Ieri il ritorno di Andrea Cinciarini al Mediolalum Forum d’Assago. Contro la sua Olimpia Milano. Il giusto riconoscimento dal pubblico, dalla società e da tutti gli appassionati al capitano dell’ultimo scudetto.
Lo stesso Cincia, su Instagram, ha rilasciato il suo pensiero: «grazie a tutti i tifosi che erano oggi al palazzo…..
È stata una serata piena di emozioni meravigliose,è stata l’occasione per rivedere tantissimi amici,ex compagni, persone dello staff con le quali ho creato legami che vanno aldilà di tutto, SIETE STATI SPECIALI e posso solo ringraziarvi a uno a uno».
«È stato bello rivedere tanti tifosi al Forum,sentire il vostro calore e il vostro amore… SONO STATI 6 ANNI INDIMENTICABILI PER ME E LA MIA LA MIA FAMIGLIA…UN PERCORSO CHE SARÀ SEMPRE DENTRO DI ME».
🇮🇹🏆
— Olimpia Milano (@OlimpiaMI1936) November 14, 2021
𝟲 Anni
𝟮 Scudetti
𝟯 Coppe Italia
𝟰 Supercoppe
𝟭 Final Four
𝟮𝟭𝟮 Presenze in campionato
𝟭𝟬𝟰𝟲 Punti
𝟰𝟳𝟵 Assist
𝟭𝟰𝟰 Palle rubate
GRAZIE CINCIA! 🤍❤#insieme #GrazieCincia@cincia20 @PallacReggiana @LegaBasketA pic.twitter.com/2TWO4MTrXl
📽 L'accoglienza e l'affetto di tutto il popolo Biancorosso per Andrea Cinciarini! 🤍❤#insieme #LBASerieA #MilanoReggioEmilia #GrazieCincia@cincia20 @LegaBasketA pic.twitter.com/n7cyFilwh9
— Olimpia Milano (@OlimpiaMI1936) November 15, 2021

Grazie di cuore Zinza – come lo chiama in cronaca Meneghin – anche per averci mostrato ieri tutto il tuo cuore e tutti i tuoi difetti, quel tiro battezzato che non entra mai, che ti ha tolto dalle rotazioni di una squadra con ambizioni di F4.
Prima che io vada via definitivamente da questo blog, ormai una rassegna di stracciapallismo sul tema inutile, ma tanto fertile di commenti, dei minutaggi, vorrei aggiungere un paio di riflessioni. Aggratis.
Cominciamo da ieri contro la Reggiana. Un Messina ipernervoso, che frusta un cavallo morto.
C’è un limite, secondo me, nella iper reattività di un allenatore di primo piano, famoso per il carattere focoso come Messina, ma anche come Obradovic, un limite oltre il quale la frusta è un difetto, più che una spinta positiva.
Ci sono un nervosismo e una tensione positive che caricano i giocatori, fino a farli dare il massimo – ed entrambi sono maestri di questo e hanno costruito una carriera su tale personale psicologia.
C’è invece una tensione sopra le righe, non proporzionata al corso attuale della partita, che è chiaramente ininfluente sul rendimento dei giocatori, come si è visto ieri – in cui i giocatori nostri soffrivano per carenza di concentrazione – ininfluente perché eccessiva e fuori luogo, quindi inutile.
La squadra poi ieri s’è raggruppata lo stesso da sola, e ha fatto quello che serviva, senza mai esprimersi a livelli che non erano nelle loro corde di ieri dopo il turno di EL così carico e importante.
Ma non certo perché Messina aveva la bava alla bocca su qualsiasi piccola sbavatura dei giocatori, peraltro comprensibile.
Ora: Messina non ha bisogno che glielo faccia notare io che quell’atteggiamento, in quelle circostanze come ieri sera, è del tutto inutile, probabilmente controproducente.
Non ha bisogno che glielo faccia notare io, perché lo sa meglio di me, ovviamente. E meglio di me sa tantissime altre cose. Ma il punto è questo: non può farne a meno.
Ma questo non poterne farne a meno è un difetto, in quelle circostanze, un errore, equivalente a un lay up sbagliato di uno dei suoi giocatori.
Perché commette quell’errore Messina? A mio parere perché anche lui, dopo tante battaglie e tanti anni a rimbalzare come una trottola da una città all’altra per giocare partite tremende, anche lui a volte si stanca. Si svuota.
E quando è stanco, come tutti noi, è più prono a commettere errori. E ieri sera era stanco. E si vedeva molto bene, secondo me.
Stanco del capolavoro di Istanbul, delle energie mentali che ha richiesto quella vendetta monstre e anche appagato.
Appagato di aver rifilato uno schiaffo tremendo, una vendetta vera e propria, una lezione senza se e senza ma a Djordjevic. (E quanto ne ho goduto, anche per questo motivo!).
Tutto ciò s’è visto chiaramente ieri quando la squadra ha comunque sistemato la partita aldilà degli eccessi dell’allenatore, chiaramente visibili quando le immagini lo inquadravano livido e quasi schiumante. Ma non bisognerebbe accanirsi su un cavallo esausto e chiaramente non troppo motivato. Alle volte l’approccio può essere diverso.
Soprattutto quando hai gente come quella di quest’anno.
E siccome quella finale di scudetto persa malamente l’anno scorso torna a tormentarci oggi attraverso i troll che non smettono di sventolarcela davanti agli occhi, proviamo a dire qualche parola su quella finale.
