Pier Bergonzi firma su La Gazzetta dello Sport «Spunto Rosa», dedicato alla conquista delle Final Four da parte di Olimpia Milano.
Finalmente! E che brividi. Un immenso Shields chiude la porta al Bayern e spalanca le finestre dei sogni sulle semifinali di Colonia. Era nei piani della nuova Olimpia, quella che Giorgio Armani ha affidato a Leo Dell’Orco e a coach Ettore Messina.
Il merito del ritorno di Milano nell’Elite del basket è soprattutto di Ettore Messina (può condividerlo con Armani e Dell’Orco che gli hanno lasciato carta bianca). L’AX, che ci provava da 13 anni, ha raggiunto le semifinali perché Messina le ha restituito la mentalità vincente.
Vi ricordate come i biancorossi hanno vinto di rimonta gara 1, con quel rocambolesco canestro di LeDay dopo essere stati sotto di 19? Così ieri sera, nonostante quell’ultimo minuto di follia. È nei secondi decisivi che passa il treno della storia e su quel treno è salita Milano.

“Vi ricordate come i biancorossi hanno vinto di rimonta gara 1, con quel rocambolesco canestro di LeDay dopo essere stati sotto di 19?”
No, sinceramente mi era passato di mente…
Anche a me perché era stato cancellato dalla sconfitta di gara 4.
A mente fredda direi che Milano ha dominato questa gara 5. Almeno lo ha fatto per 38 minuti. Poi è un po’ crollata nel finale, direi più per fretta o ansia di finire la gara che per merito del Bayern, che comunque ci ha creduto sino alla fine. La rimessa di Delaney per Shields non era cosa. E Shields è andato incontro al pallone un po’ troppo molle. Paura di vincere? Può darsi.
QUello che si è visto è che l’esperienza, tanto invocata da molti, si è palesata quando serviva. Non a caso hanno fa tto cose importanti Rodriguez e Hines ma anche Datome. Milano è calata alla distanza anche perchè il Bayern l’ha messa sul fisico. Un paio di falli non fischiati (l’aggancio su Hines in mezzo all’area, il mancato fischio sulla schiacciata di Leday) e la gara è un po’ cambiata. Ma alla fine credo che Milano abbia meritato di passare il turno. Onori a Trichieri ed alla sua squadra che per un soffio è rimasta fuori. Milano ha trovato il fattore “squadra” che era tanto mancato negli anni scorsi, quello che ti fa fare il salto di qualità.
Un piccolo appunto al Coach: secondo me nell’ultimo quarto avrebbe potuto dare un po’ di spazio in più a Tarczewsky che non aveva sfigurato, per avere un Hines più fresco alla fine, anche se ha fatto le ultime due cosette importanti (stoppata su Boldwin e successiva contesa vinta).