Così Ettore Messina ha commentato la travolgente vittoria dell’Olimpia ad Istanbul: “Complimenti ai miei giocatori, sono stati in grado di difendere con la stessa intensità ed efficacia per tutti i 40 minuti e almeno nel primo e nel terzo periodo anche in attacco hanno fatto le cose giuste. Vincere su questo campo non è mai facile, in questa atmosfera, sicuramente loro hanno avuto una serata negativa, ma avevano appena vinto a Mosca, di sicuro la nostra è stata una serata positiva”.
L’importanza del tiro da 3 punti: “C’è una statistica interessante. Per avere successo in Eurolega devi tirare tanto e bene da tre dagli angoli. E’ qualcosa che cerchiamo di fare, ma dipende dalla circolazione di palla, da quanto bene la muovi, quindi quello che vogliamo è costruire delle buone opportunità. Poi come diceva il mio capo a San Antonio, Gregg Popovich, molte volte il risultato dipende da quanto bene tiri da tre punti. E’ molto semplice. E finchè è così cercheremo di trarne vantaggio”.

Eh però Melli Hall Shields hanno giocato più di 20 minuti, è chiaro che siamo nel pieno di una #CrisiOlimpia.
Il problema non è mai stato il minutaggio europeo ma piuttosto quello in LBA perché in Europa è giusto che giochino SEMPRE i migliori.
Ricci, Biligha, Tarczewski e Grant hanno risposto presente, ma quanto sono lunghe le nostre rotazioni? Vedrai che qualcuno sarà a sottolineare che Daniels ha collezionato un’altro 0 a tabellino e non si è accorto del contributo dato da Troy in difesa.
Hanno risposto presente tutti e alla grande direi ma non daniels e biligha entrati gli ultimi tre minuti secondo me. Troppo poco per essere giudicati. Comunque partita immensa da parte dei nostri! Che difesa!
C’è ben poco da dire…. dopo il primo Q terminato 22 a 3 per l’Olimpia. Un dominio mentale incredibile. Mentale prima di ogni cosa perchè l’intensità ed applicazione difensiva di una squadra che concede 3 punti in 10 minuti è frutto di una preparazione meticolosa della gara ed una concentrazione totale nell’applicare il piano partita del coach. In questo trionfo c’è il marchio indelebile di Ettore Messina, del suo credo cestistico. Complimenti al gruppo in toto, era dai tempi della Milano di Dan Peterson, dei D’Antoni, Meneghin e company che non vedevo un basket così dominante.
Un grande gruppo senza prima donne ma dove tutti chi più chi meno sono importanti. E se ce ne fosse ancora bisogno l”ennesima dimostrazione che non siamo Delaney-dipendenti come più di uno sosteneva. Questo non significa che Delaney non è importante ma che fa parte di una squadra che può sopperire all’assenza di chiunque senza risentirne nel gioco.