Olimpia Milano post Baskonia | Durezza, realismo e la balla su Nicolò Melli

Alessandro Maggi 2

Olimpia Milano post Baskonia per una gara di fatto sempre in controllo. 2-0 il verdetto, alla vigilia di una grande settimana

Olimpia Milano post Baskonia per una gara di fatto sempre in controllo. 2-0 il verdetto, alla vigilia di una grande settimana al Mediolanum Forum d’Assago.

Durezza

Reale contro una squadra con abbastanza muscoli nel pitturato tra Landry Nnoko, Matt Costello e Steven Enoch. Ivanovic deve girare i suoi uomini per trovare una qualche soluzione, che in attacco di fatto non arriva. Con Hines e Melli soprattutto, ma anche Mitoglou, il Baskonia va a sbattere e rimbalza indietro, e questo può essere decisivo in una sfida con percentuali non così incoraggianti in attacco.

Il Baskonia, come il Cska, sbaglia anche molto in fase di appoggio: questo anche per una via impervia sino all’ultimo centimetro. Durezza appunto. Unico neo, per Messina, il 25-17 a rimbalzo sotto il proprio canestro, ben bilanciato comunque dal 17-23 sotto quello degli avversari.

Il momento del Baskonia

Realismo. Squadra in divenire quella di Dusko Ivanovic, priva anche di un Alec Peters che da queste parti ha trovato la sua dimensione, diventando un giocatore indispensabile.

Al momento non esiste una circolazione di palla credibile successiva all’addio di Vildoza, e certamente Wade Baldwin dovrà inquadrarsi in un sistema che lo vuole centrale. Tanti anche i tiri sbagliati piedi a terra da un team senza fiducia.

In tutto questo Milano fa quello che deve fare. Controlla la gara, tiene la doppia cifra di vantaggio, e non soffre nel finale. Era EuroLeague, non LBA. Ma sembrava LBA.

Nicolò Melli

Tra le varie “balle estive” (come sentenza, non come spunto di analisi), la famosa domanda: «dopo due anni a non giocare, cosa potrà dare Nicolò Melli nell’immediato?». Si chiama «sindrome da Shelvin Mack», che cela la realtà fattuale, ovvero che ogni ex NBA all’arrivo in Europa ha scarso minutaggio negli States. Altrimenti, resterebbe lì.

Ma è appunto una verità parziale, differente giocatore per giocatore, e che non tiene conto di quel che è Nicolò: un professionista serio, sempre al lavoro, con voglia di emergere costante e in cerca dell’ultimo passo in una carriera in crescendo. Essere leader.

Anche la sua stagione avrà alti e bassi, è nella logica delle cose, ma il dato di fatto presente e futuro sarà quanto emerso anche ieri: punti nelle mani, qualità per segnare anche in uno contro uno, tenuta difensiva impareggiabile. Oggi, il miglior difensore di EuroLeague è lui.

2 thoughts on “Olimpia Milano post Baskonia | Durezza, realismo e la balla su Nicolò Melli

  1. Nick l’imprescindibile baluardo difensivo aggiunto alla roccia sir Hines rende la difesa Olimpia insormontabile se davanti chi si alterna in esterno difende e filtra così.

  2. Bene così, un pezzetto alla volta recuperiamo tutti.
    Delaney buono, Hall e Ricci che si confermano, Melli che domina.
    Mito a cui manca ancora qualcosa in post ma per il resto c’è.
    Grant e Tarci volitivi ma manca ancora qualcosa.
    Mi preoccupa Datome, speriamo basti del tempo, ma ho dei timori.

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