Punter 4 – Una sfuriata in avvio, che illude. Poi è il solito KP0 di queste finals: soffocato da una difesa che gli oscura il cielo, costretto a forzature da fuori. Non riesce a leggere le situazioni, e probabilmente non ci vede più dalla fatica
LeDay 4 – Si salva tirando qualche schiaffo a rimbalzo, in attacco ci impiega il doppio del tempo a fare i suoi movimenti, letti alla perfezione da una difesa che lo divora.
Micov 4 – 16’ di nulla. Gioca tre ritmi sotto quel che richiede una gara che comunque non viaggia a 100 allora. Non è riuscito a riprendersi dai problemi di questa stagione, e probabilmente per lui arriva la fine più amara di un’esperienza eccellente a Milano.
Moraschini sv
Rodriguez 4 – Raccapricciante. Purtroppo. Senza voler infierire. Senza l’appoggio di Delaney si ritrova “nudo alla meta”, divorato da Pajola, senza le gambe per esplodere il ritmo. Chi “ringraziava” lo stop di Delaney dovrebbe farsi non una, ma quindici domande, oltre che aver peccato di buon gusto.
Biligha 6 – La grinta che ci vuole, in gare come queste. In attacco non può nulla, ma i suoi sono 11’ veri. Prima di dire che gli italiani di Milano sono impresentabili, pensate prima al buon Paul.
Cinciarini 6 – Messina lo butta nella mischia, subito. Lui risponde con una tripla e un assist, anche se è dentro i parziali che costano caro. Certamente, arrivati a gara-4, poteva aver spazio ben prima.
Shields 6 – Finale orgoglioso, non senza aver risolto le sue difficoltà, ma certo reagendo da campione orgoglioso con 16 punti e 10 rimbalzi. Per lui, le finali scudetto in Italia, restano un dolore.
Brooks sv
Hines 6 – Non è stata una gran gara per lui. Non ha fatto quel che ha sempre fatto. Ma ci ha provato. Non c’è sconfitta nel cuore di chi lotta.
Datome 6 – Altro campione orgoglioso, che dopo il pessimo primo tempo di gara-3 ha provato a reagire. Alla fine sono 10 punti, anche se non riesce a sovvertire la condanna.
Wojciechowski sv
Coach Messina 4 – Vista l’esperienza e la competenza non ha certo sottostimato una serie che si è tuttavia ritrovato a rincorrere, impotente. E dopo una stagione da ricordare, è questa impotenza a fare più male. A lui, e non solo a lui. Quel che è stato resta, quel che sarà avrà il sapore di una rivincita.


Una prova collettiva raccapricciante, carne da macello triturata ad hamburger dalla difesa virtussina. Palle perse a raffica come mai avevo visto
Biligha stava facendo bene battendosi a rimbalzo in attacco e in difesa, ma poi volendo devastare il canestro virtussino con schiacciata catatonica, ha subito una stoppata impressionante (andatevela a rivedere) da Alibegovic: fine delle trasmissioni
Salviamo Hines e Datome, generoso il 4 a Rodriguez ridotto all’incapacità di intendere e di volere, LeDay irrilevante: dopo il suo infortunio un po di tempo fa rendimento a picco