La Gazzetta: Non passa settimana senza feriti in questa soffocante orda di gare

Alessandro Maggi 5

Vincenzo Di Schiavi firma «La pensiamo così», editoriale su La Gazzetta dello Sport. Ecco alcuni passaggi del pezzo

Vincenzo Di Schiavi firma «La pensiamo così», editoriale su La Gazzetta dello Sport. Ecco alcuni passaggi del pezzo dal titolo «Olimpia, una sconfitta fisiologica. Si gioca troppo».

Troppo spesso in passato il finto turnover, fuori sempre gli stessi, in campo sempre gli stessi, ha prodotto finali di stagione deludenti, per non dire fallimentari. 

Morale: l’era delle partite ogni due giorni impone un’estrema complessità gestionale. 

Preoccupa invece l’infermeria. Brooks si rivedrà dopo la Coppa Italia, Biligha al momento è out e Micov è di nuovo ai box. Finora ha giocato solo 18 gare tra Serie A ed Eurolega. 

Non c’è particolare allarmismo per il serbo, ma intanto non passa settimana senza feriti in questa soffocante orda di gare. C’è chi ne vorrebbe sempre di più. Ma il limite dov’è?

5 thoughts on “La Gazzetta: Non passa settimana senza feriti in questa soffocante orda di gare

  1. Fosse possibile allungare i roster sarebbe meno pesante, così come la garanzia del posto a sei italiani dovrebbe essere superata

  2. A volte l’infortunio è solo sfortuna, però chiaramente bisogna avere il coraggio di mettere mano ai calendari, soprattutto quando la pandemia azzera gli spettatori e accorcia i tempi delle competizioni; resto convinto che non fosse l’anno giusto per una supercoppa di 2 settimane, tanto per dirne una.

    1. Non credo che il minitorneo di supercoppa abbia inciso piu di tanto, alla fine erano gare a bassa intensità dopo un lungo periodo di stop, una sorta di training onthejob

  3. Penso che una squadra per essere efficiente debba avere una gruppo fisso di giocatori di riferimento che poi sono quelli utilizzati perché è tra loro che si forma il difficile equilibro tecnico e psicologico per avere resa. Avere poster lunghi non so se sia utile ai fini dell’efficenza. Poi un giocatore è soddisfatto quando gioca, al di là dell’aspetto della professionalità. O si accetta che vi siano partite “circo” o se, come accade in Italia, ogni partita ha tutto un risvolto che non si ferma alla sola partita allora occorre scremare i calendari o non avere, per squadre impegnate in Europa, soprattutto con doppio impegno, anche un lungo campionato nazionale.

  4. “Si gioca troppo”, “giocatori spompati”, “problemi dei calendari”… Ok, ma vi domando: voi quest’anno vi state divertendo a vedere il basket dell’Olimpia o no? Io tantissimo. Se è così anche per voi, forse non ci sono tutti questi problemi ed è una questione di gestire fisicamente i giocatori in un periodo molto duro.

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