Perché a me la spiegazione che ormai è stata data per unica e vera, grazie ai giornalisti di ogni parte, non convince affatto.
Non credo affatto che i nostri fossero svuotati per stanchezza.
Erano svuotati certamente, perché mai avrebbero perso così come hanno perso contro una squadra che probabilmente era equivalente alla loro.
Per me erano svuotati invece, perché appagati.
Appagati da un risultato favoloso, e inaspettato, anche se voluto, di essere arrivati a un tiro dalla finale di EL.
Il resto non conta più quando hai raggiunto quel paradiso.
Nemmeno una finale scudetto.
Messina infatti dice, in parole diverse, proprio questo: che erano svuotati, non che fossero “stanchi”. Bisogna leggerlo bene.
Ed erano svuotati per appagamento. Per aver fatto più di quanto ci si potesse aspettare.
Si sono distratti e sono stati umiliati nella finale scudetto. Ma non perché spremuti, secondo me, quanto per essere appagati. O almeno, non più spremuti di tutti gli avversari di quel livello, inclusa Bologna che aveva dato l’anima per l’obiettivo più importante, poi fallito. L’EL.
Loro in cerca di rivincita, noi appagati.
E lo dico con cognizione di causa, credo. Avete visto, anche ieri contro Reggiana, quanto Pozzecco si prenda cura di Messina stesso?
Avete visto quanto l’abbia fatto ridere, o riflettere?
Avete visto come ha una parola per ogni giocatore, ma soprattutto nel suo recente periodo nero, per Shields?
Questo mi fa riflettere.
In particolare sulle parole di Messina stesso alla fine del Fener. Che i suoi giocatori hanno fatto qualcosa di eccezionale difendendo per 40 minuti filati con la stessa intensità e intelligenza.
Ora: è vero che l’aggiunta di Melli e Mitoglu, e di un Ricci feroce ha dato più sostanza e continuità alla squadra, ma è anche vero che uno sforzo di quella intensità e concentrazione per tutto il tempo della partita, a Milano non s’era mai visto. Mai.
Certo, i nuovi giocatori di grande talento e applicazione.
Ma anche, io credo, la tremenda energia positiva del Poz, accanto alla maestria di Messina.
Energia del Poz che liberata da quegli eccessi contro gli arbitri dovuti alle sue responsabilità di capo allenatore, quando era capo allenatore, risulta una dote pura e positiva come l’ha sempre avuta e come sa trasmetterla, come ha sempre saputo trasmetterla.
Fornendone anche al suo capo allenatore, Ettore Messina, che in quanto uomo e professionista di lungo corso, a volte si stanca e abbaia più del dovuto.
C’è allora l’energia del Poz a dare a ciascuno quello di cui ha bisogno, che, in una squadra come questa, non sempre è un ringhio.
Una grande aggiunta al gruppo, il Poz in panchina!
È per questo motivo, per i giocatori e per il plus in panchina lato staff, che io penso che Messina non andrà in fuorigiri se faremo le F4, e la squadra non si presenterà appagata alla finale scudetto, e allora ce la giocheremo alla grande, e con tutto quello che abbiamo.
Che è tanto.
E secondo me ci sono ottime speranze che dopo lo schiaffone somministrato a Djordjevic per vendetta l’altro giorno a Istanbul, ne daremo uno bello sonoro anche a Bologna…
Ciao a tutti e grazie.
Io finisco qui.
Aggiungo solo per amore di cronaca che la mia diagnosi sulla maledetta finale scudetto è sempre stata identica alla tua.
La stanchezza fisica a questi livelli di basket semplicemente non esiste.
L’unico motivo per far “riposare” un giocatore è per diminuire là probabilità che si faccia male, ma si tratta solo di questo, niente altro.
Come non esiste nello sport serio scendere in campo “tanto per”, si va sempre e solo per vincere.
Mi unisco alla profezia, anch’io credo che l’energia positiva del Poz sarà il catalizzatore che produrrà la magia, gli ingredienti del composto alchemico ci sono tutti e se la buona sorte riuscirà ad affossare le prefiche sarà una stagione da non dimenticare.
Aggiungo che anche per me come Messina ha confermato, da sempre le cause della mancata conquista dello scudetto la scorsa stagione, sono da ricercarsi nella psiche, nell’appagamento di una stagione vissuta intensamente e da vincenti.
Chi disserta di minuti non ha la consapevolezza di cosa significhi vivere un’avventura così pregnante. Il coach geniale ha trovato in Pozzecco la spalla ideale per ricaricare le energie mentali del team in vista di un’altra annata straordinaria. Spero che alla fine di questa stagione le cornacchie saranno zittire per sempre.
Per la verità si credeva te ne fossi già andato, ma tant’è, dopo qualche punzecchiatura, hai voluto regalarci questo compendio-commiato…..addio…..sopravviveremo…..nuotando nel nostro mare di troll, mentre tu andrai altrove a diffondere la tua sapienza…
Secondo me su Messina hai ragione in parte. Nel senso che un po’ più di equilibrio forse lo deve trovare ma la pretesa di resa che ha verso tutti non può fargli cambiare radicalmente approccio. Se non pretendesse anche qui i Grant, gli Alviti ecc. non sarebbero trattati “alla pari”. Poi c’è chi da questo ne esce e ne esce fortissimo e chi ci muore schiacciato e non vede il campo. Ma il primo è lui a non dover dare un segnale diverso.
Su tutto il resto concordo.
Anche per me sono stati 6 anni indimenticabili conditi da 2 scudetti. Grazie CAPITANO 💖