Cinque considerazioni su Baskonia-Olimpia Milano | Approccio sbagliato e difesa da galera. Così non va

Alessandro Maggi 2
Cinque considerazioni su Baskonia-Olimpia Milano

L’Olimpia Milano cade a Vitoria, e lo fa male, sbagliando tutto quello che conta: l’approccio e il finale. Una prestazione di evidente povertà, e il linguaggio del corpo di Peppe Poeta durante la disfatta, per tutta la durata della disfatta, dice molto.

L’approccio nelle percentuali

Il Baskonia segna 26 punti nel primo quarto con il 100% da 2 (6/6), restando al 78,6% alla fine del primo tempo (11/14). Viene da chiedersi come sia possibile concedere sempre, e comunque, l’appoggio al ferro. Sempre e comunque. Spendendo quattro falli nel primo quarto e quattro nel secondo. Porte aperte, Telepass alzato: chiamatela come volete. Ma è questo l’approccio a una gara che si vuole vincere?

I finali di gara

Contro la Virtus, negli ultimi 3’30’’, aveva segnato solo Devon Hall: dieci punti. Ieri sera, negli ultimi 5’30’’, nessun canestro dal campo. Nessuno. Parziale di 16-4, con i quattro punti di Milano arrivati tutti dalla lunetta con Moses Wright. Contro una squadra che concedeva 105 punti a partita. Di buono ricordiamo soltanto una tripla di RJ Cole sputata dal ferro in quel frangente. Squadra slegata, con tendenze da “hero mode”, che ha riaperto le porte anche in difesa.

Le responsabilità di Peppe Poeta

Che certamente ci sono. La squadra doveva avere un’identità difensiva, ma al momento non difende, anche perché non comunica. E alla recita forse più importante di questo inizio di stagione arriva con l’approccio che abbiamo appena descritto.

La squadra doveva controllare il ritmo, ma ha fatto correre il Baskonia come voleva sin dalla palla a due. Poi c’è Bolmaro, che continua a sentirsi Michael Jordan — venendo umiliato dalla difesa di casa — e non viene inquadrato. Viene inoltre da chiedersi che senso abbia portare Tonut nei dodici, o Flaccadori, per poi non utilizzarli. Se Booker o Wright non tengono in difesa, meglio provare qualche minuto di Diop. E lo stesso vale per Pippo Ricci, che resta a guardare le nefandezze in marcatura di Burnell e Peters.

Alec Peters

Chi scrive verrà bollato come prevenuto, ormai il livello medio dei commenti è questo. Ma se arrivi con i gradi, rivendicati, del leader, se riunisci spesso la squadra per confrontarti sul match, devi essere in primo luogo un esempio. Si può non essere Nicolò Melli, dietro, anche perché quasi nessuno è Nicolò Melli — o Kyle Hines — ma se non pieghi le gambe non sei un esempio. Anzi, il tuo posto è con le ginocchia piegate. In panchina.

I playmaker

Tanto si parla solo di quello, anche quando Devon Hall distribuisce, e bene, il pallone con 12 assist. Darius Thompson gioca 14’, RJ Cole 22’, segnando 8 punti in pochi attimi. Si può essere d’accordo o meno, si può discutere sul fatto che possano dare di più — soprattutto Darius, e soprattutto in difesa — ma sono arrivati per fare questo in EuroLeague con l’Olimpia Milano. Giusto o sbagliato, è così.

2 thoughts on “Cinque considerazioni su Baskonia-Olimpia Milano | Approccio sbagliato e difesa da galera. Così non va”

  1. Se Bolmaro si sente Michael Jordan chissà di chi è la colpa…
    Fare di Peters il capro espiatorio non è da prevenuti ma peggio…

  2. Alessandro, ammiro la tua passione e il tuo voler analizzare nella speranza di poter correggere. Io invece inizio ad essere stanco. Ogni anno la situazione è sempre la stessa. Una squadra che ambisce ai play-in/play-off NON può sbagliare SISTEMATICAMENTE le partite da vincere. Quella di ieri sera è solo l’ultima di una lista infinita. Puoi anche giocare male, ma alla fine DEVI vincere e invece noi siamo famosi per perdere persino con l’Alba Berlino. Il problema, temo, è di testa. E’ una squadra che non crede in se stessa e questo è più grave di schemi sbagliati o rotazioni discutibili. Quelli si correggono, la testa no. Non pensavo l’avrei detto, ma ieri si è avvertita nitida l’assenza di Marko Guduric, uno che quella sfacciataggine ce l’ha. Hall ha predicato nel deserto. E Peters sembra la versione TEMU del campione ammirato in altri contesti. Insomma, temo che sarà l’ennesima stagione in cui magari si vince a Madrid e magari pure ad Atene, dove tanto nessuno si aspetta niente da te e giochi leggero, ma poi perdi contro Asvel, Baskonia, Stella Rossa e compagnia cantante.

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