva.
@wmoon: no che non ci credo. Ma questo non vuole dire che non si debba continuare a lavorare per provarci.
Un brodino caldo dopo 4 sconfitte ci voleva. Messina ha dato una chance a tutti ma si vede che con alcuni quintetti si va sotto. Se Bentil è questo basterebbero anche meno di 10 minuti di energia di Tarcisio e con il ritorno di Mitoglu davanti siamo a posto quest’anno.
Speriamo che questa apertura di credito a Daniels porti a dei risultati, ieri si è applicato in difesa e può crescere.
Quindi siamo in dieci con qualche minuto a Tarcisio, Ricci e Moraschini (speriamo) arriviamo a tredici. Gli altri tre Grant Alviti Bhiliga forse in LBA.
È sufficiente? Alcuni pensano di no ma io vedo che a parte Cska, Barca e Real le squadre ruotano 8/10 giocatori, vedo che Trinchieri per battere Ataman ha giocato con 8 di cui 4 sopra i trenta minuti e vedo che lo stesso Efes ha vinto lo scorso anno affidandosi ad una pattuglia di 8 giocatori.
Forse non ti è ancora chiaro un concetto basilare quanto elementare: in Eurolega è giusto che giochino sempre i migliori e che il coach faccia ruotare gli 8/10 giocatori dei quali si fida. Quello di cui si discute è che purtroppo gli stessi 8/10 sono quelli che giocano maggiormente quasi sempre anche in LBA.
Ormai la scelta di giocare con otto-dieci giocatori è definitiva ed irrevocabile, anche in lba. La stessa dello scorso anno. Credo sia diventato inutile continuare a discuterne.
Non si capisce però perché i vari Burns, Della Valle, Alviti, nelle altre squadre di serie A hanno comunque un certo rendimento e da noi devono irrimediabilmente fallire. Certo che giovare con Grant non è lo stesso che giocare con Rodriguez, o Tarczewsky a confronto con Hines. Però forse la squadra può permettersi fi avere due “identità”, entrambe valide, a seconda della competizione. Poi, ai play off come in Coppa Italia, giusto che si giochi in base alle gerarchie, per carità.
Ma il pensiero del coach è diverso. Visto che lui allena da qualche annetto ed ii faccio materassi, avrà ragione lui certamente.
Fino a prova contraria.
A mio parere ci manca una guardia affidabile che abbia nelle mani dai 10/15 punti che nelle intenzioni iniziale doveva essere Daniels ma è tutt’altro che affidabile..