Un semplice giudizio sul roster Olimpia Milano: Troy Daniels

Caratteristiche e possibili criticità per il neo acquisto biancorosso, che prende il posto di Punter nel roster dell’Olimpia

Proseguiamo nella nostra analisi del nuovo roster dell’Olimpia Milano, in attesa del raduno e delle prime amichevoli, previste entrambe per la parte finale del mese di agosto. Oggi parliamo di uno dei nuovi acquisti della squadra biancorossa: Troy Daniels. Il sostituto di Kevin Punter nello scacchiere di Ettore Messina.

Olimpia Milano roster | Cosa può dare Troy Daniels

Tiro da 3 punti – La carriera dell’americano l’ha sempre visto avere alte percentuali nel tiro dall’arco. Ha segnato triple decisive nella High School, nel college, in G-League ed anche in NBA, ora si ripropone di fare la stessa cosa anche in Europa, con la maglia biancorossa.

Carattere – Non ha mai avuto paura di prendersi un tiro decisivo, anche entrando a freddo, come quella volta a Portland nei playoff NBA. Dunque, un giocatore di carattere ed in grado anche segnare canestri nei momenti caldi delle partite e della stagione.

Pressione – A Milano giocherà con big europei, come Rodriguez, Hines, Datome e Melli, quindi in uno spogliatoio di alto livello e con obiettivi molto importanti. Ma uno che ha giocato con LeBron, Harden, Jokic o Davis è abituato a questo tipo di pressioni.

Olimpia Milano roster | Le criticità per Troy Daniels

Inattività – Non gioca praticamente da un anno. Anche se non a causa di un infortunio e, dunque, è integro a livello fisico. Servirà un po’ di tempo, probabilmente, per fargli trovare il ritmo partita. Che è sempre fondamentale, ancor più per un tiratore puro.

Prima in Europa – Non ha mai varcato l’oceano nel corso della sua carriera. Servirà capire come si adatterà al gioco italiano e, soprattutto, europeo. Non avendolo mai vissuto, questa è forsa l’incognita principale sulla sua stagione milanese.

Monodimensionale? – Leggendo un po’ di scouting NBA, si parla spesso di Daniels solo come specialista ed un po’ monodimensionale. È un gran tiratore da 3 punti e quella è praticamente l’unica caratteristica per cui è stato preso dalle varie squadre statunitensi.

10 thoughts on “Un semplice giudizio sul roster Olimpia Milano: Troy Daniels

  1. Ma si può comprare un giocatore solo perchè è bravo a tirare da tre punti, tra l’altro ignorato dalle inesistenti difese NBA? Questa dirigenza, in particolare Messina, mi sembra troppo americanocentrica. Speriamo in bene.

    1. Ma se ancora lo devi vedere e certamente non lo conosci, non ti sembra un po affrettato il tuo giudizio?

      1. Concordo con te quando scrivi che prima bisogna vederlo in campo per poi giudicarlo però a me l’aspetto che mi preoccupa di più è la sua inattività di circa un anno e se aggiungi a ciò che è alla sua prima esperienza oltre oceano capisci che è più di una scommessa. Dobbiamo solo augurarci che sia vincente.

  2. Cio che non capisco , ok che non hai trovato il contratto che cercavi. Ma a un certo punto, piuttosto che stare fermo, meglio accontentarsi, no? Economicamente e fisicamente. Sta cosa mi lascia un po perplesso

    1. Ormai le buonuscite sono diventate il tuo incubo 😂😂😂. Cmq sto scherzando perché ho rispetto per le tue opinioni visto e considerato che condivido la maggior parte dei tuoi commenti.

  3. Se è vera la storia di Tonut ci stiamo specializzando in buone entrate

  4. Le analisi tecniche degli analyst NBA valgono per quel che valgono, il ragazzo va visto e giudicato per come si adatta, si integra e riesce a produrre nel nostro contesto europeo, che è quasi un altro sport

  5. Va bene la battuta, non mi offende, però io penso alla buonuscita come al costo di un errore precedente di valutazione del giocatore o di un contratto eccessivamente oneroso. In questo senso la somma delle buonuscite equivale ad un potenziale extra budget eroso. Tutti sbagliamo, ci mancherebbe, ma si pensa che i migliori professionisti sbaglino meno, se invece ogni anno se ne va in fumo l’equivalente di un contratto importante, qualche domanda io me la farei.

    1. A parte la battuta che era scherzosa io condivido il tuo pensiero sulla buonuscita come discorso generale e aggiungo che una volta questa operazione veniva presa dalla società e non dall’allenatore, invece ora è diverso perché la società e l’allenatore fanno capo alla stessa persona e ritorniamo al punto di partenza: è un errore concentrare pieni poteri in mano ad una sola persona!!

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