Messina: La difesa nell’uno contro uno è stata povera, ma niente processi

Fabio Cavagnera 5

Le parole del coach biancorosso dopo la prima sconfitta della stagione europea sul campo del Bayern

Così Ettore Messina ha commentato, in sala stampa, la prima sconfitta europea contro il Bayern: “Complimenti a Trinchieri e al Bayern per la bella vittoria. È stata una dura battaglia, le due squadre hanno fatto dei parziali, penso che la nostra difesa sull’uno contro uno sia stata povera. Abbiamo concesso troppe penetrazioni al Bayern e questo gli ha permesso di trovare canestri o rimbalzi in attacco. Solitamente giochiamo meglio dietro e oggi non siamo stati al solito livello, questo ci è costato la partita”.

Il parziale decisivo della formazione tedesca: “Quando siamo andati avanti di 1, abbiamo subito immediatamente un 7-0, come era successo anche all’inizio del terzo quarto, e questo non si può concedere se si vuole vincere in trasferta. Ma andiamo avanti, abbiamo un’altra partita tra 48 ore e questa è l’Eurolega”.

Differenze del Bayern con l’anno scorso? “Prima di tutto penso che la filosofia, lo stile, l’organizzazione e la durezza sono sempre le stesse, penso sono più fisici sul perimetro, specialmente ora che hanno ritrovato Lucic, un giocatore chiave per loro”.

Più deluso dalla difesa o dall’attacco? “Nel primo tempo avevamo 13 assist a 4 e nel secondo tempo abbiamo subito la loro aggressività ancora, non abbiamo avuto grande brillantezza. Basta guardare i numeri per vedere cosa si poteva avere di più. Non facciamo processi, abbiamo perso e, nonostante le difficoltà di alcuni giocatori in attacco, se difendiamo come solitamente facciamo, avevamo possibilità di portarla a casa”.

5 thoughts on “Messina: La difesa nell’uno contro uno è stata povera, ma niente processi

  1. Analisi condivisibili
    Però se vuole salvare il soldato Grant, rischi e lo lasci in campo e magari più minuti a Biligha in entrambe le competizioni

  2. Poi se lasci così tanti tiri liberi e da tre non la metti, vincere diventa dura.
    Nonostante tutto, c’è la siamo giocata fino alla fine.
    Sicuramente una valutazione su Grant va fatta o comincia a rendere almeno in difesa o lo si tagli

  3. Senza Delaney abbiamo subito in difesa, concesso 83 punti e ovviamente perso. Inutili le varie considerazioni sui sostituti, o si difende alla morte o non si va da nessuna parte. Inoltre surrogare il ruolo di Malcom è impossibile, non esiste sostituto degno, e se vogliamo analizzarla con obiettività guardiamo lo Zenit senza Pangos dove si trova, o il Pana senza Calathes dove è finito. Il Chacho fa il suo sempre ma non gli si può chiedere di eccellere nella difesa, dato che neanche da giovane era un fenomeno nella sua metà campo. Grant non è pronto, o forse non sarà mai pronto, solo chi allena può saperlo con certezza. E’il momento di stringere i denti, giocare con intensità difensiva superiore e battere Belgrado, poi arriveranno il Barca e il Fener, e sarà un’altra storia

    1. D’accordissimo con la tua analisi.
      Il Delaney di questi tempi è insostituibile per quello che fa dalle due parti del campo.
      Grant mi sembra un pesce fuor d’acqua che non capisce come stare in campo.
      Avrebbe magari…magari bisogno di tempo ma purtroppo di tempo non ne abbiamo

  4. Delaney non è sostituibile, spero solo che questo stop (dopo le difficoltà ad “entrare” nella stagione), non siano il preludio ad un’annata come la scorsa. Mi dispiace molto per Grant, resto convinto sia un giocatore valido e che la sua presa avesse un senso, ma pare evidente che, al contrario di Hall, non sia riuscito a fare il “salto” di categoria. Rimane da pensare ad una figura come la sua da aggiungere al roster, un handler con buone capacità difensive e capace di impostare il p’n’r, non tanto un clone di Malcolm. I giocatori con punti nelle mani li abbiamo, ma abbiamo già visto l’anno scorso che se li metti a fare i play (quest’anno Hall, l’anno scorso Morasca e Roll), perdi molto sul lato offensivo. E se fai 3/19 da tre, forse la porti a casa in Eurocup (non sempre), in EL mai di sicuro. Su Tarcisio ormai si sono scritti fiumi d’inchiostro, non aggiungo altro. E sullo sfondo rimane non solo la lunghezza della stagione che non ti permette di stare fuori equilibrio nei ruoli sui tempi lunghi con adeguamenti che poi in prospettiva paghi, ma soprattutto il fatto che a fine stagione abbiamo da rifare completamente l’asse play-pivot per scadenza contratti, né Grant né Tarcisio paiono giocatori ( da comprimari beninteso, non certo come futuri leader) su cui costruire. I vincoli e le urgenze dell’ultimo mercato forse non permettevano di affrontare tutte le priorità sul taccuino, ma a stagione in corso con gli extrabudget é ancora più complicato fare colpi in prospettiva. Rimango dell’idea che sugli esterni manchi la figura descritta sopra, non una tipologia alla Delaney.

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