Buongiorno Olimpia | E intanto il basket italiano prende schiaffi in Europa

Treviso tiene alto il nome del basket italiano in un avvio di settimana nelle coppe europee che mette a nudo tutto

Treviso tiene alto il nome del basket italiano in un avvio di settimana nelle coppe europee che mette a nudo, un’altra volta, tutte le difficoltà del nostro movimento.

Brindisi non riesce ad avere una reale dimensione europea nonostante la discreta stagione passata, Trento ha confermato l’eccessivo dimensionamento del suo roster, che nei numeri non può reggere la doppia competizione, e la stessa Sassari è reduce da due schiaffi per cominciare.

Piace invece la Nutribullet di Max Menetti, vittoriosa in Germania, e si attende per oggi l’esordio della corazzata Virtus Bologna, e di una Reyer Venezia in difficoltà in EuroCup.

Stendendo un velo pietoso sul nuovo format della seconda competizione continentale, la certezza è che dal giorno dello scoppio della pandemia si sia avviato un progressivo, costante, rapido ed inesorabile allargamento della forbice tra le due corazzate di Giorgio Armani e Massimo Zanetti e il resto del gruppo italico.

La Reyer Venezia ha certamente una base solida, Brindisi lavora addirittura in prospettiva visto il progetto del nuovo palazzo, ma il resto del carozzone da anni lavora in consorzi, reali o presunti, che permettono solo di assemblare un budget per la stagione, non certo guardare oltre.

La pandemia ha fatto il resto, la gestione della stessa anche, e ora il pubblico si è inevitabilmente disaffezionato, anche a causa di chi ogni inizio stagione mette in dubbio la ripartenza senza avere le armi per auspicare una soluzione vantaggiosa per tutti. Gli scorsi playoff confermano la tendenza.

Intanto, questo è il prodotto finale. Con il tempo tornerà quello di un paio di anni fa, ma non di più. I consorzi non sono la soluzione per crescere, solo un antidoto alla morte.

7 thoughts on “Buongiorno Olimpia | E intanto il basket italiano prende schiaffi in Europa

  1. Non condivido nulla, caro Maggi.
    Il consorzio, se non hai un filantropo appassionato come Armani (che col basket perde dei bei soldi) sono una buona alternativa. Milano dove sarebbe senza Armani? All epoca, quando ci si trovava a palleggiare davanti al comune, non siamo stati nemmeno in grado di organizzare un consorzio….

    Sulla programmazione che l”olimpia (e magari bologna) ha e le altre no…diciamo che la licenza pluriennale di EL è una discreta facilitazione alla programmazione, non credi?

    Ci facciamo belli e gli altri sono dei poveri sfigati. Togli Armani e vediamo dove va il basket meneghino

    1. Non posso essere accusato delle tue considerazioni.
      Ho detto che il basket in Italia ha dei problemi, e che i consorzi permettono di sopravvivere, non di programmare.
      Olimpia Milano e Virtus hanno la fortuna di avere Armani e Zanetti.
      Dove ci sia il concetto di “farsi belli” e dare degli sfigati agli altri proprio non lo so, e mi lascia perplesso un commento simile.
      Se constatare significa mancare di rispetto mi spiace, andrò avanti a farlo uguale.

  2. Treviso ha vinto in Grecia, non in Germania 😉

    Effettivamente in LBA sembrerebbe si stia andando verso un divario sempre più maggiore tra Milano/Bologna e le restanti squadre, con Venezia che al momento pare l’unica che possa in qualche modo cercare di tenere testa (se sarà brava a ripartire con un nuovo ciclo) seppur con difficoltà.
    Al contrario, l’Eurolega è sempre più equilibrata e di conseguenze le partite molto più attraenti per il tifoso.

    La prima a non programmare è la LBA, che guarda solo al presente e non ad un futuro a medio/lungo termine. Qui dentro in tempi non sospetti accennavamo a qualche possibile novità da introdurre per aumentare lo spettacolo, ad iniziare dalla semplice riduzione del numero di squadre partecipanti, passando poi per l’introduzione di alcuni requisiti necessari per potervi partecipare (in stile EL), per la modifica dell’assurda regola pro-italiani etc.

  3. La situazione attuale è certamente quella evidenziata nell’articolo, ma personalmente ho grossi dubbi sulla possibilità di ritorno alla situazione passata a breve almeno che non vengano prese decisioni draconiane e si modifichi l’organizzazione del campionato LBA che oggi risulta scarsamente interessante fino ai play-off. Un esempio: Coppa Italia come pre-season, Regular Season (12 team) solo per le squadre non impegnate nelle coppe con doppio turno A/R. Chi partecipa alle coppe è ammesso ai play-off direttamente, play-off più lunghi a partire dagli ottavi con griglia 1°- 8° secondo la classifica dell’anno precedente (per chi partecipa alle coppe, diciamo 8 squadre) poi dal 9° al 16° per chi fa la RS che assegna un titolo come l’attuale Supercoppa. Giocherebbero di più le squadre medio-basse e quindi potrebbero contare su più incassi e sponsor, giocherebbero di meno le squadre impegnate nelle coppe e si avrebbero play-off più intensi dal punto di vista agonistico. Il basket non è il calcio che può vivere bene anche con i fondi azionari e deve farsene una ragione, quindi servono mecenati o gruppi che immettano denaro a fondo perduto almeno inizialmente e questo non è per nulla facile a trovarsi. Armani S.p.A. è entrata nel basket nel 2004 prima con la sola sponsorizzazione e succesivamente Giorgio Armani acquistò la proprietà: fra tre anni saranno venti anni dedicati a questa disciplina da parte loro, almeno per Milano solo Bogoncelli ha fatto di più per cui è lecito anche pensare che questo rapporto possa anche terminare (vista anche l’età di Giorgio Armani) magari con la conquista dell’Eurolega che coronerebbe un ventennale importante dal punto di vista del ritorno MKT e buono anche per noi tifosi. La domanda che mi faccio è questa: Milano riuscirebbe a trovare un gruppo motivato dalle stesso intezioni di quello dell’Armani S.p.A. capace di gestire la società almeno per un decennio ?

  4. In Italia il basket non è sport di massa, dunque difficilmente può attirare le grosse imprese che al massimo sponsorizzano una squadra ma se non hanno certi ritorni o se devono tagliare i budget si sfilano subito. Può magari meravigliare, ma non del tutto, che uno Zanetti si sia proposto a Bologna e non a Roma che certo offre altra visibilità. Vediamo invece cosa può venire dall’azionariato diffuso stile Spagna o Germania e che sta cercando spazio (ma non lo avrà) nell’Inter. Piazze storiche come Pesaro, Treviso e altre si potrebbero rilanciare in modo più stabile rispetto ai consorzi, o magari affiancandosi. Ci vorrà tempo ma può essere una via.

    1. Mah, Bologna offre visibilità, eccome. Città importante e conosciuta, collegata facilmente con il resto d’Europa (e centro delle comunicazioni in Italia), città in cui il basket ha una cassa di risonanza notevole, città centrale nel basket. Poi Roma è Roma, ma non sorprende nessuno che un investitore voglia farlo a Bologna, a maggior ragione nel basket. Può sorprendere solo un provincialetto che non conosce le realtà

  5. Ho vissuto 10 anni all’estero e ti garantisco che pochissimi sanno dove sia Bologna e cosa offra oltre al sugo con le polpette di carne (che poi a Bologna non esiste). Certo la burocrazia romana ti uccide ma se la sai usare ti porta dove vuoi.

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